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CAOS CALMO
Pietro Paladini è un uomo apparentemente realizzato, con un ottimo lavoro, una donna che lo ama, una figlia di dieci anni. Ma un giorno, mentre salva la vita a una sconosciuta, accade l'imprevedibile, a tutto cambia. Pietro si rifugia nella sua auto, parcheggia davanti alla scuola della figlia, e per lui comincia l'epoca del risveglio, tanto folle nella premessa, quanto produttiva nei risultati. Osservando il mondo dal punto in cui s'è inchiodato, scopre a poco a poco il lato oscuro degli altri, di quei capi, di quei colleghi, di quei parenti e di tutti quegli sconosciuti che accorrono a lui e soccombono davanti alla sua incomprensibile calma. Così la sua storia si fa immensa, e li contiene tutti, l'ispira fino a un finale inaudito eppure del tutto naturale.
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Leggo Caos calmo di Sandro Veronesi e ho l'impressione per molte pagine, di essere capitata in un momento di un romanzo di Ian McEwan. E questo sarebbe un bel complimento, perché McEwan è uno dei maggiori scrittori inglesi viventi, L'atmosfera e, oserei dire, le ambizioni sono simili. Narrare un mondo che, sia pur limitato a un'esperienza individuale, si è fatto mostruosamente complesso e sostanzialmente incomprensibile. Rinarrate, se possibile, mutate le condizioni, la giornata joyciana, l'odissea del nostro Ulisse contemporaneo preso dalle brighe di crescere e diventare adulto in una vita che anagraficamente lo definisce già tale ma cui lui rifiuta credibilità. Tutto questo sembra subito far parte come tema e obiettivo delle pagine di Sandro Veronesi, autore, in passato, di un bellissimo libro di tema analogo, La forza del passato, romanzo pluripremiato di cui uno dei personaggi, il protagonista e autore delle avventure per ragazzi di Pizzano Pizza, in ombra, compare anche attraverso una mail in questa nuova prova dello scrittore. Come in La forza del passato, come in tanti romanzi dalla nascita della forma romanzo, la vita quotidiana di un protagonista medio - medio socialmente, medio per formazione e informazioni - viene sconvolta da un evento tragico. L'evento del libro precedente era l'irrompere di un personaggio fantastico, un ex agente segreto, nella quotidianità del narratore, che veniva così a scoprire di suo padre un passato insospettabile, e fino ad un certo punto, decisamente poco credibile. L'evento-ostacolo di Caos calmo è invece una morte, la morte della compagna quasi moglie del protagonista, che a pochi giorni dal matrimonio - i due hanno già una figlia, Claudia, all'improvviso si sente male. Muore d'estate con un vassoio di frutta fra le mani, mentre il futuro marito è in spiaggia con il fratello a fare un bagno in apparenza simile a quelli fatti per un'intera vita, nel mare di sempre……… Non si dimentica caos calmo per alcune sue pagine, ma purtroppo non si arriva a vedere l'insieme. Del resto, questo è il rischio, raramente corso in Italia, di tentare un romanzo di complessità.
Antonella Cilento (La recensione de L'Indice)
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