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La lettera di Alberico
Oh Dio eccolo che arriva ! Il geometra Dario Meschi, cantore e cultore del dott. Dario Perego si candida in anticipo di 12 mesi e oltre sui tempi al governo di Merate per il periodo 2009-2014 e abbozza il proprio programma culturale preannunciando che il Comune dovrà costruire nuove case a prezzo contenuto per evitare l’emigrazione delle giovani coppie. Lo dice un costruttore edile ed immobiliarista che negli anni ha disseminato di ville, villette e villazze le colline meratesi a prezzi…..contenuti. Le farei i miei complimenti per la prova di genio se il tutto non mi apparisse patetico. Lei aggiunge poi che farà manutenzione, manutenzione e ancora manutenzione! Cominci dalle idee, please.
Alberico Fumagalli
LA RISPOSTA
Egregio ragioniere, ma potrei anche chiamarla giornalista o collega, magari in quest'ultimo caso sarebbe capace anche di offendersi, oppure anfitrione di Dario Perego, in considerazione del ruolo di convinto portavoce che ricoprì durante la sua ultima e vincente campagna elettorale, o addidirttura capogruppo in pectore, poi pentito, di Battista Albani e della lista di Insieme per Merate, in rappresentanza della quale ha occupato i banchi della maggioranza, guarda caso polemizzando con ardore proprio con gli eredi di Perego, ma preferisco utilizzare il suo titolo professionale, che lo ha reso un ricco e benestante borghese, presumo grazie al suo impegno e al lavoro compiuto del quale, contrariamente alle sue abitudini, ritengo giusto non occuparmi. Sono anni che si ricorda di me nelle sue preghiere, e non manca ogni tanto di richiamarmi all'ordine, per indottrinarmi, spesso per criticarmi o biasimarmi, perchè evidentemente, spesso ma non sempre, non ho condiviso le sue idee, e mi dipinge come il male assoluto, un piccolo, non per l'altezza, ma per la presunta potenza, Berlusconi di periferia, immaginando evidentemeente scenari da fantascienza che non trovano riscontro oggettivo, diversamente li avrebbe già pubblicati con dovizia di particolari. Forse ha dimenticato che, nella mia breve esperienza politica (fui candidato alle provinciali in Forza Italia e nel collegio assegnatomi, Merate II, vinsi contro l'ex sindaco Romerio, per poi sedere, succedendo all'avvocato Patti, per un breve periodo in consiglio comunale in rappresentanza del Polo per Merate, lista che si era proposta alle elezioni comunali in antitesi con il suo ex amico Dario Perego, raccogliendo, tra l'altro e tra numerose iniziative intraprese, firme, quasi un migliaio, contro gli interventi decisi dal centrosinistra (ideati da Castelli-Gallina, e poi confermati da Perego) a Vedù e sull'area del traliccio di fronte alla Beton Villa), dove ora si erge in tutta la sua magnificanza un palazzo lungo 250 metri, nemmeno mi fossi mai schierato con Dario Perego, un amico che rispetto, ma politcamente non ho mai condiviso, sino dall'ideazione e dall'approvazione del progetto sull'area Cazzaniga. Dopo la breve esperienza abbanbdonai il "partito di plastica" e mi dedicai ad altro, ideando il giornale che dirigo,potendo così esprimere le mie opinioni senza dover rendere conto a nessuno. I suoi modi mi ricordano il ministro Di Pietro, con una sostanziale differenza, che l'ex magistrato ha abbandonato la toga per la politica, con risultati che non sta a me giudicare, e si propone con coerenza nella sua nuova missione, mentre lei, al contrario, ha abbandonato la politica, disgustato dalle scelte dei "compagni" di viaggio, per dedicarsi ad altro, pur mantenendo il ruolo usurpato di censore, di tribuno del popolo e di magistrato senza toga e di giudice, non possedendone ne le qualità ne tanto meno i requisiti. Mentre scrivo queste poche righe già immagino la veemenza delle sue future reazioni, ma non ne temo gli effetti, in quanto come uomo, libero professionista, imprenditore e giornalista-editore sono sempre stato libero da condizionamenti, non ho seguito consigli per gli acquisti suggeriti da chicchessia, non ho mai chiesto e ricevuto favori, ma, anzi, sono sempre stato coerente con le mie idee e i valori che quotidianamente esprimo, coltivando la passione giornalistica, mettendo mano al portafoglio per pagare le spese, divertendomi, cercando di essere sempre e comunque coerente, di non eccedere, e soprattutto di rispettare l'opinione altrui, senza indire processi indiziari. Il livore dimostrato nei miei confronti è tale da toglierle la lucidità di pensiero, al punto da travisare il contenuto dei miei scritti, descrivendo immaginifici scenari privi di ogni fondamento. Non so se per ebrezza, scherzo, curiosità, o semplicemente malafede, abbia associato l'ultimo editoriale "Merate futura", pubblicato la scorsa settimana, ad un manifesto elettorale di una lista che dovrei presiedere o alla quale intenderei partecipare, e, proprio per questo, mi sono sentito in dovere di risponderle pubblicamente, disilludendola: non ho ambizioni in tal senso, e, anche se presto potrei pensionarmi, continuerò la mia attività, senza disporre del tempo necessario per affrontare un altro ulteriore impegno, a quello giornalistico, che già mi costringe a numerosi sacrifici. Gli amici che mi hanno indotto ad affrontare l'argomento elettorale, un bancario, un dirigente d'azienda, tre studenti, un professore, un medico (non Perego), alcuni imprenditori e commercianti, sono persone normali, non hanno interessi di sorta e sono accomunati dal desiderio di governare la città per rilanciarla e interrompedere un'allarmante decadenza, ed anzi restano in attesa di comprendere gli sviluppi di quanto potrà accadere tra le forze politiche che siedono in consiglio comunale, pronti a mettersi da parte se la proliferazione di numerose liste, possa aiutare la maggioranza uscente, che per inesperienza, incapacità o pressapochismo non ha saputo decidere nulla, lasciando un pessino ricordo del proprio operato. Per quanto mi riguarda credo esista già un buon candidato tra quanti attualmente siedono in consiglio comunale, non cito il nome per non bruciarlo, e attendo, in buona compagnia, gli sviluppi.
Dario Meschi
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