Balanzone

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 16 giugno 2007 - Anno 7 - Nr. 23

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BALANZONE

SESSO SOLITARIO

Storia culturale della masturbazione, peccato nefasto, malattia tremenda: ma l'allarme si levò solo nel '700.
Il libro di Thomas Laqueur, docente all'università di Berkeley, farà discutere per il tema che tratta, affrontando uno dei comportamenti umani più o meno universali.
Il libro pone una domanda: perchè il "sesso solitario", suscita una così intensa e particolare corrente di ansietà?

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L'autore cerca la risposta muovendosi tra letteratura, medicina e storia, teologia e antropologia, dall'antichità all'era moderna, fino ad Internet dove migliaia di siti pornografici soddisfano ogni possibile curiosità o fantasia erotica.
La prima conclusione è che la masturbazione non era presente in tutte le culture, ne tanto meno all'origine della nostra, al punto che nell'antica Roma e in Grecia tale comportamento era oggetto di derisione ed imbarazzo.
Per gli ebrei il peccato di Onan, il personaggio biblico punito con la morte per aver disperso il seme per terra, non era l'atto della masturbazione, ma il rifiuto alla procreazione.
Nel Medioevo l'onanismo era considerato un peccato, seppur non contro natura, una pratica solitaria meno grave della sodomia e della bestialità. Dante riuniva questi peccatori con le altre categorie canoniche di trasgressori, dagli adulteri agli omosessuali.
La contrarietà di fronte a questo peccato coincide con la pubblicazione nel 1712 di un opuscolo, "Onania", scritto da un oscuro chirurgo, John Marten, che considerava il vizio solitario una malattia, definita "peccato nefando" e "abominevole pratica" dalle spaventose conseguenze, in quanto poteva rendere ciechi e storpi.
Il moralismo etico e religioso approfittò dell'occasione e mise in moto un meccanismo capace di diffondersi a macchia d'olio, generando sensi di colpa e vergogna.
Nel 1760 fu pubblicata la celebre opera "Onanisme", in cui un insigne medico francese, Samuel-Auguste Tissot, legittimò l'idea della masturbazione come pericolosa patologia, causa di un'infinità di malanni, oltre alla cecità, il deperimento organico, la tubercolosi spinale e perfino la pazzia, che spinse i genitori a terrorizzare i figli adolescenti, ricorrendo anche a strani e ingegnosi strumenti per evitare la nefasta abitudine.
La masturbazione moderna, secondo l'autore è il frutto di un'epoca, che affronta ora un altro tema, quello della masturbazione femminile.
Nonostante i tempi siano cambiati esiste ancora l'inquietudine del piacere solitario, che, indipendemente dai periodi storici, continuerà a far discutere non trovando un'unanimità di giudizio.

Il libro è pubblicato da "Il Saggiatore".

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