L'editoriale

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 16 giugno 2007 - Anno 7 - Nr. 23

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I costi della politica

Sezione#1_1Nelle utlime settimane si è discusso molto dei costi della politica, rapportati sia alla crisi che investe le istituzioni e il Parlamento (ingovermabilità e incapacità di legiferare), sia per un sistema strutturale che incide nelle casse dello Stato in misura rilevante rispetto a quanto si riscontra in altri Paesi europei.
In un periodo dell'anno come questo, in cui si sono compilate le dichiarazioni di redditi e si affrontano i diabolici studi di settore, è aumentata l'indignazione popolare e in particolare quella dei possessori delle partite Iva, che, vessati da norme, da regole senza logica, e da provvedimenti sempre più punitivi e coercitivi, si interrogano, con ragione, sui propri redditi, sull'intero regime fiscale e sugli introiti e i numerosi privilegi dei politici, e sull'incapacità di chi governa di interpretare le effettive esigenze degli amministrati, trattati troppo spesso come sudditi da spremere per aumentare le entrate e consentire i soliti e abusati sprechi.
Il risultato delle inchieste, emerso nei numerosi articoli apparsi sulla stampa, ha evidenziato lo sperpero di denaro pubblico, utilizzato per attuare il decentramento amministrativo, che ha introdotto dapprima le Regioni e poi numerose nuove province, quest'ultime aumentate a dismisura proprio nel momento in cui si ipotizza la loro inutilità e abolizione. Non solo, si è inoltre indagato sull'entità dei compensi percepiti dai parlamentari, dai consiglieri regionali e provinciali, dai sindaci, dagli assessori, dai consiglieri comunali, dagli eletti nelle circostrizioni, e dagli amministratori delle società a partecipazione statale.
Gli elenchi pubblicati hanno fatto giustizia rendendo di pubblico dominio il nome dei politici mestieranti, che dovrebbero amministrare, spesso non disponendo della competenza e della profesionalità necessarie, i bilanci dello Stato, delle Regioni, delle Province, dei comuni, di società o associazioni dove servirebbero esperti, tecnici o imprenditori capaci e non portaborse o amici sfanceddati.
L'attività pubblica è diventata un mestiere redditizio, e sono definitivamente tramontati i tempi dell'impegno esercitato per passione, più che per convenienza o interesse.
Nella sola provincia di Lecco si spendono oltre sette milioni di euro l'anno per remunerare persone che hanno inteso la partecipazione alla vita pubblica come un lavoro o una seconda ed integrativa attività, in grado di incrementare le loro entrate. Gli enti inutili, o poco efficienti, aumentano anzichè diminuire, e i posti al sole garantiscono ai "mestieranti" di soddisfare a pieno le loro ambizioni: è triste constatare la mancanza di idealità e di valori che hanno progressivamente trasformato la politica, rendendola un'attività più o meno remurativa. Il sistema di governo legalizzato e la discrezionalità concessa alle segreterie politiche premia oltre il necessario quanti partecipano alla pubblica aministrazione per garantirsi spesso posti al sole e privilegi. 
Nonostante sia convinzione comune che il numero dei parlamentari sia eccessivo, che le aziende e gli enti pubblici aumentino a dismisura, allargando le possibilità della politica di garantire vantaggi ai propri associati, alimentando una pessima abitudine, che svilisce quanti ancora si impegnano con passione e per finalità ideali, nulla si fa per cambiare regime. 
E' pur vero che affrontando l'argomento non si può e non si deve generalizzare, ed anzi è giusto, quanto indispensabile, ricordare chi si impegna per ambizione, disinteresse e credo politico, mettendosi al servizio dei cittadini con spirito di abnegazione. Numericamente questi "prodi" rappresentano un'esigua minoranza, seppur rappresentando la speranza per un futuro migliore, dove si possano riscoprire sentimenti, ideali e valori capaci di migliorare il sistema e le coscienze, offrendo alle nuove generazioni un esempio, e contrastando così l'inevitabile disaffezione nei confronti della politica.
In provincia di Lecco, tra i presidenti, i loro vice, i consiglieri di Acel srl, Acel spa,Aler Ausm spa, Azienda servizi integrati Lambro spa, Calolzio gas srl, Calolzio servizi srl, Camera di Commercio, Ciab spa, Compostaggio lecchese spa, Comunità montane, Ecocystem gas srl, Ecosystem reti spa, II trasporto spa, Linee Lecco, Parco Adda Nord, Parco del Monte Barro, Partell spa, Polo logistico spa, Rio Torto reti spa, Rio Torto servizi spa, Seruso spa, Silea spa, Villa Monastero, e Villa Serena spa, Retesalute, e gli eletti nei consigli comunali e provinciali, quanti, tra coloro che ricoprono cariche spesso simboliche, sarebbero disposti a rinunciare alla loro indennità di mandato, e tra questi chi accetterebbe la diminuzione o l'eliminazione del compenso?
Per fortuna esistono ancora le mosche bianche, anche se rappresentano soltanto un'esigua minoranza, ma purtroppo prevalgono in larga maggioranza i sostenitori del gettone di presenza e dall'impegno regolarmente retribuito, scatenando in alcuni casi, una vera e propria lotta fratricida per occupare le poltrone migliori, quelle che contano in quanto maggiormente retribuite.
Recentemente il Giornale di Merate ha pubblicato gli elenchi degli enti pubblici, con i nomi ed i cognomi dei nominati, e l'elencazione delle loro retribuzioni. La lettura ha evidenziato il numero esiguo delle persone che per dignità, principio o senso etico, non hanno incassato nessun emolumenrto, e quello degli altri che invece interpretano diversamente il loro mandato, e tra i virtuosi è doveroso segnalare gli esponenti dell'intero consiglio del Parco del Curone.

Dario Meschi

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