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Non solo, ma il suddetto ministro “has covered loads
with president of Ibm”, cioè ha coperto non delle cariche ma dei carichi (con un telone?) insieme al presidente dell'Ibm. E alla fine ha lavorato “near the center of Ibm Italy”, ciè non proprio lì
dentro ma “near”, nelle vicinanze (nel posteggio?). Direte: non è vero. Sbagliate. Sottovalutate il governo Berlusconi. Andate nel sito www.governo.it, e arrivate all'indirizzo del signor ministro (http://www.governo.it/sez_ministeri/biografie_inglese/stanca_lucio.html).
Vedrete con i vostri occhi.
Magari vi verrà voglia di continuare. Allora
constaterete che il ministro Marzano è autore di circa 150 “banns”, parola del lessico religioso adoperabile solo per le pubblicazioni di matrimonio. Che è un “ordinary professor”, espressione che
all'estero individua un docente dozzinale, scadente, di seconda scelta: ordinario, appunto. E che per sua volontà non ha fatto parte del “government Dynes”, che sarebbe la versione angloamericana del
governo Dini. Peggio è andata alla signora Moratti, ministro dell'Istruzione. Ignorando la distinzione che viene fatta alla seconda lezione di ogni corso d'inglese tra lui, lei ed esso, la sua
scheda la colloca nel genere neutro e ci informa che “it has two sons”. Non solo, ma a lei invece del cognome hanno tradotto il nome, facendone “lady Joy Brichetto”, mentre il suo “piano aziendale” è
diventato “slowly of reorganization”. Piano, lentamente: non è la stessa cosa? Il “piano regolatore” di cui fu autore in gioventù il ministro Scajola viene invece presentato come un “flat”, parola
che indica una superficie senza asperità, uniforme, pianeggiante: un piano appunto. L'ipotesi che “piano” vada tradotto con “plan” non viene neanche presa in considerazione. Evidentemente,
l'impiegato incaricato di preparare le biografie non era stato forgiato dal governo delle tre "I", e deve essersi affidato a un traduttore automatico, uno di quei programmi che fanno tutto
da soli. Ma non è detto che lo facciano bene, come conferma proprio la scheda del ministro dell'Interno (carica che viene tradotta come “minister of the Inside”, ministro del Dentro, anziché minister
of Interior Affairs). Perché il traduttore automatico lascia intatte le parole che non sa tradurre, restituendoci un incrocio degno di “Un americano a Roma”. E dunque nel caso del ministro,
ribattezzato “Claudius Scajola”, per dire che Berlusconi gli chiese una mano, la parola “chiese” passato remoto del verbo chiedere, in inglese “asked” viene tradotta con il plurale di chiesa, “the
churches”. Chiese. E cosa gli chiese? Di riorganizzare “Italy Force”, che ha un suono simile a quello del partito del Cavaliere ma significa tutta un'altra cosa: Battaglione Italia.
Neanche gli alleati vengono risparmiati. Il Fronte
della Gioventù, di cui fu segretario Maurizio Gasparri, viene tradotto con "Forehead of Youth”, che però significa “la parte alta della faccia dei giovani”. Altero Matteoli, ex ministro
dell'Ambiente, viene presentato come “minister of the Atmosphere”, come se il suo compito fosse stato quello di mettere la musica e accendere l'incenso per creare, appunto, l'atmosfera. La Lega del
ministro Bossi, anziché “league”, è diventata “alloy”, cioè una lega metallica come lo stagno o il bronzo. A lui non hanno tradotto né il nome né il cognome, ma la sigla di Varese, la sua città: era
Va, è diventata Goes (ineccepibile: terza persona singolare del verbo andare). Il Guardasigilli Castelli invece, dopo “trent'years of job in company” si è candidato in un collegio a cavallo tra Lecco
e Bergamo. “To horse”. Andando a cavallo?
Non viene risparmiato nemmeno il ministro Ruggiero,
uno che conosce l'inglese alla perfezione. Il sito del governo, per dire che ha lavorato a un certo Fondo, usa la parola “bottom”, che sarebbe inequivocabilmente il fondoschiena. Paga pegno persino
il colto Paolo Bonaiuti, portavoce di Berlusconi: lo hanno trasformato nel “megaphone of the President”, come se fosse un altoparlante. Il diabolico traduttore ha colpito senza guardare in faccia
nessuno. Il Cavaliere, però, s'è salvato. La sua è l'unica scheda in perfetto inglese. Lui sì che conosce le tre "I". Adesso manca la quarta "I": Identificare the cretino who has
combinato that pasticcio.
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