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Il fiore all'occhiello
La scelta d costruire una nuova scuola elementare, un edificio con circa trenta aule dotato di ogni confort e di adeguate infrastrutture, avrebbe potuto, o potrebbe, rappresentare un fiore all’occhiello per l’amministrazione Albani, al punto da poter giocare un ruolo determinante nella scelta che gli elettori faranno alla fine della campagna elettorale amministrativa del prossimo anno. Da queste pagine abbiamo sostenuto la bontà dell’iniziativa, una delle poche che potremmo annoverare riferendoci all’operato dell’attuale amministrazione, basandoci però sui dati e sulle dichiarazioni dei referenti comunali, che segnalavano la necessità di procedere all’importante realizzazione per un presunto forte incremento della popolazione scolastica, al punto da giustificare l’ennesima grande opera e l’importante investimento finanziario. Negli ultimi giorni abbiamo però letto notizie diverse e cifre sostanzialmente contraddittorie. Infatti, un articolo pubblicato da Merateonline che informava dell’approvazione del progetto definitivo della nuova scuola di Via De Gasperi, dopo le modifiche richieste dall’Asl, citava nel dettaglio, riferendosi al numero previsto degli alunni, dati alquanto preoccupanti, secondo i quali gli iscritti nel prossimo anno scolastico nei plessi di Via Cernuschi e Pagnano diminuirebbero, invece di aumentare, rispettivamente del 4,26% e del 3,88%, mentre solo nella frazione di Sartirana si registrerebbe un modesto incremento pari allo 0,51%, corrispondente ad uno o due nuovi alunni. I numeri esposti non sono di facile lettura e comprensione, e nemmeno facilmente verificabili, ma, se veritieri, farebbero crollare il castello di carte costruito dalla giunta Albani per giustificare un intervento edilizio imponente e di inquietante impatto ambientale, che andrebbe a violare la bella collina sottostante la chiesa di Turba, provocando problemi di parcheggio e di congestione del traffico. Le cifre, quelle vere, si potranno conoscere soltanto a settembre all’inizio del nuovo anno scolastico, anche se, salvo imprevisti, non giustificheranno di certo le ottimistiche o addirittura fantasiose previsioni di crescita. Non vorremmo indossare anzitempo i panni di Cassandra, la mala sorte ha già duramente colpito la città, lasciando un segno e un’immagine di sé desolante, e pertanto aspetteremo l’inizio dell’attività scolastica, prima di infierire con critiche che potrebbero dimostrarsi ingiuste o addirittura eccessive: se giungeranno conferme del trend negativo o della stabilità delle iscrizioni il sindaco e la sua squadra si troverebbero nella difficile situazione di dover giustificare il loro operato, in un momento economicamente critico e a poca distanza della scadenza elettorale, pregiudicando così ogni possibilità di riconferma. Diversamente la scelta, seppur opinabile per ragioni d’impatto ambientale, traffico e salvaguardia dei luoghi, potrebbe dimostrarsi vincente ed aprire le porte ad un rinnovo del mandato amministrativo. Purtroppo o per buona sorte, l’elettorato spesso è volubile ed è facilmente influenzabile, e al momento del voto sceglie spinto dall’emotività e non dalla razionalità, e spesso dimentica addirittura quanto è avvenuto in passato. Proprio per questo motivo, nel tentativo di mantenere vivo il ricordo, non mancheremo di ricordare ai nostri lettori gli anni bui e repressivi dell’amministrazione Albani: gli inverni affrontati senza riserve di sale, le mancanze del servizio di spalatura della neve, lo stato dei marciapiedi, delle strade e delle aree a verde, gli escrementi dei cani presenti un po’ ovunque, le squadre di vigili assatanati con il blocchetto delle multe tra le mani, il fisco selvaggio che ha frugato nelle tasche dei cittadini, la mancanza di spirito di iniziativa e di una programmazione di manifestazioni di una certa valenza, capaci di attrarre pubblico, e le scelte dettate dalla paura e dai preconcetti nel settore urbanistico, ma l’elenco evidentemente potrebbe anche proseguire. Nell’attesa degli sviluppi manterremo la dovuta attenzione tenendo la penna pronta tra le dita.
Dario Meschi
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