Macchianera

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 29 settembre 2007 - Anno 7 - Nr. 36

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Il Commissariato di Polizia

Sezione#2_1La sezione della Lega Nord di Merate sta raccogliendo le firme per l'apertura di un nuovo Commissariato di Polizia. Un gesto politico simbolico, ma importante, esteso anche nei comuni limitrofi, che andrebbe sostenuto dai sindaci del territorio, dalla società civile, e da quanti desiderano il rispetto dell'ordine pubblico. L'opportunità di disporre di un nuovo presidio di polizia rappresenta un'opportunità unica e da non perdere, dovrebbe coinvolgere la politica e la gente per cercare di porre un freno al dilagare della microcriminalità, alimentata dalla delinquenza locale e da numerosi gruppi di sbandati extracomunitari.
In un momento politico e sociale difficile, caratterizzato dalle difficoltà derivanti dalla convivenza etnica, in una società dove i valori tradizionali hanno perso vigore, sostituiti dal consumismo e dalla corsa sfrenata verso l'effimero, ed altri miti pagani, in cui il lassismo imperante e le gravi responsabilità della politica hanno aperto le carceri e le frontiere ai peggiori delinquenti, tutti i partiti dovrebbero impegnarsi per raggiungere una volta tanto un risultato concreto, dichiarando la necessità di rafforzare il controllo del territorio nel tentativo di prevenire ogni azione malavitosa.
In questa circostanza dimostrare incertezze potrebbe dimostrarsi fatale, e pertanto non bisognerebbe mostrare indugi, anzi la mobilitazione non dovrebbe essere di esclusivo appannaggio di una forza politica ma di tutti i partiti e della totalità dei cittadini, costretti a convivere con la paura.
Tra i numerosissimi fautori e sostenitori dell'iniziativa non si annovera ancora il sindaco di Merate Battista Albani, che, o ha trasferito la sua residenza in qualche isola felice, o non ha ancora percepito la gravità della situazione, che potrebbe ulteriormente peggiorare. Inoltre, stupisce come nessuno tra i membri della giunta municipale, spesso ciarlieri e generosi nelle loro esternazioni pubbliche, e nemmeno le menti più illuminate della politica locale, abbia sentito la necessità di porre la questione al centro del dibattito politico, indicandolo come un'assoluta e indiscussa priorità. Diversamente, si abbia il coraggio di minimizzare pubblicamente il problema, assumendosene le relative e gravi responsabilità.
Il problema sicurezza riguarda tutti i cittadini, ricchi e poveri, residenti in dimore di lusso o in semplici appartamenti, che sono costretti a barricarsi nelle loro case, protetti da porte blindate, da cancelli di sicurezza ed antifurti, violati nella loro intimità, di giorno e di notte, da gente senza scrupoli, pronti alla violenza e perfino ad atti di estrema gravità. La cronaca è pregna di avvenimenti sconcertanti che tratteggiano una società inquieta e insicura, con realtà urbane assediate dalla delinquenza, dalla prostituzione, dalla droga e da un'infinità di altri problemi, e proprio per questo che, oltre alla presenza numerosa delle forze dell'ordine, occorrerebbe una massiccia sensibilizzazione dell'opinione pubblica, e, proprio per questo, ben vengano le raccolte di firma, i cortei, le fiaccolate, le crociate, ed ogni altra forma di manifestazione pubblica che sappia sensibilizzare la gente e i politici, che governano nelle stanze del palazzo, spesso lontani anni luce dalla realtà.

Dario Meschi

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