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Una storia di casa nostra
Vi ricordate della pinetina di abeti, abbattuta senza autorizzazione, dal legittimo proprietario, un coltivatore diretto, per disporre di una nuova area coltivabile, prospiciente Via Montegrappa, dopo le case "rosse" popolari in direzione del centro storico della frazione di Sartirana? E' lo stesso fazzoletto di terra che per volontà del proprietario, contrario all'edificazione, non consentì, per oltre un decennio, la realizzazione di un nuovo piano di lottizzazione, introdotto nello strumento urbanistico del comune di Merate dal sindaco di allora Mario Gallina e dall'assessore all'urbanistica Aldo Castelli, ed ora in fase di completamento, con numerose villette già abitate ed altre in costruzione. L'impossibilità d'intervento indusse la società proprietaria, snervata dell'attesa che sembrava vana, a vendere i terreni ad altra impresa, che costruì pochi mesi dopo per la volontà e la benevolenza dell'amministrazione Perego, che stralciò il lotto in questione dalla perimetrazione del piano urbanistico, rendendo così possibile l'edificazione sulle restanti aree, con gran soddisfazione dei nuovi proprietari, ma lasciando un po' di amaro in bocca ai delusi venditori. Inoltre, non avrete di certo dimenticato le polemiche che conseguirono all'abbattimento degli alberi, le critiche avanzate dai giornalisti locali, dalle associazioni ambientaliste, dalle parti politiche e da alcuni autorevoli rappresentanti dell'attuale amministrazione Albani. Tutti erano d'accordo, indignati dal grave misfatto, ma, come spesso accade, dopo poche settimane il caso fu archiviato e passò così nel dimenticatoio, per tornare d'attualità proprio in questi ultimi giorni. Infatti, nell'ultima settimana del mese di agosto, sull'area si sono visti all'opera solerti tecnici ed addetti ai lavori, impegnati nel picchettamento dell'area, preludio evidente di una nuova costruzione, e così improvvisamente il danno si è trasformato in beffa. A questo punto è legittimo domandarsi quali siano le motivazioni che hanno indotto l'amministrazione comunale a rilasciare il Permesso di costruire, e ancor prima perché sia stata mantenuta l'edificabilità sull'area nonostante il parere contrario della proprietà (forse mutato per esigenze personali o per le offerte generose di qualche soggetto interessato) e, soprattutto, con quale coerenza amministrativa e soprattutto politica. Dopo la violenza ambientale perpetrata, abusiva o legittima che fosse, e le scelte urbanistiche compiute da Albani & Company, che hanno inserito tutto il territorio a nord del comune nel Parco Adda Nord, manifestando la volontà di impedire ogni edificazione, in particolare in quelle zone ritenute pregevoli sotto l'aspetto paesistico, com'è possibile che non sia stata presa in considerazione la possibilità di rendere inedificabile, con destinazione a verde, l'unico lotto libero lungo la strada, tra la cortina di case già realizzate? Questa storia, così come altre, mette in risalto la demagogia parolaia che impera tra certi politici, abituati a proclami altisonanti e ad azioni esattamente contrastanti con i principi enunciati, e in questo caso i protagonisti sono i progressisti illuminati, esponenti di un'amministrazione di centrosinistra, che ricorda per la sua composizione partitica il governo nazionale. Ancor più grave sarebbe constatare come la possibilità di costruire sia dipesa da disdicevole dimenticanza da parte dell'assessore competente e dell'intera giunta, o addirittura da una precisa scelta o da una sorta di perdono, non considerando come, in condizioni normali, il progetto di un fabbricato che implicherebbe l'abbattimento di una pineta non avrebbe mai ottenuto la necessaria autorizzazione ambientale, ne tanto meno quella del parco Adda Nord. Indipendentemente da quale sia la verità, il sindaco e l'assessore di riferimento, non potranno esimersi dal rendere il necessario chiarimento, rilasciando esaustive dichiarazioni in merito ad una vicenda davvero inquietante. Da cittadino meratese, da giornalista e da critico congenito mi auguro che la stampa locale, dopo aver dato ampio risalto alla vicenda del vile abbattimento, non lasci passare nel silenzio un atto di così grave rilevanza, in grado di turbare le coscienze, che non depone a favore di chi amministra, ed indigna quanti non amano essere presi…. per i fondelli.
Dario Meschi
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