Macchianera

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: domenica 9 settembre 2007 - Anno 7 - Nr. 33

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La sinistra dell'olio di ricino

Sezione#2_1Il centrosinistra è in fermento, alla ricerca di una strada, di un leader e soprattutto di una politica comprensibile in grado di attrarre consensi e nuovi elettori, fermando la caduta in costante discesa dei propri estimatori. Esaminando le recenti proposte, avanzate da autorevoli rappresentanti di questa parte politica, e analizzando le strategie che si stanno compiendo per giungere senza traumi alla costituzione del Partito Democratico, si ha l'impressione di una svolta netta delle linee guida verso il centro, se non addirittura, su alcuni argomenti, decisamente verso destra.
Fini, in una recente intervista, non ha manifestato particolare preoccupazione per il tentativo maldestro di scimmiottare, copiandole (le ha definite un'imitazione) le linee politiche da sempre sostenute della destra, nel tentativo, spesso goffo e maldestro, di spostare l'asse politico, proponendo soluzioni, anche ridicole e inadeguate, alle problematiche sulla sicurezza (sindaci sceriffi, lotta serrata contro i lavavetri e i postulanti marocchini) sconfinando così nel ridicolo, e togliendo credibilità alla sinistra "dell'olio di ricino".
Il momento politico è confuso, la grande ammucchiata verso il centro ricorda una corsa verso un traguardo irraggiungibile, alla quale non partecipano i duri e puri della sinistra, che occupano con coerenza altri territori, dove regna incontrastata l'utopia e un ideologismo ormai spento e condannato dalla storia, e qualche frangia di estrema destra, anche se, in questo versante, anche le formazioni più radicali dichiarano fedeltà al futuro candidato della coalizione di centrodestra Silvio Berlusconi.
Come credere ai fautori dell'indulto, del perdonismo e del lassismo imperante, quando affrontano in maniera dilettantesca l'emergenza criminalità, e dopo aver illuso gli italiani con continui messaggi promozionali, dichiarazioni altisonanti e promesse, poi smentite di fatti, continuando un dissennata politica fondata sulla tassazione indiscriminata? L'Italia rischia la recessione economica, la stagnazione dei consumi, e l'incremento della povertà, per le politiche kamikaze introdotte dal governo Prodi e per un debito pubblico in continua espansione, e ciò nonostante le entrate fiscali da record: i tesoretti che hanno messo in crisi le famiglie togliendo loro possibilità di spesa, ottimismo e voglia di fare, a che cosa sono serviti?
Risanare i conti pubblici significa ridurre la spesa corrente e gli sprechi, i vergognosi favoritismi ( è curioso constatare come i politici, pur acquistando a prezzi di saldo le case nel centro di Roma, dispongano con una certa disponibilità di somme milionarie che la gran parte dei lavoratori incassa, ma non guadagna in tutta una vita di lavoro), introducendo con coraggio riforme, allungando i tempi del lavoro e allontanando il traguardo della pensione.
Il governo Berlusconi, che ha il merito di essere durato per un'intera legislatura con una dignitosa coerenza, ha favorito il premier in alcune scelte, ma perlomeno, pur non avendo raggiunto risultati brillanti, non ha messo le mani nelle tasche degli italiani. L'esecutivo ha ridotto, seppur di poco, le tasse, ed ha evitato il solito gioco delle tre carte, non illudendo gli italiani, magari promettendo una riduzione dell'Ici, vanificata poi nei fatti con l'aumento delle rendite catastali, che comporteranno una nuova stangata per tutti i proprietari di case; non ha introdotto un sistema poliziesco di controllo, una sorta di spionaggio da Kgb, per spiare le abitudini e le spese affrontate dai cittadini, non ipotizzando nemmeno l'aumento della tassazione sulle rendite finanziarie, inoltre non ha aperto le frontiere e le carceri e nemmeno ha aumentato le ritenuti fiscalii sulle rendite finanziarie, penalizzando il popolo dei Bot e del Btp, ossia la gran parte dei piccoli risparmiatori nazionali.
In una situazione evidentemente confusa il governo galleggia in agonia, senza un leader riconosciuto o riconoscibile: Prodi sembra non contare più nulla, e Walter Veltroni, di fatto, troneggia, suggerendole manovre e le linee guida del governo.

Dario Meschi

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