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Una Regione troppo virtuosa
La Regione Lombardia è sicuramente molto efficiente, soprattutto nella prontezza con cui discute ed approva nuove leggi, uniformandosi alle normative europee, anticipando così le altre regioni, e anche il governo centrale. Tanta prolifica sollecitudine, da "prima della classe", rende onore alla maggioranza di centrodestra ed al governatore Roberto Formigoni, ma rende la vita più complessa a chi intraprende attività, ed anche ai lombardi, che, rispetto ai residenti in altre regioni, sono costretti a adeguarsi a norme onerose sotto l'aspetto economico e normativo, affrontando difficoltà e disagi che non sempre migliorano la loro qualità di vita. Il recente provvedimento "per la prevenzione e la riduzione delle immissioni in atmosfera a tutela della salute e dell'ambiente", seppur lodevole per le finalità che si propone, ossia la necessità di contrastare l'inquinamento atmosferico, introduce nuove normative sulla cui utilità molti dubitano, che peseranno sulla vita dei cittadini e sulle attività delle amministrazioni locali. Alcuni comuni del meratese e la provincia di Lecco, preoccupati per i rischi alla salute dei cittadini e per le ricadute negative sull'ambiente, hanno sottoscritto nel 2005 un protocollo per contrastare la criticità. Ora, di fronte alla zonizzazione decisa dalla Regione, che inserisce i comuni di pianura in zona A1, sono sorte numerose perplessità: non convince l'inserimento in questa classificazione di comuni collinari come Montevecchia e Santa Maria Hoè, e non convincono, ma anzi indignano e preoccupano, le misure adottate che vietano la combustione di biomasse legnose, in altre parole l'accensione dei camini. Per quanto concerne il divieto di circolazione di autoveicoli a benzina e diesel non omologati in base alle norme Cee, pur essendo evidente la necessità di rinnovare il parco automobilistico non adeguato alla normativa, è sembrata per lo meno affrettata la tempistica imposta dalla Regione, che non consentirà agli automobilisti di adempiere, costringendoli, nella gran parte dei casi, alla sostituzione del loro mezzo di trasporto, o alla trasgressione della norma per cause maggiori. Inoltre, la contrarietà di numerose municipalità, comporterà la quasi totale assenza di controlli, vanificando così, almeno nell'immediato, il rispetto della legge. Il problema è cronico, l'inadeguatezza del trasporto pubblico è ormai nota, anche se non dovrà più essere più tollerabile l'utilizzo indiscriminato del trasporto su auto private, che comporta la difficoltà dei collegamenti verso le città, l'intasamento delle strade e le code ormai costanti e chilometriche. La stessa città di Milano, per difendersi dall'assalto degli automobilisti, potrebbe essere costretta ad introdurre fastidiosi ticket o altre restrizioni altrettanto antipopolari. Difficilmente il problema dell'inquinamento si potrà risolvere con le nuove regole di gestione del traffico, perché le cause del fenomeno sono innumerevoli e legate all'uso di combustibili inadeguati sia per le attività industriali che per quelle civili. Il divieto dell'utilizzo dei camini, ancora poco noto alla popolazione, provocherà un diffuso malcontento e chissà fino a che punto contribuirà alla risoluzione dei problemi o alla riduzione delle polveri sottili disperse nell'atmosfera. Un fatto sembra certo: si vuole sconfiggere un problema di enorme portata con "interventi tampone", del cui esito è lecito dubitare, senza intervenire con scelte coraggiose nel settore delle opere pubbliche e nell'ambito dell'approvvigionamento energetico. Il Paese è chiamato a scelte decisive, tra queste la principale riguarda il ritorno o meno al nucleare, che, piaccia o no, sembra essere inevitabile. Le iniziative promosse dai sindaci del territorio meratese, tradotte nella richiesta di migliori infrastrutture, sono sicuramente condivisibili perché educative, seppur scontate, ma evidentemente strumentali, sottoscritte dagli amministratori di centrosinistra più per ragioni politiche e di contrasto con il governo regionale, che per convinzione e per la loro capacità di risoluzione delle problematiche. I problemi sono tali e tanti che non sarà di certo sufficiente un'aspirina per risolverli, anche se poco è pur meglio di niente.
Dario Meschi
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