L'osservatorio

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 29 settembre 2007 - Anno 7 - Nr. 36

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Ironia della sorte

Il governatore diessino della Regione Liguria Claudio Burlando ha sbagliato clamorosamente manovra e si è immesso in autostrada sbagliando direzione di marcia: una disattenzione pericolosa, che poteva costare cara alla sua e all'altrui incolumità, risoltasi fortunatamente senza gravi conseguenze.
L'evento maldestro si è già ripetuto in passato in numerose occasioni. I disattenti automobilisti erano per lo più attempati, quanto pericolosi e distratti guidatori, e mai un politico di rango, che, guarda caso, e, per ironia della sorte, è stato anche ministro dei Trasporti, era incappato in una così grave violazione.
L'uomo politico, fermato dalla polizia stradale, era sprovvisto della patente di guida, ma nonostante ciò, avendo prontamente esibito il tesserino di parlamentare, anche se ormai scaduto, si è momentaneamente sottratto alla contravvenzione e al probabile ritiro della patente, a dimostrazione del rispetto dovuto nei confronti di rappresentanti delle istituzioni, in sostanza i soliti privilegiati appartenenti alla famigerata "casta", per poi, una volta finito sui giornali, chiedere un trattamento identico a quello adottato per ogni altro automobilista.

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Claudio Burlando

Burlando forse aveva fretta, o era distratto dalle preoccupazioni derivanti dalle sue funzioni pubbliche, oppure era assorto in pensieri inquietanti, provocati dalla confusa e sempre più sclerotica politica nazionale, da Prodi e dal nuovo Partito democratico, dalla sinistra radicale e dal pericolo di elezioni anticipate, o addirittura dalle intemperanze di un suo amministrato, il comico prestato alla politica, il genovese Beppe Grillo, che sta mettendo a ferro e fuoco i notabili di tutti gli schieramenti.
L'episodio, che è stato in prima battuta perdonato dai poliziotti, sarà presto dimenticato dall'opinione pubblica, e definitivamente archiviato oppure avrà ulteriori strascichi? In una simile circostanza un cittadino qualsiasi avrebbe patito le pene dell'inferno, e forse avrebbe rischiato anche l'arresto, ma i politici non sono comuni mortali e godono pertanto di un trattamento di favore.
L'aspetto più fastidioso e irritante di questa vicenda deriva dalla prontezza con cui il governatore ha estratto il tesserino, una sorta di lasciapassare, quasi si trattasse di un salvacondotto o di un'autorizzazione permanente a non rispettare le regole.  Del resto è inutile stupirsi, gli episodi di arroganza, malcostume, ostentazione e protervia che si ripetono numerosi tutti i giorni, e ormai non fanno più notizia, non scandalizzano più nessuno, anche se non si possono sottacere: come dimenticare il viaggio su un aereo di Stato organizzato per trasportare il ministro Mastella, suo figlio e il suo seguito, a Monza per il Gran Premio, e com'è possibile ignorare quanto avviene quotidianamente, per opera dei soliti noti, in tutte le parti d'Italia?
Un altro clamoroso esempio di italica virtù è stato proposto sabato 22 settembre dal giornalista Massimo Gramellini sul quotidiano La Stampa di Torino, nella rubrica Buongiorno, in cui commentando con la consueta e divertente ironia, il "caso" Burlando, ha segnalato un altro incidente di percorso che ha coinvolto addirittura un ministro in carico dell'attuale governo Prodi.
Così scriveva Gramellini: "Poi capita che, nel bel mezzo di un ingorgo proletario, la massa di dannati dell'Autosole si veda superare sulla corsia di emergenza da un corteo di auto blu a sirene spiegate. Stanno scortando niente meno che Franco Giordano, il compagno segretario di Rifondazione comunista, che ogni volta che si aprono le portiere è come il Cariglia di Fortebraccio: sembra sempre che non sia sceso nessuno. Sorpasso a destra, un'ignominia per un comunista. Ma d'altronde lo richiede la ragion di Stato: Giordano è atteso ad un dibattito alla Festa dell'Unità di Bologna, impossibile trattenere l'impazienza dei fans."…. "Per sottolineare il discredito di cui godeva Richard Nixon, i democratici non ancora burlandizzati dell'epoca coniarono la famosa domanda: comprereste un'auto usata da quest'uomo? Lui almeno non la guidava contromano".
Di fronte a tutto ciò, al malcontento generale, ad un governo che perde i pezzi per strada e ad un'opposizione che lo sorregge nonostante tutto, è facile criticare Grillo, i suoi fans, e il movimentismo Vaffa: la gente è stanca, non sopporta più di vivere tirando la cinghia, mentre altri sperperano e minacciano, e…. forse è proprio giunto il momento di cambiare.

Dario Meschi

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