L'osservatorio

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: domenica 16 marzo 2008 - Anno 8 - Nr. 11

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Pratica e teoria

Vorremmo porre una domanda al Presidente del Consiglio della Riserva del Lago di Sartirana Roberto Perego, giovane avvocato e promettente uomo politico, espressione dell’attuale maggioranza consiliare meratese: qual è secondo lui la differenza che intercorre in politica tra la pratica e la teoria, e, nello specifico, perché gli interventi proposti nel 2004 nell’ambito della tutela ambientale, ad oltre tre anni d distanza, non sono stati realizzati?
Il consigliere comunale di maggioranza, che aveva caratterizzato la sua presenza in consiglio con la trattazione di argomenti di interesse generale, e con una discreta libertà di giudizio, diversa da quella dei suoi colleghi di partito, in quanto poco rispettosa delle regole di obbedienza retaggio dell’antica scuola cattocomunista, recentemente ha affrontato un problema vitale per la Riserva del lago, dimostrando la differenza che esiste tra i buoni proponimenti e la cruda realtà. Infatti, con coerenza e nel rispetto dell’incarico assunto, ha sostenuto la necessità di evitare l’immissione di liquami fognari nelle acque stagnanti del piccolo bacino lacustre, riprendendo le polemiche sorte mesi or sono per la vergognosa situazione in cui versa la rete pubblica fognaria nella frazione di Sartirana, che, nonostante le rassicurazioni della maggioranza, continua a scaricare liquami nel laghetto, mettendo a rischio la sopravvivenza delle specie lacustri.

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Roberto Perego

L'argomento “fognatura” è molto ostile all’amministrazione Albani, che preferisce inseguire voli pindarici, come le grandi opere (trasferimento del Municipio in Piazza degli Eroi e nuova scuola elementare), invece di affrontare problemi meno nobili come quelli della raccolta dei liquami o delle manutenzioni del patrimonio pubblico.
Chissà perché scelte meritevoli di essere attuate sono state messe nel dimenticatoio, disattendendo le promesse elettorali di interventi risolutori, magari favorendo altre scelte più costose e meno prioritarie?
A Palazzo evidentemente tutto procede con la massima lentezza, al punto che, nonostante l’insediamento nella squadra di governo di un assessore all’Ecologia, rappresentato dal rifondatore Marcello Toma, tutto è rimasto come prima, ignorando il progetto da un milione di euro, promesso in campagna elettorale, destinato alla depurazione delle acque del lago.
Si sa, le promesse elettorali spesso rimangono inattuale, basti pensare al libro dei sogni proposto da Prodi, anche se sorprende come un giovanotto di buona cultura e adeguate ambizioni, si limiti a portare il testimone, seppur difendendo l’iniziativa, senza nessuna ribellione nei confronti della giunta, che prosegue la propria attività con lentezza, e, spesso, senza comprendere le vere priorità.
Quando si partecipa ad un gruppo è doverosa la lealtà, sempre che non vengano meno alcuni presupposti fondamentali, ritenuti prioritari, nei programmi e nelle dichiarazioni di principio nell’espletamento di un preciso incarico. Nel caso specifico ci attendevamo qualcosa di più della promessa di uno stanziamento, che tarda a venire, dell’esigua somma di 150 mila euro: se serviva l’importo di un milione di euro, come si potranno ottenere concreti risultati disponendo di uno stanziamento così ridotto?
Evidentemente le risposte non competono ai giornalisti, ma ai rappresentanti del popolo, eletti per raggiungere risultati concreti, e non per dispensare speranze.
Roberto Perego è un giovane serio e motivato, e crediamo stia affrontando il suo incarico con il massimo impegno, anche se, forse per inesperienza, si fida di chi, più esperto di lui, ha capito anzitempo che valgono di più le promesse dei fatti concreti.
Questa vicenda, come molte altre, fa riflettere, confermando la diffidenza diffusa nei confronti della politica e dei suoi rappresentanti. Ogni cittadino presente nei consigli elettivi si dovrebbe far carico di maggiore vigilanza e responsabilità non soggiacendo a regole, forse mai scritte, che per difendere la bandiera e l’appartenenza, la disonorano, con menzogne o vane promesse.

Dario Meschi

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