Balanzone

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: domenica 10 giugno 2007 - Anno 7 - Nr. 22

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BALANZONE

Cristolu

MI chiamo Barore Supergiu, noto Cristolu. Nato a Orotho il giorno diciannove febbraio del 1850. Stato civile Nubile e professione nessuna.
Un po’ frate e un po’ bandito, questo lo decida chi leggerà un giorno la mia storia, Altezza un metro e settantacinque senza i cosinzos, capelli pochi, o chi verdi e sempre tristi da quando il destino mi ha dato un calcio nel basso ventre e il Signore non è riuscito a trattenere la mia collera.
Segni particolari: una cicatrice da forcipe sulla tempia sinistra e una da coltello sul fianco destro.

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“Dopo l’estate avara di piogge arrivò finalmente l’autunno ricco di nuvole grasse. Per più di un mese un’acqua oleosa si stese come un velo tra le tegole e i campi di Orotho, prima di perdersi in un intrico di rivoli che gonfiarono il fiume Colovru fino a farlo somigliare ad una grossa biscia. Era la domenica dei Morti.
Quel mattino Don Frunza si accontentò di un po’ di caffè nero e qualche bistoccu decorato con zucchero e albume. Di solito ai primi languori rispondeva con ben altro: uova fritte, crude, bollite, formaggio, cipolle e salumi d’ogni tipo. Il tutto tagliato a tocchi grossi, per non sentirsi lo stomaco gorgogliare dopo qualche minuto. Il suo peso e l’appetito dipendevano dalla bontà dei fedeli, che a guardare la stazza e la fame dovevano essere quasi tutti benestanti o quantomeno generosi.
Quel mattino, invece, dopo aver respirato per qualche minuto il silenzio snervante del cucinotto ancora immerso nel buio, inzuppò lentamente i biscotti spugnosi nel liquido e li portò alla bocca con calma, inseguendoli con la lingua per evitare che si spezzassero andando a sporcare la tovaglia incerata.
Risucchiò quanto era rimasto nella tazzina e, varcando l’androne che separava la casa parrocchiale dalla sagrestia, andò ad aprire il portone della chiesa”.

Salvatore Niffoi (Orani 1950). Vive, insegnando nelle scuole medie, nel suo paese, coltivando la passione per la ceramica e quella per la scrittura.
Con il Maestrale ha pubblicato i romanzi: Il viaggio degli inganni (1999); Il postino di Piracherfa 2002, tradotto in Francia); Cristolu (2001); La sesta ora (2003).
Nel 2005 Adelchi ripubblica La leggenda di Redenta Tiria (edito dalla “Nuova Sardegna” l’anno prima), cui è seguito La vedova Scalza.
E’ vincitore del “Premio Campiello” 2006.

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