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Il "caso" Brambilla
La discesa in campo di Michela Vittoria Brambilla sta creando un vero e proprio sconquasso all’interno di Forza Italia, e rischia di allargare il malcontento, già diffuso nel partito, anche alle altre forze della coalizione di centrodestra. L’intraprendente ed ambiziosa signora, evidentemente appoggiata dal suo mentore Silvio Berlusconi, e dalla pigra inattività di troppi dirigenti azzurri, sta mettendo a rischio le rendite di posizione di molti esponenti di spicco del movimento, che rischiano di retrocedere in ruoli secondari e marginali, e non accettano di essere scavalcati nella nomenclatura del partito dall’ultima arrivata, considerata (politicamente) senza arte né parte, anche se iperattiva e intraprendente. Evidentemente, al padre-padrone di FI piacciono i tipi dinamici, ambiziosi, pronti alla lotta e di bella presenza, che privilegino il fare al dire, l’azione alla rassegnazione, il dinamismo alla pigrizia mentale e alla mancanza di organizzazione.
Michela Vittoria Brambilla
Il “caso” Brambilla, invece del governo parolaio e contraddittorio, potrebbe far implodere il giocattolo costruito dal Cavaliere: il rischio di intraprendere una nuova strada, abbandonando la vecchia, affidandosi ad una neofita della politica, merita di essere affrontato? E’ giusto relegare nell’angolo i “generali” dell’esercito berlusconiano, che si sono battuti con fedeltà sino allo stremo per il raggiungimento della vittoria e degli obiettivi preposti, per lasciare spazio ad un’abile imprenditrice esperta di comunicazione? Il Presidente imprenditore è un calcolatore, conosce gli uomini e le loro debolezze, e pertanto avrà meditato bene prima di procedere, esaminando i pro ed i contro prima di giungere ad una decisione, che però, almeno finora, non è mai stata nè confermata, né tanto meno ufficializzata, ma, al contrario, smentita. Il ruolo dei circoli, ancora nebuloso, è incerto, anche se è ferma e inarrestabile la sua realizzazione, che rischia di inceppare il meccanismo virtuoso che sostiene il partito, mettendo a repentaglio i già precari equilibri interni, e i rapporti con gli alleati, sicuramente poco disposti, soprattutto ai vertici, a mettersi a discutere, con l’ultima arrivata, una donna che non vanta esperienze politiche apprezzabili e come tale poco considerata, se non addirittura snobbata. L’indignazione nei suoi confronti è diffusa tra i parlamentari, le battutine ironiche sulle “doti” della nuova star si sprecano, e le prese di posizione di illustri esponenti politici, tra questi Tremonti e Bondi, non fanno presagire nulla di buono. Il vice presidente del partito ha chiesto un incontro urgente con Berlusconi per chiarire o rompere, indignato per come l’”Officina”, il gruppo della Casa delle Libertà incaricato di redigere il programma elettorale per le future elezioni politiche, ha appreso dalla stampa (il Sole24Ore) l’alfabeto economico di Michela Brambilla, che annunciando le presunte direttive, ha reso vano, svilendolo e umiliandolo, il lavoro di quanti partecipano attivamente all’analisi delle problematiche, per giungere a valide e concrete risoluzioni economiche, Berlusconi ha fornito rassicurazioni, anche se è assurdo che la linea guida della coalizione sia dichiarata da chi non ha nessun titolo per farlo, e senza la condivisione degli esperti delle rispettive forze politiche. Nel frattempo, mentre la bufera incombe, la “rossa” ha invitato soltanto il premier alla prima Convention dei Circoli della Libertà, ignorando i notabili del partito, sfidati così a regolar tenzone. L’uomo di Arcore è stanco dei giochi della politica, non sopporta chi crea problemi invece di risolverli, e probabilmente non tornerà indietro. Se così sarà, Forza Italia sarà destina al declino o allo scioglimento, sostituita definitivamente dal Partito delle Libertà, che potrebbe, per accontentare Fini e gli altri alleati, essere considerato una sorta di federazione, da contrapporre al Partito Democratico. Indubbiamente la rivoluzionaria operazione è cominciata, e come ogni evento violento e sanguinario molte saranno le teste tagliate dalla ghigliottina, in questo caso non per volere di Robespierre, ma dalle mani eleganti, sinuose e sensuali di una femmina temibile, dal “pelo” rosso.
Dario Meschi
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