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Politica e infrastrutture
Gli eventi climatici che hanno caratterizzato il periodo estivo, sono serviti ad evidenziare, ancora una volta, l’inadeguatezza delle infrastrutture pubbliche, in particolare la mancanza di fognature adeguate, di argini, e di opere di presidio in grado di raccogliere e contrastare le copiose ed a volte straordinarie precipitazioni, nonché l’incapacità di gestire l’emergenza in tutte le sue drammatiche espressioni (incendi, frane, inondazioni, ecc.). Mentre i cittadini prendono atto della mancanza di politiche ambientali e infrastrutturali in grado di contrastare gli eventi straordinari, ma anche quelli rientranti nella normalità, è emersa l’incapacità e la miopia dei politici, che hanno governato il Paese, sia nella capitale che nel resto del Paese, fino al più piccolo e sperduto comune d’Italia. In questi giorni si è discusso molto del cambiamento climatico, dell’aumento delle temperature e dei fenomeni collegati, ed addirittura un ministro della Repubblica, il verde Pecoraro Scanio, ha letteralmente preso lucciole per lanterne; infatti, in una delle numerose e spesso avventate dichiarazioni rilasciate sui temi ambientali ed energetici, ha sostenuto che nel nostro Paese si è registrato un aumento straordinario della temperatura, addirittura eccezionale, superiore di parecchi gradi centigradi rispetto al passato e alle altre Nazioni del mondo, paventando una possibile desertificazione o addirittura la tropicalizzazione dell’intera penisola. Per fortuna il malaugurante oracolo è stato smentito dai fatti, e da quanti si occupano con serietà del problema, tra questi il climatologo Franco Prodi, fratello del presidente del Consiglio Romano, che, senza ombra dubbio, ha negato l’esistenza del fenomeno rientrante nella normale variabilità di periodo, disattendo clamorosamente le parole del ministro. Gli uomini del governo Prodi, in alcune circostanze, si sono lasciati andare ad interventi da avanspettacolo, e proprio per questo, pochi si sono meravigliati dell’ennesima scivolata sulla buccia di banana nella quale è intercorso l’importante personaggio. Ormai nulla sorprende più, e nessuno, indipendente dal livello di responsabilità amministrativa o di governo, di fronte a clamorose “buttade”, si è mai sentito in dovere di dimettersi, o di rettificare le proprie dichiarazioni, magari chiedendo con umiltà scusa agli italiani. In altri tempi, quando la parola “onore”, aveva un significato preciso e rappresentava un valore imprescindibile, qualcuno si sarebbe prontamente dimesso dal proprio incarico, o addirittura avrebbe deciso di togliersi di mezzo, imboccando la strada dell’esilio, o magari lasciandosi andare ad un gesto inconsulto. Nell’Italia d’oggi, libera e democratica, dove tutto è concesso, tollerato e perdonato, si sono dimenticate le regole e i principi, anche i più elementari dettati dal buon senso, perciò saremo costretti, nostro malgrado, ad abituarci ad ogni tipo di esternazione o riprovevole azione: dall’insulto televisivo, al Vaffa..day, dalla politica urlata e poco ragionata, alle isole dei famosi, e ad ogni altra forma di trasgressione violenta. Mentre il malcostume e la maleducazione dilagano, la politica naviga sotto vento, cercando di difendersi dagli attacchi dei numerosi italiani, che non sono disposti ad essere presi in giro o ad essere strumentalizzati per soddisfare l’altrui malafede. La mancanza di opere pubbliche finalizzate alla sicurezza e alla gestione degli eventi di portata straordinaria, è diffusa un po’ ovunque. Ogni amministrazione, nel suo piccolo, ha contribuito con negligenze più o meno gravi, e, se è comprensibile la difficoltà nell’affrontare l’emergenza, non è ulteriormente tollerabile la mancata programmazione di interventi strutturali, come l’estensione e il potenziamento delle fognature, la raccolta e il convogliamento delle acque piovane e degli scoli, che, nonostante le spese folli intraprese da molti amministratori per costruire cattedrali nel deserto per compiacere le proprie ambizioni, non sono mai affrontate, contribuendo così all’aggravamento della situazione. Gli amministratori dovrebbero abbandonare i voli pindarici per dedicarsi a scelte utili e necessarie, anche se spesso meno appariscenti.
GM
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