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LE PROSSIME ELEZIONI COMUNALI
L'avvicinarsi delle prossime elezioni amministrative, che interessa alcuni comuni del nostro territorio, ha avviato le operazioni e i
contatti tra i responsabili delle forze politiche locali, che con un lavoro oscuro e segreto, stanno valutando la possibilità di future alleanze, la scelta dei candidati all'ambita poltrona di sindaco, e quella di
coloro che saranno chiamati a ricoprire i ruoli comprimari. In uno di questi comuni, Missaglia, sono già cominciati i botti e i fuochi d'artificio: i protagonisti sono i soliti, quelli di sempre, che da tempo si
occupano della cosa pubblica, ed anche e soprattutto della propria immagine, trascurando opportunità politiche e valutazioni strategiche. E' di pochi giorni fa la presa di posizione, netta ed inequivocabile, di
Ildefonso Valnegri, a nome e per conto del gruppo consiliare Obiettivo Missaglia, gruppo d'opposizione nel consiglio comunale attuale, erede della Lista Mottadelli che aveva governato il comune dopo le vittoriose
elezioni del 1994, quale prima ed unica amministrazione di Forza Italia, vincente nella provincia di Lecco.
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Ricordiamo che Missaglia è governata dal sindaco Marta Casiraghi in rappresentanza della Lega Nord,
che i rapporti tra Lega e Forza Italia nel comune sono pessimi, in contrapposizione all'alleanza in sede governativa e regionale nell'ambito del Polo, improntati ad estrema rivalità, che all'interno del movimento
azzurro, esistono, separati in casa, due gruppi, quello ufficiale per eredità e memoria storica, almeno secondo Valnegri, riferito ad Obiettivo per Missaglia, e quello più personalizzato, che individua, quale
protagonista un altro personaggio di rilievo del partito berlusconiano, Ivo Voleno, già assessore nella giunta Mottadelli, noto imprenditore locale.
Come sempre, alle solite ripetute e profonde incomprensioni tra i teorici alleati del Polo, Lega e Forza Italia, si uniscono quelle nell'ambito di Forza Italia, che si propone puntualmente divisa all'appuntamento
elettorale. Non casualmente le ultime elezioni comunali registrarono la vittoria della Lega, grazie alla spaccatura
dei forzisti, che si presentarono con due liste separate, quella dell'ex sindaco Mottadelli, Obiettivo per Missaglia, e quella di Missaglia al Centro, che scimmiottava la lista di Merate al Centro, che già si era
distinta per evidenti ambiguità nella vicina città. Gli anni trascorsi e le esperienze maturate non hanno contribuito a migliorare la dialettica in casa degli
azzurri, dove sembrano prevalere i personalismi a discapito dell'interesse reale dei cittadini e dello stesso partito.
Il prossimo appuntamento elettorale, dopo un periodo di governo leghista alquanto discusso e discutibile, sembrerebbe favorire quel cambiamento, che solo le desolanti liti di cortile potranno vanificare.
La sola Forza Italia con una propria lista ed un gruppo compatto, unito da una candidatura unitaria guidata da un personaggio autorevole di adeguato spessore, potrebbe sbaragliare ogni avversario, ma
questo a quanto pare non accadrà, in considerazione della determinazione della minoranza uscente, di Mottadelli e Valnegri, che difficilmente rinuncerà alla presentazione di una lista propria, autonoma in
continuità con l'operato delle ultime due legislature, e della manifestata volontà di Ivo Voleno di capeggiare una lista eterogenea, composta da parte delle forze azzurre, dai popolari ed addirittura dai DS.
La situazione che si sta delineando evidenzia i problemi di fondo ed incomprensioni che esistono in sede provinciale, sia tra le stesse forze del Polo, che in Forza Italia.
La guida della segreteria provinciale azzurra, affidata all'intramontabile Bruno Colombo, che come riferiscono nell'ambiente, pare s'ispiri, nell'attaccamento alla poltrona, ai più criticabili personaggi della
vetero politica della prima repubblica, non brilla certo di limpida strategia. Non si possono dimenticare i pasticci registrati, nelle varie e precedenti competizioni elettorali, sempre ascrivibili a Colombo, a
Colico, a Merate, a Brivio, ed in altri comuni, e le diatribe, sempre vive e pulsanti in diverse realtà locali.
La stessa struttura periferica direttiva locale, guidata dal pur abile Amelio Galbusera, non sembra in grado di sedare, le lotte tra fazioni, ne di possedere la necessaria autorità per determinare linee
comportamentali coerenti e soprattutto comprensibili. La situazione all'interno del partito di maggioranza relativa è tale da non configurare cambi di
responsabilità al vertice, o modifiche di indirizzo, pertanto prepariamoci ad ogni tipo di soluzione.
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