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Emergenza criminalità
L'arresto dei responsabili degli omicidi compiuti a Treviso, durante una rapina in villa, indigna l'opinione pubblica, preoccupata per la mancanza di sicurezza, e per l'incapacità del governo Prodi di contrastare adeguatamente l'emergenza criminalità, anche se conforta la solerzia e la capacità operativa dimostrata, anche in questa circostanza, dalle forze dell'ordine. Del resto, cosa si può pretendere da uno dei peggiori, se non il peggiore in assoluto, governo italiano degli ultimi decenni, composto da una miriade di partiti, a loro volta frantumati in correnti, movimenti, gruppi e organizzazioni di ogni tipo. Un esecutivo diviso dall'ideologia, dalla contrapposizione, dalla mancanza di condivisione di programmi, e dalla filosofia stessa di governo. Un gruppo, affatto omogeneo, fondato su personalismi, che deve trattare su ogni argomento perché non esiste un denominatore comune, disciplina e senso di appartenenza, umiltà e buon senso, e nemmeno l'accettazione di regole comportamentali condivise. Come dare fiducia a chi ha introdotto l'indulto liberando ladri, assassini, gente di malaffare senza principi e speranze, uomini votati alla violenza, alla sopraffazione, spinti dall'odio, dall'avidità, dal desiderio di una vita comoda e agiata, dove tutto è facile e scontato? Le città e i paesi sono assediati dalla delinquenza comune, nostrana ma in larga parte straniera (la più violenta ed efferata), i furti non fanno più notizia, scippi, rapine, ferimenti, omicidi sono all'ordine del giorno; si vive assediati nelle proprie abitazioni, i più fortunati con antifurti, blindature, inferriate, gli altri alla mercè di uomini senza credo, ne principi, di vandali, di potenziali assassini, di persone affatto timorate di Dio, barbari che non hanno nessuno scrupolo di tipo morale o religioso, violenti e disposti a tutto pur di vivere comodamente e senza lavorare. Le carceri sono inadeguate e, per l'incapacità dei governi che si sono succeduti, non si è riusciti a costruirne di nuove in un Paese dove l'attività edilizia è fiorente, dove la speculazione ha riempito ogni area resasi disponibile dalla mancanza di una pianificazione urbanistica, troppo spesso lasciata nelle mani di sindaci irresponsabili. Dove si sperperano quattrini in mala sanità, in spese facili, per interessi di parte, per favorire amici e conoscenti, per accattivarsi i favori dell'elettorato, e non si recuperano fondi per garantire l'ordine e la sicurezza. Le strade sono dei "casini" a cielo aperto, il malcostume, la prevaricazione, la mancanza di rispetto, la violenza gratuita dilagano, e manca la benzina per le auto della Polizia e dei Carabinieri, e addirittura gli incidenti automobilistici che si verificano nelle chiamate di emergenza sono addebitate ai militari in servizio per mancanza di fondi. Cosa dire del funzionamento della giustizia e della discrezionalità dei giudici, che, non sappiamo se per carenze legislative, per volontà o per altre necessità, scarcerano i delinquenti appena dopo il loro arresto in flagranza di reato, non rendendosi conto che l'impunità e la mancanza di pene detentive dure rendono ancora più temerari i delinquenti, che, impuniti continueranno con maggior arroganza a vivere contro ogni regola, addirittura sbeffeggiando chi opera a rischio della propria vita per garantire l'incolumità dei cittadini e l'ordine? La barbarie non si ferma con il perdono e i buoni proponimenti, ma con la forza, la determinazione e con metodi adeguati, con mezzi e uomini ben equipaggiati, con una giustizia rapida e implacabile, con carceri moderne, dove intraprendere azioni di recupero sociale, non concedendo sconti, amnistie e indulti, il resto sono solo promesse, messaggi promozionali, giri di vite occasionali intrapresi, dopo un atto criminoso violento, al quale conseguono tolleranza, buonismo, frontiere aperte, demagogia e populismo. Quanto sta avvenendo deve far riflettere, la deriva morale, il dilagare della violenza, la prevaricazione, la mancanza di principi e di valori, vanno affrontate con determinazione, perché rappresentano un'emergenza nazionale. Diversamente dovremo rassegnarci a convivere con la paura e l'insicurezza, minacciati da chi sceglie una vita comoda e violenta, infischiandosene delle regole, e spadroneggiando in virtù di un lassismo incomprensibile, oppure organizzarci autonomamente per difendere la nostra incolumità e quelle dei nostri cari, preoccupati inoltre per la grandissima maggioranza di persone per bene che non sono in grado, o non hanno i mezzi, di difendersi da sole. Perdere tempo o indugiare oltre di fronte alla drammatica situazione potrà rivelarsi letale, e l'emergenza sicurezza aumenterà ulteriormente se la manovra anticrimine, ipotizzata dal governo, avrà come priorità la lotta contro i "pericolossimi" lavavetri.
Dario Meschi
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