L'opinione

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: martedì 3 aprile 2007 - Anno 7 - Nr. 13

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Gli assatanati poltronisti

Sezione#7_1Il governo Prodi è riuscito a farla franca ancora una volta, alla faccia di Silvio Berlusconi, dei suoi alleati e dei numerosi denigratori, e soprattutto in sfregio alla volontà della maggioranza degli italiani, e tutto ciò nonostante non disponga di una maggioranza politica. E ciò in virtù della discutibile retromarcia annunciata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che, parlando a Venezia, ha dichiarato che di fronte agli impegni internazionali è necessario ricercare l’intesa comune, gettando così alle ortiche i precedenti e più condivisibili pronunciamenti, e pertanto l’esecutivo proseguirà l’incerto cammino, pur non disponendo al Senato dei 158 voti necessari a legittimare la sua azione di governo.
Quindi non si prospetta nulla di nuovo all’orizzonte: i rappresentanti della maggioranza si rilasseranno dopo il mancato pericolo, quelli della minoranza imprecheranno contro Casini e una legge elettorale che consente, sia a sinistra, sia a destra, di subire ricatti dei piccoli partiti, che rappresentano delle esigue minoranze, anche se svolgono il ruolo determinante di ago della bilancia garantendo così il mantenimento di precari equilibri
Il malcostume della politica e degli “assatanati poltronisti” conduce alla deriva le istituzioni e il Parlamento repubblicano, scoraggiando gli italiani e allontanandoli sempre di più dalla politica attiva e dalla partecipazione alla vita pubblica.
Un risultato indubbiamente nefasto, se si considera le necessità di coinvolgere tutti i cittadini di fronte alle emergenze e alle grandi riforme che si dovranno inevitabilmente affrontare; un deplorevole vezzo che svilisce le istituzioni democratiche di fronte all’evidente tentativo della maggioranza di rimanere al suo posto nonostante le diversità politiche e programmatiche che la caratterizzano, e soprattutto in mancanza del sostegno popolare: rimanere ancorati alla poltrona non è giustificato da nessun valido motivo, e nemmeno da un comprensibile ragionamento politico, dimostra soltanto che la politica si sta trasformando sempre di più in un lavoro ben remunerato, una sorta di lobby dove conta soltanto essere eletti e godere di privilegi, dove l’onore, il senso del dovere e il rispetto delle regole sono messi da parte per il prevalere di valori indubbiamente poco nobili.
Questa situazione di stallo istituzionale non potrà continuare ancora per molto, la dignità e i saldi principi delle personalità di spicco presenti in tutte le forze politiche sapranno mettere un freno a questo nocivo decadimento morale?
La risposta, come sempre, giungerà dai fatti, unitamente alle decisioni che saranno effettuate dall’esecutivo nelle prossime settimane, anche perché è impossibile allo stato attuale azzardare previsioni a medio o lungo periodo: la forza del centrosinistra aumenta di fronte alla debolezza degli avversari; alimenta le ambizioni di alcuni onorevoli e di interi gruppi parlamentari che giocano così le loro carte, cercando di giustificare, spesso in modo incomprensibile, la loro scelta di campo.
Se è palese il caos che regna sovrano a sinistra, la situazione nel fronte opposto non è delle migliori, in quanto oltre ai troppi galli nel pollaio che mirano alla successione di Berlusconi e alle intemperanze dei centristi dell’Udc, persistono idee confuse su alcune delle maggiori scelte, come la riforma del sistema elettorale e quella previdenziale, l’efficacia delle liberalizzazioni, e la necessità di adottare una politica severa nei confronti dell’immigrazione, del lavoro nero e del mantenimento dell’ordine pubblico. Una maggioranza senza numeri vale quanto una minoranza che non è in grado di farla cadere, e porta inesorabilmente il Paese ad un progressivo decadimento per la mancanza di direttive, sia in politica estera, sia di fronte alle tematiche sociali e in particolare al rilancio della famiglia, partendo dal rispetto e dal sostegno delle unioni tradizionali, perno ed equilibrio dell’attuale società.
Le forze in campo non troveranno un accordo e il testimone passerà nelle mani del Capo dello Stato che dovrà dimostrarsi illuminato, capace di intervenire con saggezza ed equilibrio: in gioco oltre alla governabilità vi sono ben altri valori, tra questi l’affermazione di un sistema democratico che procede a scartamento ridotto.
Una società che fonda le proprie regole sui consumi e sulla tecnologia sempre più avanzata, che, se da un lato migliora la qualità di vita e sviluppa le attività economiche e sociali, da un altro concede anche ai ragazzini la facoltà di entrare in internet, di navigare senza freno, soprattutto quanto la famiglia è assente o distratta, rischia di far crescere troppo in fretta e male i giovani e distrae dagli insegnamenti virtuosi e crea l’illusione di una vita facile dove tutto è permesso.
La mancanza di buoni esempi, la tracotanza giovanile, il desiderio di dimostrasi adulti prima del tempo, incidono negativamente nella crescita e nell’individuazione di modelli di vita fondati sui valori morali, etici, sul lavoro e sul rispetto reciproco. La decadenza dei costumi è tale da non far più notizia, la diseducazione proposta da numerose trasmissioni televisive contribuisce ancor più ad un cambiamento che produrrà effetti devastanti nelle abitudini e nel modo di vivere delle nuove generazioni.
Il problema è serio, e pertanto non possono bastare le denunce di chi affronta con preoccupazione il futuro, in un mondo che corre troppo veloce, togliendo lucidità di pensiero e condizionando soprattutto le persone caratterialmente più fragili.
Ormai nulla scandalizza più, tutto è lecito e tutto è possibile, lo stato laico affronta i temi delle nuove famiglie, intervenendo giustamente per legittimare situazioni di convivenza che meritano rispetto, ma purtroppo senza affrontare una seria ed attenta politica per la famiglia, introducendo aiuti, ed intervenendo nell’ambito dell’educazione scolastica, mantenendo rigore e non perdendo mai il senso della realtà.
Il lassismo morale, i facili costumi, i genitori incapaci di educare i figli ed anzi disposti a difendersi anche con la violenza, la droga facile, l’insicurezza e la fragilità presente tra numerosi giovani e parecchi adulti meritano l’attenzione delle persone di buon senso, degli organismi dello Stato e delle sue istituzioni, della scuola, della famiglia, e delle persone con buoni sentimenti, ma soprattutto di chi governa tracciando la direttrice per poter affrontare un futuro meno inquietante e buio.

Dario Meschi

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