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L’uomo dei cerchi azzurri
Da quattro mesi i marciapiedi di Parigi riservano una sorpresa apparentemente innocua: grandi cerchi blu tracciati con il gesso, e al centro una serie di oggetti stravaganti (un trombone, una pinzetta, un vasetto di yogurt, una candela…
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I giornalisti indagano per sfamare l'interesse dei lettori e gli psicologi si dividono tra chi grida al maniaco, e chi ipotizza la burla. Adamsberg, però, non trova nulla di divertente nell'escalation dei cerchi: la sua fine psicologia di conoscitore del male gli lascia intuire che dietro l'apparente stramberia si nasconde qualcosa di morboso. E ben presto i fatti gli danno ragione: un'altra alba e un altro cerchio sul marciapiede, ma stavolta, al centro esatto, un corpo di donna. Parte così una corsa contro il tempo per fermare un assassino del quale s'ignora letteralmente tutto. Il romanzo è piacevole, nonostante possa risultare, in alcune parti, un poco noioso e troppo descrittivo, rispetto allo stile di altri precedenti romanzi dello stesso autore. In questo libro Vergas dimostra di essere interessata a delineare le caratteristiche fisiche, caratteriali e psicologiche dei suoi personaggi, che diverranno, nei racconti successivi, gli attori principali. La trama del racconto è semplice, ma coinvolgente. Una lettura interessante, che ricorda le altre opere già pubblicate, inducendo ad un ulteriore approfondimento.
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