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Il doppio cognome
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Oliviero Diliberto
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Incredibile ma vero: Oliviero Diliberto ha dichiarato guerra, diffidando le persone con il doppio cognome, sostenendo che questa prerogativa non appartiene di certo ai comunisti o ai proletari, ma ai borghesi, tracciando così un solco tra onomastica e politica. Mentre pronunciava una simile e inquietante affermazione, certamente non ricordava i numerosissimi compagni che, seppur votando a sinistra, convinti della loro scelta, posseggono il doppio cognome. Forse la nostra memoria è labile, ma ci sembra di rammentare, che, proprio in questi mesi, si stia discutendo una proposta di legge, presentata dal ministro Rosy Bindi, sostenuta dal deputato del Pdci Katia Belillo e trasversalmente da numerosi politici di entrambi gli schieramenti, per introdurre per tutti, indistintamente, il doppio cognome, quello del marito e della moglie, tramandandolo ai figli, e, proprio per questo motivo, sembra oltremodo strana e stonata la "buttade" dell'irriducibile compagno. Diliberto probabilmente non sopporta Tommaso Padoa Schioppa (Tps) ed altri esponenti della sinistra radicalchic, e per questo suo stato d'animo si è fatto prendere un po' la mano. Infatti, la storia del socialismo è stata caratterizzata dalla presenza di compagni eccellenti, seppur con due cognomi, sulla cui dedizione alla causa si potrebbe ora, se vale il postulato dilibertiano, perfino dubitare. Del resto, non è possibile dimenticare uomini come Fidel Castro, il vate spagnolo Federico Garcia Lorca, il pensatore anarchico Francisco Ferrer Y Guardia, o lo scrittore Nivolas Restif de la Bretonne, per non scomodare la gran parte dei comunisti russi, come Vladimir Ilic Lenin, che per tradizione hanno la sciagura di possedere il doppio cognome. Anche in Italia sono numerosi i comunisti doc, anagraficamente riprovevoli. L'elenco è lungo: il professor Asor Rosa, il capogruppo di Rifondazione Comunista Giovanni Russo Spena, i bertinottiani Lidia Brisca Menapace, Giuseppe Di Lello Finuoli, il ministro Pecorario Scanio e tanti altri ancora. Cosa fare per evitare pericolose contaminazioni che potrebbero inquinare la dottrina marxista? Predisporre delle liste di prescrizione, introdurre purghe o dare inizio alle epurazioni come avveniva nella Repubblica sovietica? I tempi per fortuna sono cambiati, le persone sono valutate non per il loro nome, ma per quello che esprimono, per le loro idee e i loro principi, ed è ridicolo, salvo si tratti di uno sfogo carnevalesco, comprendere la logica di affermazioni tanto gravi e discriminatorie, nonché ridicole e fuori luogo. Certo se lo scopo di Diliberto era l'allontanamento di Tps, molti avrebbero perfino giustificato lo sfogo, magari sostenendolo pur di liberarsi dello scomodo personaggio, ma purtroppo non è così, e pertanto l'uomo dal pugno chiuso dovrebbe fare ammenda, chiedere scusa e magari cospargersi il capo di cenere. Il doppio cognome rappresenta una questione di pari opportunità per i figli, riconoscendo l'uguaglianza dei coniugi anche nell'ereditarietà del cognome. Del resto come sostiene Ricucci, che forse è uno se ne intende: "Se non hai il doppio cognome non conti niente" (scritto o pronunciato in romanesco avrebbe ben altro sapore).
GM
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