Eventi

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: domenica 24 febbraio 2008 - Anno 8 - Nr. 8

In questo numero

Articoli

Rubriche

Inoltre...

Eventi segnalati dai lettori

Questa pagina pubblicizza gli eventi segnalatici dai lettori.
Se volete vedere le informazioni di un evento pubblicate qui, scriveteci!

posta@macchianera.it

Oggetto: 00019 FATTI E POESIA 18-24 FEBBR 08

anno VI n° 0019 del 18- 24 febb. 2008
settimanale di scienze umane
dell'Associazione Internazionale Artisti «Poesia della Vita»
presidente Reno Bromuro

Repertorio n° 3426 – Raccolta n° 1270 del 29/10/1984 (non profit)

ATTUALITA’

FATTI

Italo Evangelisti, Raimondo Venturiello e Gabriella Quattrini, Giovedì 6 marzo 2008 alle ore 21,39, alla Libreria Bibli Via dei Fienaroli 28 Roma (Trastevere) presenteranno il libro: «Un ponte lungo tremila anni Fra Scilla e Cariddi» - di Fausta Genziana Le Piane -Tommaso Maria Patti - N. Calabria Editore. Al termine verrà offerto un brindisi di saluto.

PREMIO LETTERARIO ARCOBALENO DELLA VITA, per maggiori informazioni rivolgersi a Gloria Venturini, Via Santa Maria Nuova, 3/3, 45026 Lendinara (RO); Tel.: 0425 642409 (dalle 19.00 alle 21.00) - e-mail: cassanaluce@alice.it la scadenza è prevista per il 20 settembre 2008 e non si accettano opere inviate tramite posta elettronica.

A fine mese arriva il tanto sospirato cedolino. Quanti di noi conoscono il significato delle voci che lo compongono? Nella vita di ogni lavoratore dipendente c'è un appuntamento ricorrente che lo attende ogni fine mese: la consegna della tanto sospirata busta paga.

Noi ti aiutiamo a capire il significato delle voci che compongono il cedolino e che portano alla cifra netta dello stipendio, che è quella che effettivamente ognuno di noi percepisce.

FISCO/ENTRATE: 35MILA LETTERE CONTRIBUENTI MINIMI IN PIEMONTE

A Torino il 15 febbraio u. s. è partita la campagna di informazione per i contribuenti minimi, che da quest'anno potranno aderire al cosiddetto "forfettone",approvato dall'ultima Finanziaria.
Prodi: dopo il voto di nuovo alla guida del Paese. Il presidente del Consiglio a Roma all'Assemblea costituente del Pd: con la pazienza conquisteremo la maggioranza dei consensi.
Fini in autunno convocherà il Congresso per sciogliere Alleanza Nazionale.
In casa Udc non tira una buona aria, invece. L'invito di Berlusconi ad unirsi alla nuova avventura è arrivato anche a via dei Due Macelli, ma è un invito avvelenato: "Io spero che aderiscano, ma se l'Udc non aderisce noi andremo avanti ugualmente. Nessuno può negare che siamo alleati ma non nella stessa coalizione. Per questo possono presentarsi da soli e poi in Parlamento potremo naturalmente trovare un accordo per farli entrare nell'alleanza".

                                                           (Apcom)

18 febbraio1861: il primo Parlamento italiano si riunisce a Torino. All'ordine del giorno sono la proclamazione del Regno d'Italia e il nuovo titolo del re Vittorio Emanuele II.

19 febbraio 1937: il viceré d'Etiopia, generale Rodolfo Graziani, è gravemente ferito in un attentato compiuto nella capitale Addis Abeba durante le cerimonie per la nascita del principe di Napoli. Si scatena una violenta repressione che porta all'arresto di oltre duemila persone, mentre gli indigeni trovati in possesso di armi sono immediatamente fucilati. La resistenza etiopica reagirà dando vita in agosto a un'insurrezione a opera di consistenti gruppi di guerriglia, che continueranno la loro azione per tutto il tempo della dominazione coloniale italiana in Abissinia.

20 febbraio 1878: è eletto papa Leone XIII. Dopo solo due giorni di conclave, il primo dopo la fine del potere temporale dei papi, i cardinali riuniti nella Cappella Sistina eleggono papa il conte Gioacchino Pecci, nato a Carpineto (Roma) il 2 marzo 1810. Allievo del Collegio romano dei gesuiti, era stato legato della Santa Sede a Benevento, quindi nunzio apostolico a Bruxelles. Nel 1846 era stato nominato arcivescovo di Perugia e nel 1853 aveva ottenuto da Pio IX la porpora cardinalizia. La stampa liberale considera favorevolmente l'elezione di un uomo di vasta cultura e il fatto che abbia deciso di assumere il nome di Leone XIII contro le pressioni degli intransigenti che suggerivano il nome di Pio X per sottolineare una scelta di continuità.

21 febbraio 1883: muore a Napoli il filosofo Bertrando Spaventa, uno dei principali esponenti dell'idealismo italiano. Era nato a Bomba (CH) nel 1817.

22 febbraio 1886: la politica di Agostino Magliani, ministro delle finanze, soprannominato "ministro dell'allegra finanza", e il suo progetto di legge per l'assestamento del bilancio del 1885-1886 sono duramente attaccati alla Camera. Dell'opposizione parlamentare fanno parte la Pentarchia, i maggiori esponenti del gruppo radicale (tra cui Felice Cavallotti e Giovanni Bovio), alcuni deputati della destra (Sidney Sonnino, Antonio Starabba di Rudinì e Antonio Salandra) e Giovanni Giolitti. Vengono condannate in particolare le pratiche del ministro tese a dissimulare il disavanzo del bilancio allo scopo di giustificare aumenti di spese. Il forte disavanzo del bilancio in questi anni è legato anche alla politica di espansione delle opere pubbliche, soprattutto nel settore delle ferrovie.

23 febbraio 1853: Giuseppe Mazzini annuncia, in una Dichiarazione inviata a tutti i gruppi dell'Associazione nazionale italiana, lo scioglimento del Comitato nazionale di Londra e la nascita di una nuova organizzazione politica.

24 febbraio 1902: la militarizzazione dei ferrovieri, decisa da Giolitti, evita il minacciato sciopero degli operai della categoria. (tutto si ripete cambiano solo i nomi)

PARLIAMONE

LETTERATURA LATINA 3

Ci siamo lasciati sulla scia della satira di Marziale; riprendiamo il nostro colloquio, della storia dei nostri padri latini che ci hanno guidato insieme ai greci verso la letteratura che impera nel XXI secolo. Ma siamo stati veramente ligi agli insegnamenti dei grandi del passato, oppure, vedendo come vanno le cose (la letteratura italiana corre verso il provincialismo più sfrenato, per ragioni indipendenti dalla volontà del "Creativo" chiamo poeta ogni essere umano che crea attraverso il suo intimo, opere che penetrano l'anima e diventano oggettive -) non c'è distribuzione per gli scrittori, galleria d’arte interessata all'Arte con la "A" maiuscola, sale da concerto per dar modo ai giovani musicisti di far conoscere la loro musica (i posteri affermeranno che il XXI secolo non ha lasciato musica in eredità), gli scultori, le loro opere in materiale indistruttibile; i Poeti di questa epoca si sono dovuti accontentare di far girare le loro Poesie attraverso internet, perché non c’è modo di farle girare in forma cartacea, ammenocché non sia un nababbo. Ma il creativo, soprattutto il Poeta è l'essere più infelice del mondo ed è anche il più povero perché è ricco interiormente. Ho la vaga sensazione che le opere dei nostri giovani, non fortunati come i giovani spagnoli che sono stati editi dal colosso dell’editoriale nazionale, né avranno la fortuna di essere ricordati almeno nel nome com’è accaduto nel Primo Secolo avanti Cristo ai Poeti latini Vario Rufo, Quintilio Varo, Plozio Tucca, Cornelio Gallo, contemporanei e amici di Virgilio, di cui oggi non abbiamo il piacere di leggere una sola delle loro opere.

Publi˜us Vergili˜us Maro nacque a Andes, oggi Pietole, in provincia di Mantova, nel 70 e morì a Brindisi nel 19 avanti Cristo, in una famiglia di modesti proprietari terrieri, fece i suoi primi studi a Cremona, poi a Milano; verso il 52 giunse a Roma, dove si applicò all'eloquenza. A quel periodo appartengono i suoi primi componimenti poetici che hanno costituito un grosso problema di interpretazione critica e che sono stati convenzionalmente raccolti sotto il nome di Appendix Vergiliana (Appendice virgiliana). Verso il 45 lasciò Roma per ritirarsi nella più tranquilla Napoli, dove seguì i corsi di filosofia epicurea tenuti da Sirone e dove strinse rapporti d'amicizia con Lucio Vario, Plozio Tucca, Quintilio Varo e Orazio. Napoli rimase da allora il soggiorno preferito del Vate e qui scrisse le sue opere poetiche; frequentò Roma solo sporadicamente, partecipando al circolo letterario di Mecenate, condividendo i programmi di restaurazione di Augusto, soprattutto quelli che si rifacevano alle antiche tradizioni religiose e agricole del popolo romano.

Accanto a lui si pone l'amico suo Quinto Orazio Flacco anch'egli un provinciale di Venosa, in Puglia, approdato a Roma dopo aver combattuto fra i repubblicani a Filippi, ed entrato alla fine nell'intimità di Mecenate. Spirito più scettico, amante d'una vita d'ozi, epicureo convinto, Orazio fu a tratti il cantore ufficiale della nuova ed eterna Roma di Augusto, ma soprattutto il descrittore della vita quotidiana, degli uomini e dei loro difetti negli Epodi e nelle Satire scritte tra il 41 e il 30 avanti Cristo, poi l'elaboratore, nelle elegantissime forme della lirica greca, di motivi poetici e filosofici, di sentimenti intimi e giocosi (amicizia, amore, quiete dei campi, bellezza della natura, ecc.).

In posizione più defilata politicamente operarono altri poeti di elegie, coltivando un'arte di sentimenti individuali, soprattutto d'amore, con varie sfumature. Era ancora il mondo ellenistico che ispirava la poesia romana. Albio Tibullo, laziale vissuto dal 60 al 19 avanti Cristo, compose due libri di elegie per certe Delia e Nemesi, associando al loro amore quello per la quiete dei campi: la dolcezza dei temi e dei paesaggi si esprime in dolcezza un po' molle di versi. Di tempra più vigorosa è il Poeta, coinvolto in una più bruciante passione, Sesto Properzio, che nei suoi quattro libri di elegie cantò essenzialmente una donna, sotto lo pseudonimo di Cinzia, con toni di raro vigore, con potente fantasia e con l'intervento di note dotte, di spunti mitologici che gli ispirava l'elegia degli alessandrini. Più complessa, anche se meno sincera e profonda è la poesia di Publio Ovidio Nasone, nato a Sulmona nel 43 avanti Cristo e passato dalla vita galante di Roma all'esilio, decretatogli da Augusto per misteriosi motivi, sul Mar Nero, dove morì verso il 17 dopo Cristo. Esordì come poeta d'amore con le elegie degli Amores e delle Heroides, poi si fece maestro dell' “arte amatoria”; quindi produsse il suo massimo capolavoro, le Metamorfosi, un complesso poema in quindici libri di esametri, a episodi di trasformazioni naturalistiche e mitologiche, cui fece seguire un secondo in metro elegiaco sul calendario romano, rimasto interrotto per l'esilio, al sesto libro.

Abbiamo saputo che Quinto Orazio Flacco è nato a Venosa di Puglia da un liberto, fu educato a Roma e ad Atene, dove compì studi filosofici e retorici. Lì aderì all'ideologia repubblicana dei giovani patrizi che vi studiavano e, alla morte di Cesare, si arruolò nell'esercito di Bruto e Cassio. Combatté a Filippi e dopo la sconfitta rientrò a Roma, grazie al condono di Ottaviano, ma senza protezioni politiche. Costretto dalla confisca dei beni familiari a impiegarsi nell'amministrazione statale, cominciò pian piano a farsi conoscere come poeta. L'ingresso nel mondo letterario gli fece stringere amicizia con Virgilio e Varo, quindi gli aperse le porte del circolo di Mecenate, del quale entrò a far parte nel 37 avanti Cristo; morì nell’8 avanti Cristo, poco dopo l'amico Mecenate (che gli aveva fatto dono di una villa in Sabina), e gli fu seppellito accanto. Sostanzialmente allineato alle scelte del potere politico, celebrò nel Carme secolare Augusto e la grandezza di Roma, pur mantenendo una sua sostanziale indipendenza di giudizio. Epicureo moderato, fu il poeta dell'aurea mediocritas, ideale di equilibrio etico tra capacità di rinuncia e piaceri immediati, colti nel quotidiano, ispirati a un intenso senso del presente, della vita fugace, di un tempo astorico in cui l'individuo solo conta. La pacificazione augustea fu da lui salutata come garanzia di ordine. Nelle Satire, in esametri, profuse una comicità garbata. Introdusse vari metri lirici greci. Altre sue opere sono Epodi, Odi, Epistole: fra queste ultime è notevole l'Ars poetica, precettistica sulla poesia drammatica ed epica, in cui si prospetta l'equilibrio fra talento naturale e tecnica, cioè Arte.

Dal LIBRO PRIMO

A MECENATE

«Mecenate, nipote di nobili etruschi,
che mi sostieni e m'intenerisci d'orgoglio,
v'è chi gode a sollevare col carro
la polvere d'Olimpia e, sfiorata la meta
con le ruote in fiamme, per la palma d'onore
si crede, come gli dei, signore del mondo;
chi si esalta se il capriccio popolare si batte
per eleggerlo alle supreme cariche di stato,
e chi se nel proprio granaio può nascondere
tutto il raccolto che si miete in Libia.
Anche con la promessa d'incredibili ricchezze
per paura del mare non sapresti indurre
a solcare su un legno di Cipro l'Egeo
chi è felice di lavorare i propri campi.
Cosí il mercante, impaurito dal mare in burrasca
per il vento, loda, è vero, la pace agreste
del suo paese, ma poi, incapace a sopportare
la mediocrità, riarma la nave in avaria.
Trovi chi non si nega un bicchiere di vecchio massico
e perde parte del giorno sdraiato
all'ombra fresca di un corbezzolo o alla sorgente
dove l'acqua d'una ninfa mormora dolcemente.
A molti piace la vita militare, lo strepito
lacerante delle trombe, e la guerra, che ogni madre
maledice. Immobile sotto un cielo livido
il cacciatore dimentica la dolce compagna,
se i cani al suo fianco hanno stanato una cerva
o se un cinghiale ha spezzato l'intrico delle reti.
Io no: l'edera che premia la fronte dei sapienti
mi associa agli dei e il fresco dei boschi,
dove coi satiri danzano agili le ninfe,
mi distingue dalla folla, se non ammutolisce
il flauto di Euterpe e non si rifiuta
Polinnia di accordare la lira di Lesbo.
Ponimi dunque fra i poeti lirici:
col capo in cielo toccherò le stelle».
                                      (3 Letteratura latina, continua)

Bibliografia

Enzo V. Marmorale, Storia della letteratura latina, 1964; A. M. Guillemin, Virgile, poète, artiste, penseur, Parigi, 1951; R. Verdière (a cura di), Vergiliana, Leida, 1972; F. Della Corte, La mappa dell'Eneide, Firenze, 1972; V. Ussani, Sull'Eneide di Virgilio, Roma, 1972; M. Gigante (a cura di), Virgilio e gli augustei, Napoli, 1990.

LA POESIA DELLA SETTIMANA

NON SPARARE

             di Marcella Boccia

Marcella Boccia con la pubblicazione dell’ultima raccolta di poesie «Non sparare» ha fatto poker d’assi. “Impronte digitali sulla mia Anima” 2004, secondo premio al concorso di Proposte editoriali: “Elsa Morante”; “Welcome a Baia giuliva” (2006); “Diario dall'India” (2007) e “Non sparare” più un asso nella manica scritto a quattro mani con il padre Pietro. Il 2007 è stato un anno molto prolifico per Marcella. Ma vi devo parlare dell’ultima raccolta di poesie “Non sparare” e non devo distrarmi sugli altri libri di cui, appena finiti di leggere, vi dirò il mio pensiero.

Vi dico subito, che la scrittura è secca, dura, irta, i versi mai aridi e distaccati. Nel canto libero delle liriche, tradotte anche in albanese, è imparziale, eccitata forse, rabbiosa e talvolta, esasperata. Marcella Boccia presenta le sue carte di credito lontane dai modi del naturalismo e del verismo, per lanciare il suo canto a voce spiegata nel realismo poetico, con un periodare che lascia fraintendere lo scrivere come intenzione, o meglio illusione, di cantare la realtà per restituzione o per sostituzione con una o più convenzioni obbligate.

«Non sparare
non mi piace questo gioco
Non sparare
sono solo una donna nata schiava
Non uccidere i miei sogni
sono solo una piccola donna che sogna
nella notte buia del suo burka»
Nella sua Poesia, Marcella Boccia è referente delle intenzioni di un popolo che non sa più che cosa vuole e che definisco «documento», poiché d’accordo con De Sanctis il suo canto è immediato e sintetico come il popolo del suo tempo, ma nello stesso tempo è anche vero documento, postulato riconosciuto e verificato, perché è tale, però mai assolutizzato in sé, Si collega al significato/significante tramite due mediazioni: una fenomenica, l’altra metaforica.

L'oggettivo burka, confuso con l’oscurità della notte non è messo in quel punto per caso o ricercato nella fattualità, dopo esser stato costatato, ma è sperimentato e specificamente individuato: colto, appunto, per frammenti che si ricompongono durante il percorso della raccolta, come ideologia delle cose e dei fatti.

A pagina 29 nella lirica “Seme d’amore” è la conferma di quanto ho affermato:

«Nel silenzio della mia spartana cella
ascolto le voci provenire da altre terre»
«in una Vita senza mai avanzar pretese
Coglievo il fiore d'ogni sogno
che appassiva per il troppo mio calore
piantavo il seme del miracolo d'esistere
che poi marciva senza mai veder la luce»
Tramite un ritmo stretto e contratto, un succedersi rapido ed asciutto di singola referenza; oppure inserita immediatamente come metafora.

Per esempio, la verbalizzazione di "una vita senza mai avanzar pretese" seguita da altri verbi "pretendere", "calore", “esistere", "marcire" sono grida senza lamento e senza più voce perché sente la presenza della morte dell’umanità.

È chiaro che un Poeta realista canta senza tener conto della lotta conflittuale tra l’Io creativo e il Sé razionale, Ella va oltre senza ascoltare né l'uno né l'altro perché sa che il canto è puramente denotativo.

Altrove, a pagina 39 leggiamo:

«I soldatini di latta
che ieri han perduto i dentini da latte
tornate dalla mamma ch’è in pensiero per voi
ché non è così che si diventa eroi!»
Il linguaggio abitualmente ritmico, passa dal movimento alla stasi, dall'azione al giudizio, dal sistema semantico, dei significati espliciti, a quello ideologico, dei significati latenti, mette in chiaro i rapporti tra le cose, a formulare un giudizio, caricando cose e fatti di quella violenza di cui non sappiamo fare più a meno e che è viva, palpitante e dolorosamente costante, tra il simbolico e l'espressione realistica.

Siffatte complessità non sono rare, nel Poeta Marcella Boccia, perché non fa parte dei Poeti appartati, irregolari, extravaganti anche, seppur variamente collocati nell'atlante ideologico, tra i contemporanei che non hanno uno stile definito e innovativo; invece, il Poeta Boccia, è con la sua opera oltre la contemporaneità perché, ripeto, il suo canto è Poesia e Documento del suo tempo, ed oltre il suo tempo, ecco perché ho definito il canto realistico, e forse storico per il suo guardare in faccia la voce che le si para davanti nei momenti in cui la Poesia le fa visita, avvertendo l'umanità del percolo che corre.

NON SPARARE

             di Marcella Boccia

Non sparare
non mi piace questo gioco
Non sparare
sono solo una donna nata schiava
Non uccidere i miei sogni
sono solo una piccola donna che sogna
nella notte buia del suo burka
Non sparare
hai ucciso i miei figli
hai ucciso le mie sorelle
hai ucciso il mio sogno di libertà
Non sparare
per l'amor di Dio, aspetta un istante
dimmi almeno il tuo nome western
e poi spara
ma per l’amor di Dio
non mirare al cuore
perché non ho più un cuore
me l'hai spezzato uccidendo i miei figli
Allora spara
non puoi uccidermi due volte
e mira qui, al mio grembo
uccidi questo ultimo figlio
prima che possa guardarti negli occhi
mentre gli spari

Oggetto: Segnalazione Concerto a Ispra: "Fulanas - Tango al femminile in
concerto"

Buongiorno,
sono Marina Sturino, collaboratrice del Centro
Culturale Lifework di Ispra (VA) (www.lifework.it).
Desidero segnalarvi il prossimo evento che si
terrà presso il nostro centro, un concerto di
Canto/Tango del duo Fulanas Tango, formato da
Mariana Bevacqua (Pianoforte) e Paóla Fernández
Dell'Erba (Voce e Canto).

Maggiori informazioni sull'evento si possono trovare su:
http://www.lifework.it/italiano/spettacoli/concerto_fulanas_tango.html

 

Oggetto: COMUNICATO STAMPA
UNA VOCE PER LA MUSICA
Un tenore, un soprano e un sassofonista, insieme per una musica di qualità dalla parte dei bambini.


Spazio Prevenzione onlus organizza, venerdì 29 febbraio 2008, ore 21.00, una serata di alta musica e solidarietà presso l’Auditorium di Casatenovo (LC), V.le Parini 1.
Il tenore Marco Faralli e il soprano Giuseppina Colombi mettono a disposizione la loro passione e la loro arte accompagnati dalle note del sax di Enea Fornoni per sostenere il progetto “Batti un cinque, batti un record”, finalizzato ad offrire gratuitamente un servizio di psicoterapia personalizzata per bambini ammalati di tumore e loro familiari.

Il costo del concerto, organizzato in collaborazione con Protezione Territorio Perego, è di 12 euro. Il ricavato sarà interamente devoluto al progetto “Batti un cinque, batti un record”, di cui è possibile trovare maggiori informazioni visitando il sito www.spazioprevenzione.it.


Segue il programma della serata:

I TEMPO
Ave Maria no morro (tenore)
La vergine degli angeli (soprano)
Angels (sax)
Se, dal film “Cinema Paradiso” – Morricone (tenore)
The great pretender (sax)
Romanza (tenore)
The prayer (soprano e tenore)
Torna a Surriento (soprano e tenore)

II TEMPO
Il mare calmo della sera (tenore)
Ave Maria - Otello (soprano)
Eye of tiger (sax)
Caruso (tenore)
Quando un uomo ama una donna (sax)
Nella fantasia, dal film “Mission” – Morricone (tenore)
Time to say goodbye (sopranoe e tenore)
O sole mio (soprano e tenore)

Per informazioni e prevendite: Spazio Prevenzione Onlus, tel. 039/58048, info@spazioprevenzione.it

Torna alla homepage

Scriveteci: posta@macchianera.it

Copyright © 2001-2008 Macchianera.it. Sito by Fly-On-Web
Contattare il Webmaster per problemi tecnici.
Tutti i diritti sono riservati.  Il materiale presente in questo sito non può essere riprodotto, neanche in parte, senza il consenso di macchianera.it. Il sito segue le regole della legge 675 sulla privacy, relativamente alle mail ricevute