 |
Una scelta da ponderare
Con l’approssimarsi dell’autunno la politica ritorna in piena attività, dovendo affrontare, tra le altre, una situazione importante che interessa una parte consistente del territorio e migliaia di cittadini della provincia di Lecco. Infatti, alcuni comuni del comprensorio di Merate dovranno decidere, finalmente, il destino di Ecosystem Gas, la società pubblica che gestisce la distribuzione del gas e dell’acqua, che potrebbe essere ceduta, svenduta o addirittura regalata, alla società lecchese Acel, rafforzando quest’ultima, e migliorando, secondo alcuni, le logiche aziendali, la razionalizzazione dei costi e la funzionalità del sistema distributivo del metano, diminuendo inoltre le spese di gestione, senza però variare la qualità e la tempestività del servizio reso ai cittadini. Se così fosse, nulla vi sarebbe da obiettare, e le eventuali critiche avrebbero il sapore delle piccole beghe campanilistiche, ma, per alcune forze politiche, per numerosi cittadini e sindaci del territorio, il rischio di una simile operazione è troppo alto, e non sono chiari i confini tra vantaggi e svantaggi. Inoltre la cessione potrebbe modificare radicalmente l’attuale situazione, caratterizzata dalla solerzia e dall’efficienza dei servizi resi al pubblico (erogazione, allacciamenti, interventi d’emergenza) e dalle politiche di riduzione del costo del gas, finora attuate dall’azienda meratese, e, al contrario, tutto potrebbe peggiorare arrecando danni e disagi agli utenti. Le opposizioni presenti nel consiglio comunale di Merate, in particolare Merate al Centro e la Lega Nord, chiedono delucidazioni al sindaco Albani (socio di maggioranza) e pretendono risposte adeguate, che però tardano ad arrivare, ed è evidente che le posizioni all’interno della giunta comunale non sono univoche, e forse non esiste nemmeno, tra i comuni che partecipano alla società, una linea condivisa, anche se le amministrazioni interessate appartengono alla stessa area politica di centrosinistra. La questione è politica, ma non partitica, poiché l’interesse di una simile operazione dovrebbe prescindere dalle logiche abituali di controllo, in cui i politici difendono le loro rendite di potere, o intendono acquisirne di nuove, ma, al contrario, dovrebbe privilegiare altre valutazioni, inerenti lo sviluppo, l’efficienza e la qualità, valutando i pro e i contro per comprendere se convenga continuare con una società locale, piccola ma controllata, che ha ben operato in tanti lustri, piuttosto che entrare a far parte di un calderone più grande, dove le esigenze delle singole municipalità e del territorio rischierebbero di non essere adeguatamente comprese, considerate e soddisfatte. Spesso la crescita di un’azienda non corrisponde necessariamente ad un miglioramento dei conti e della qualità dei loro prodotti, perché determinati equilibri, basati sul controllo diretto, sulla conoscenza dei collaboratori e delle problematiche, rischierebbero di venir meno, dando luogo ad altri inconvenienti e ad un nuovo carrozzone della politica. Ecosystem racchiude in sé le radici e la storia dei nostri comuni, l’orgoglio di quanti si sono impegnati per farla crescere, e, proprio per questo, è difficile decidere senza abbandonarsi a nostalgie, e ad altre innumerevoli considerazioni. Molti cittadini temono questo cambio di rotta, non ne comprendono la necessità, e qualsiasi possa essere la soluzione finale, meriterebbero di essere coinvolti, per esprimere la loro opinione, diventando, una volta tanto, protagonisti e non sudditi di un regime assolutista governato dai partiti.
Dario Meschi
|