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Una caduta di stile
Giuseppe Sala, medico, figlio dell'ing. Mario, già sindaco di Merate dal 1946 al 1960, dopo aver visitato la cittadina di San Giovanni Rotondo, per ringraziare Padre Pio per la guarigione del figlio, si stabilì, negli anni '60, con la famiglia nel paese pugliese, dove, unitamente all'attività professionale, che svolse come medico e primario di medicina nell'ospedale locale, partecipò alla vita pubblica ed amministrativa fino ad essere eletto sindaco dal 1966 al 1974. La sua permanenza in Puglia gli consentì di approfondire la conoscenza di Padre Pio, del quale divenne medico curante, che si rafforzò trasformandosi in un rapporto di stima e di amicizia. Durante il suo mandato amministrativo fu posta la prima pietra delle grandi opere di culto che resero famoso nel mondo questa cittadina. Il 16 settembre scorso il comune di San Giovanni Rotondo alla presenza delle autorità locali, dei parenti, e di Giovanni Scarale, autore del libro "Giuseppe Sala, un sindaco venuto dal freddo", ha intitolato la sala consigliare al nostro benemerito concittadino. Nell'occasione è stato scoperto un pannello serigrafico, formato da tessere di taglio irregolare, che raffigura Padre Pio in un momento di conversazione con il suo medico curante.
Il sindaco Albani
La vita, la storia, le doti, la sensibilità e le capacità umane di questo nostro concittadino ci riempiono di orgoglio; infatti, è piacevole e sorprendente la storia di questo meratese, che si è fatto strada con onore in una terra lontana, dove ha beneficiato della stima e dell'amicizia di un santo come Padre Pio, e, proprio per questo, ho appreso con stupore dell'assenza alla cerimonia di una rappresentanza della città di Merate, guidata in prima persona dal primo cittadino Battista Albani o da un suo delegato. Non capita spesso di poter onorare un nostro concittadino, che ha saputo meritarsi la fiducia e la stima con la sua attività professionale, amministrativa ed umana, e, invitati a farlo, non si poteva mancare a questo importante appuntamento. La presenza alla cerimonia era un atto dovuto, di rispetto alla memoria del dottor Sala, di ringraziamento all'amministrazione comunale di S. Giovanni Rotondo, e di amicizia nei confronti della popolazione locale. Una storia così bella avrebbe meritato molto di più, gli onori della cronaca, e magari un gemellaggio, uno scambio di visite reciproco tra gli amministratori per una migliore conoscenza dei due paesi lontani, ma uniti dal destino e dalla storia, invece, dovremo soltanto vergognarci per un'assenza scandalosa, se immotivata e ingiustificata, alla quale seguiranno strascichi e polemiche, e, forse, una tardiva commemorazione. Non conosciamo le ragioni che abbiano indotto il sindaco Albani e la sua Giunta a non presenziare alla cerimonia, ma siamo certi che non vi sia alcuna giustificazione plausibile di fronte ad una così grave mancanza, che disonora la nostra città e la memoria sia del medico Giuseppe, che del padre ingegner Mario. In questa circostanza, una volta tanto, il contendere non è di natura politica, ma riguarda soltanto la buona educazione e il rispetto: questa caduta di stile disonora chi ha agito con leggerezza, ma anche tutti noi cittadini meratesi, e soprattutto indigna il mistero che è aleggiato attorno a questa vicenda, venuta a galla quasi incidentalmente. Claudio Brambilla, dalle pagine del suo giornale, invoca le dimissioni del sindaco, se non interverranno attendibili giustificazioni a sua discolpa, il sottoscritto, non credendo da tempo alle favole, con sano realismo, si accontenterebbe di un serio approfondimento nell'occasione di un prossimo Consiglio comunale, chissà …. magari con un finale a sorpresa!
Dario Meschi
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