L'editoriale

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: domenica 4 novembre 2007 - Anno 7 - Nr. 41

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Obiettivo sicurezza

Sezione#1_1Sul giornalino edito dal comune di Merate, "Parlacomune", che tengo sul comodino e consulto per conciliare il sonno, ottenendo spesso l'effetto contrario, nella rubrica "Maniche di camicia - Assessorati al lavoro", ho letto, come del resto altri concittadini meratesi, sempre che lo abbiano ricevuto, in quanto è stato distribuito con il metodo del porta a porta e non inviato per posta (chissà perché?), con il rischio che alcune famiglie potrebbero essere state dimenticate, le iniziative intraprese dall'amministrazione Albani nel settore della sicurezza.
L'articolo apre così: "In coerenza con il Piano Generale del Traffico Urbano che verrà prossimamente discusso in Consiglio comunale e con il Piano Provinciale delle piste ciclopedonabili (un tempo solo ciclabili), è prevista una rete organica e integrata di piste ciclopedonali e marciapiedi. L'obiettivo è di garantire più protezione e sicurezza a chi è maggiormente esposto ai pericoli della viabilità: pedoni, ciclisti e disabili".
Fin qui tutto bene e niente da obiettare. La sicurezza è importante ed è giusto investire in questo settore per tutelare i cittadini. Mentre scrivo, prima di entrare nel merito delle mie riflessioni, vorrei spendere due parole, dedicandole alla vicenda dei dossi realizzati in Via Montegrappa in prossimità degli incroci con Via S.Caterina da Siena e Via S. Antonio da Padova.
Ricorderete le polemiche scaturite dall'ubicazione e dal modo con cui sono stati realizzati i dossi, con una curvatura troppo accentuata che costringeva ad un rallentamento eccessivo, fin quasi a dover fermare l'auto. Ebbene, alle polemiche, seguì il pronto intervento degli operai, che, nel tentativo di rimediare all'inconveniente, ammorbidirono le cunette fino a renderle quasi inesistenti. Non solo, per chi giunge dal centro di Merate in direzione Sartirana non esistono limitatori della velocità, al punto che le auto sfrecciano ancora come missili con la possibilità che possa ancora accadere qualche grave incidente, soprattutto in concomitanza dall'uscita di fedeli, dopo la messa, dal convento di Sabbioncello, e, forse, sarebbe proprio il caso di intervenire nuovamente, magari realizzando un ulteriore dosso.
Ritornando all'argomento delle piste ciclopedonabili, la carta comunale raffigurata nel notiziario, con l'indicazione di quelle esistenti e di futura realizzazione, sconcerta, in quanto non si comprende la logica di interventi così frammentari e disarticolati. L'impressione è quella che si sia operato e si operi a casaccio, profittando del fatto che alcune strade erano già sottoposte ad altri lavori, o chissà per accontentare tutte le realtà comunali, finendo per ottenere l'effetto esattamente contrario.
La direttrice Osnago Via Bergamo è l'unica che mantiene una logica, almeno fino ad arrivare a Via Bergamo, dove pedoni e ciclisti sono abbandonati a se stessi, dovendo attraversare la strada provinciale, senza che esista un sottopasso o per lo meno un passaggio pedonale in superficie. Il resto è una frammentarietà senza fine con il caso limite di Via Marconi, dove si realizzerà la nuova infrastruttura che, almeno apparentemente, non sembra rientrare in nessuna priorità.
L'impressione è che si proceda istintivamente senza una programmazione logica, investendo preziose risorse che potrebbero essere impiegate diversamente, realizzando lunghi tratti nei luoghi più trafficati e pericolosi. Del resto bisogna considerare come, laddove esiste per davvero il pericolo, non vi siano spesso le condizioni per intervenire, ottenendo così un risultato insoddisfacente. Ma allora perché non programmare diversamente gli interventi, magari realizzando una sola opera ma pienamente funzionale?
La risposta evidentemente spetta alla politica e agli amministratori. Nessuno purtroppo riterrà di dare soddisfazione alla nostra richiesta che non sarà considerata, e allora siano le opposizioni consiliari, relegate, per diffondere il proprio pensiero, in due paginette scarse del giornalino, a chiedere spiegazioni, e, se necessario, presentando un'interrogazione, dimostrando così l'attenzione sui grandi, come sui piccoli temi. I consiglieri di minoranza potrebbero inoltre contestare il poco spazio messo a loro disposizione e la presenza inopportuna tra loro di "Insieme per Merate", che, per glorificare la propria azione di governo, dispone già delle rimanenti pagine.
Si parla spesso di moralizzazione e trasparenza: forse bisognerebbe cominciare proprio dalle piccole cose!

Dario Meschi

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