Circus Week

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 29 settembre 2007 - Anno 7 - Nr. 36

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Contraddizioni imbarazzanti

Sezione#5_1Il sindaco di Merate Battista Albani, forse condizionato dalla sua giunta, o per "meriti" esclusivi, ultimamente è incappato in continue, quanto imbarazzanti, contraddizioni. Non si tratta evidentemente di episodi gravissimi tanto da destare scalpore, anche se sono stati proposti con un certo rilievo dalla stampa locale, che non ha perso l'occasione per richiamare polemicamente il primo cittadino, troppo assolutista, all'ordine. 
Sicuramente queste sortite "peregrine" non giovano all'immagine della città e di chi l'amministra, anzi denotano una superficialità e una discrezionalità abusata, che non depongono di certo a favore dell'interessato né tanto meno della maggioranza da lui rappresentata.
Infatti, dopo lo scivolone in cui è incorso nell'affrontare la vicenda dell'intitolazione della sala consiliare del comune San Giovanni Rotondo al nostro concittadino Giuseppe Sala, per la mancata presenza alla cerimonia di una delegazione ufficiale della città di Merate (argomentiamo affrontato in un altro articolo), Albani si è ripetuto, annunciando lo sfratto, poi prontamente annullato, dalla propria abitazione nel palazzo comunale di Piazza Federzani, confinante con i locali occupati dalla biblioteca, dell'ex comandante dei vigili urbani Giovanni Coscia. Inoltre, senza alcun preavviso, ha autorizzato la chiusura della Via Manzoni, creando disagi al traffico, ai negozianti e ai residenti, e ha dato il via all'esecuzione dei dossi in Via Montegrappa, con lodevole sollecitudine, se si considera sia la pericolosità del transito pedonale, sia il grave e mortale incidente recentemente accaduto, operando però con troppa fretta e senza ponderazione, e non considerando prima della realizzazione altre possibili soluzioni: i dossi sono stati criticati, perché non hanno considerato, almeno secondo l'opinione di numerosi residenti, altre possibilità, magari più funzionali e ragionate, adeguate alla gravità della situazione e dell'indiscusso stato di emergenza.
Espletare le funzioni di sindaco non è facile; è un compito ingrato, in quanto bisogna dirigere un'azienda con numerosi dipendenti e infinite problematiche, proprio per questo motivo si possono tollerare piccole mancanze (è difficile arrivare ovunque), ma non si devono tollerare invece le improvvisazioni, che sconfinano spesso in biasimevoli superficialità, che, sommate l'una all'altra, alimentano il discredito, arrecano disagi, e generano stupore. Non tutto può sempre funzionare al meglio, anche se chi dirige l'orchestra, stipendiato a farlo dai suoi concittadini, dovrebbe agire comunque con la massima diligenza e professionalità, occupandosi della funzionalità degli uffici, della produttività, in termini di rendimento e velocità nel disbrigo delle pratiche, della rappresentanza della città in tutte le occasioni istituzionali, civili e politiche, e della realizzazione delle infrastrutture necessarie: agendo sempre e comunque con equità, lungimiranza e un'adeguata progettualità, si potrebbero ottenere risultati migliori, stimolando e coinvolgendo i dipendenti, in un ambiente governato dall'efficienza e dalla fattiva collaborazione, generando un contesto virtuoso, ed evitando così i disagi, e, per quanto riguarda gli amministratori, le improvvisazioni.
Albani è un lavoratore, dobbiamo riconoscerlo, e proprio per questo, nonostante i suoi eccessi, da arbitri senza autorità e nomina, non ce la sentiamo di estrarre il cartellino rosso, limitandoci al giallo: un ammonimento e una critica, nel rispetto dell'impegno profuso.

Dario Meschi

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