L'editoriale

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: domenica 10 giugno 2007 - Anno 7 - Nr. 22

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Ecosystem addio

Sezione#1_1Ecosystem, la Spa pubblica espressione del territorio meratese, ha gestito con successo per decenni la rete dell’acquedotto e più recentemente quella del gas metano, ma ora è destinata a scomparire. Infatti, entro poco tempo, confluirà in una società provinciale appositamente costituita con le stesse finalità, ma che opererà su vasta scala nell’intento di dimostrarsi più competitiva.
Il ruolo della società meratese è stato fondamentale per lunghi anni nel processo evolutivo della distribuzione delle reti e nel miglioramento dei servizi, ha garantito un’attività capace, puntuale e veloce ed ha saputo rispondere alle esigenze del mercato. Proprio per questi motivi è amaro questo triste addio, che sottrae ai comuni il controllo di un’attività così importante lasciando il passo a nuovi interlocutori, nella speranza di non peggiorare i risultati gestionali e la qualità dei servizi resi.
Le logiche di mercato, le ambizioni, e forse gli eccessi della politica, tesa a controllare il “sistema” lottizzandolo, hanno ancora una volta trionfato e la speranza è di non vedere peggiorare la situazione, anche se permangono i dubbi su un futuro ancora incerto.
Del resto liquidare una società che funziona è sempre sbagliato, e pertanto può non essere condivisa la volontà di crescita, che, se da una parte attribuisce più potere economico al nuovo soggetto societario, dall’altra rischia di peggiorare la gestione a discapito delle necessità degli amministrati.
Sono un nostalgico, e come molti altri abitanti dei comuni dell’area meratese, sono preoccupato, perché non amo il cambiamento, né tanto meno la crescita esponenziale delle attività, che generalmente peggiorano anziché migliorare, sopratutto quando si tratta di servizi pubblici, che spesso non prendono in considerazione la qualità, la rapidità e l’efficienza delle loro prestazioni.
Dai tempi dell’acquedotto consorziale che riuniva Merate, Cernusco Lombardone e Montevecchia, i residenti in queste aree hanno sempre ottenuto risposte rapide e veloci, ora qualcosa potrebbe non funzionare come prima, e questa rischiosa situazione si sta verificando per un’ennesima quanto discutibile scelta politica.
La legge regionale ha obbligato le società che gestiscono il ciclo integrato dell’acqua a scindere la gestione delle reti da quella dei servizi, prevedendo la costituzione degli Ato (Ambiti territoriali ottimali), lasciando la facoltà alle realtà locali, e quindi interessando strutture come l’Ecosystem, di individuare dei sub ambiti, difendendo così un patrimonio di idee, di lavoro e di sacrifici perpetuato nel tempo.
I comuni del meratese, a larghissima maggioranza governati dal centrosinistra, non si sono posti il problema, non comprendendo la diversità presente tra le realtà territoriali della provincia, dove dovranno convivere problematiche diverse dovendo intervenire in comuni montani, in quelli rivieraschi e nella Brianza meratese e casatese. Nessuno degli amministratori in carica, nemmeno il sindaco di Merate, ha alzato i toni e invocato rispetto per la storia e la tradizione della locale società, e nemmeno ha approfondito il problema cogliendo l’irripetibile opportunità di mantenere l’autonomia locale dei servizi.
La critica è scontata, come è assurdo un comportamento di siffatta indifferenza e superficialità, che dimostra la scarsa lungimiranza di numerosi amministratori e il loro scarso spessore culturale e politico.
Purtroppo in politica spesso i migliori rimangono fuori della porta perché impegnati nelle loro attività, e i mediocri, pur non volendo generalizzare in quanto vi sono anche bravi sindaci ed assessori competenti, si trovano a gestire società e bilanci senza disporre della necessaria conoscenza tecnica e finanziaria, senza esperienza e capacità.
Il vero problema del nostro Paese è la politica, ossia un sistema di potere fondato per difendere interessi di parte, una casta di privilegiati senza alcuna esperienza lavorativa, ma con evidenti ed illusorie capacità dialettiche, capaci di predicare bene e spesso di razzolare male.

Dario Meschi

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