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Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: domenica 15 aprile 2007 - Anno 7 - Nr. 15

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Oggetto: poveri

Osservando per un attimo con un po' più di attenzione quello che c'è intorno a me mi sono accorta improvvisamente di un fenomeno allarmante: l'uomo della porta accanto è povero. Se prima tirare a campare era l'impresa di anziani e immigrati, ora sembra che la povertà non faccia più tante distinzioni.
Trasversale, strisciante, si è infiltrata in tutte le fasce sociali. I nuovi indigenti sono intere famiglie, che improvvisamente si ritrovano senza reddito e devono combattere contro l'affitto mensile, le bollette, le spese per vivere. I nuovi poveri sono clochard per forza e dalle facce molto giovani. Basta guardare attentamente intorno a noi per notare che questo fenomeno è in aumento, così come quello dell'alcolismo giovanile. E nel girone degli indigenti ci sono anche molte persone vittime degli usurai, magari perché dovevano pagare le medicine o ristrutturare la casa. Mia moglie Simonetta ha sentito dire da alcune sue amiche che gli italiani che chiedono aiuto ai centri di assistenza di Ostia sono ultimamente aumentati rispetto agli immigrati. Molti tornano dai parenti, al paese d'origine.
Altri stanno peggio, come due giovani ex tossicodipendenti che vivono in città dentro una macchina, vicino al Monte Testaccio, come mi ha detto mio fratello Stefano. La povertà è cambiata. Sembra un paradosso, ma ora può toccare tutti, compreso il dirigente d'azienda. Sembra, difatti, che ci sia in giro una nuova povertà nascosta e vissuta con dignità. Del resto povero è anche chi ha un lavoro sottopagato e se lo tiene stretto: la sopravvivenza è fatta di uno stipendio di mille euro al mese per due persone, secondo il cosiddetto indice di povertà relativa, come è lo stipendio medio, per esempio, di uno statale. E sono sempre di più le persone che d'estate restano a casa perché non possono permettersi più la vacanza. E' proprio il caso di dire che a Roma ci sono poveri in una città sempre più cosmopolita.
Molte persone con pensioni di importo pari o inferiore al minimo, tanti anziani vivono soli. La disoccupazione è l'anticamera della povertà. Ma lo Stato e le  varie autorità competenti non potrebbero cercare seriamente di porre un freno a questa triste situazione e, con un brusco testa-coda, provare, una volta per tutte, ad invertire il senso di marcia risolvendo questi scottanti problemi, riportando i cittadini a condizioni di vita più tranquille?
Mario Pulimanti

Oggetto: INTERVISTA A FRANCIONE A RADIO 2 SULL'ANTICOPYRIGHT

          RADIO 2. PRIMA DEL GIORNO.

Il 16 marzo 2007 FRANCIONE ha presentato "Anticopyright - Nuove frontiere per il diritto d'autore" nel programma PRIMA DEL GIORNO di Mario Pezzolla, a cura di Pietro Luchetti, per la regia di Angelo Calì.
  
Clicca qui per scaricare...
http://www.netmeans.net/discountry/Mp3_Radio2_Rai__nPrima_Del_Giorno_n_Gennaro_Francione_16_03_07.mp3

UNIONE EUROPEA GIUDICI SCRITTORI(EUGIUS): LA NUOVA
   UNIONE DEI GIUDICI UMANISTI D'EUROPA:
      http://www.antiarte.it/eugius

Oggetto: DISCARICHE E TUMORI - UNO STUDIO RILEVA NESSO, ALLARME IN CAMPANIA
 
I dati definitivi saranno noti a maggio, ma gia' oggi ''e' lecito affermare che decenni di gestione illegale e incontrollata dei rifiuti in Campania hanno prodotto effetti sanitari negativi misurabili'': esiste cioe' un legame tra alcuni tipi di tumori e malformazioni e la vicinanza a discariche abusive. E' quanto sostiene uno studio sull'impatto sanitario del ciclo rifiuti in Campania, promosso nel 2004 dal Dipartimento della Protezione civile tra le attivita' di supporto all' ufficio del commissario per l'emergenza rifiuti. Lo studio si trova nel 'Documento programmatico' per superare la situazione di crisi, che l'attuale commissario straordinario Guido Bertolaso ha presentato nei giorni scorsi alla commissione Ambiente del Senato. Lo studio, commissionato dal Dipartimento, e' stato coordinato dal centro ambiente e salute dall'Organizzazione mondiale della Sanita', con la collaborazione del Cnr, dell'Istituto superiore di Sanita' e della regione Campania. E si e' basato su dati provenienti dai nastri di mortalita' dell'Istat. Le analisi, dice lo studio, ''hanno consentito l'identificazione di un'area nella quale la mortalita' generale e i tassi specifici per diverse patologie tumorali sono particolarmente elevati rispetto ai valori regionali''. Una zona che comprende alcuni comuni delle province di Caserta (Aversa, Capodrise, Casagiove, Casal di Principe, Caserta, Castel Volturno, Marcianise, San Cipriano D'Aversa, Santa Maria Capua Vetere, San Nicola la Strada e Villa Literno) e Napoli (Afragola, Arzano, Caivano, Casoria, Frattamaggiore, Giugliano in Campania, Marano di Napoli, Marigliano, Melito di Napoli, Mugnano di Napoli, Pomigliano D'Arco, Sant'Antimo e Volla). Per quanto riguarda le cause dei tumori, le principali sono ''riconducibili a fattori legati allo stile di vita (alimentazione, fumo, infezioni) e ad esposizioni professionali''. E seppur al momento ''non confermate - afferma lo studio - esistono pero' segnalazioni epidemiologiche che li hanno messe in relazioni ad esposizioni strettamente ambientali derivanti dalla vicinanza residenziale'' a discariche abusive''. L'ultima fase del lavoro e' proprio quella di effettuare l'analisi statistica dei dati sanitari e ambientali, per vedere se c'e' ''un'associazione tra la presenza di siti di smaltimento e abbandono dei rifiuti e fenomeni patologici rilevanti'' Questa fase e' in via di conclusione, ma nel rapporto consegnato ai senatori c'e' gia' una priva valutazione. ''L'analisi dei dati e' ancora in corso e il rapporto definitivo sara' disponibile entro il prossimo mese di maggio - scrivono gli esperti - E' tuttavia gia' possibile evidenziare l'esistenza di un'associazione tra alcuni effetti di salute (mortalita' per alcuni tipi di tumore, incidenza di alcune tipologie di
malformazioni) e la prossimita' a siti di abbandono incontrollato dei rifiuti''. Tale nesso, prosegue lo studio, ''necessita' evidentemente di analisi e valutazioni ulteriori, ma, e' lecito affermare che decenni di gestione illegale e incontrollata dei rifiuti in Campania hanno prodotto effetti sanitari negativi misurabili, su un territorio gia' gravato da situazioni di deprivazione socio-economica e penalizzato per quanto riguarda l'accesso ai servizi sanitari''.

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