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Il Paese di Bengodi
L'Italia è un Paese straordinario dove tutto procede per il meglio: il governo ha dimostrato di possedere una forte maggioranza politica e nella votazione al Senato ha ottenuto la fiducia per un voto in più rispetto agli avversari, grazie al transfuga Follini, definito da molti traditore; il Pil, nel 2006, è aumentato dell'1,9% a dimostrazione della crescita dell'economia e della ricchezza, che aumenta al punto da farci competere con nazioni quali Francia e Germania; l'immobiliarista Coppola è stato arrestato perché ritenuto un "furbetto del quartierino" dimostrando che la giustizia non si ferma davanti a nessuno, nemmeno ai vip; il Festival di San Remo ha ottenuto un buon successo con un numero consistente di ascolti, dimostrando l'immortalità artistica della manifestazione canora e quella di Pippo Baudo, un uomo per tutte le stagioni (artistiche). A questo punto le cassandre dovranno tacere e molti opinionisti politici avranno il tempo per dedicarsi ad altro, magari alle vacanze non disponendo di validi argomenti di critica e di approfondimento. Per quanto mi riguarda ammainerò la bandiera nera e dedicherò il maggior tempo libero di cui disporrò ad altre amene attività. Romano Prodi, ebbro per l'"eclatante" successo parlamentare e per la sua provvisoria riconferma, continuerà i festeggiamenti, alzando il calice di lambrusco e addentando un panino con la mortadella, preparandosi ad affrontare nel mentre, seppur con poca convinzione, la riforma elettorale per evitare il referendum e possibilmente le elezioni anticipate, individuando qualche nuovo artifizio che gli consenta di governare per molto tempo ancora, e come il suo predecessore, il temibile Silvio, cercherà di ottenere il maggior numero di seggi con la minor messe di voti, e, come lui, potrebbe ottenere un risultato a sorpresa, del tutto opposto a quello desiderato. Se l'attuale maggioranza, così com'è congeniata e strutturata, avrà vita dura, e dovrà ingoiare molti rospi per mantenere il proprio traballante potere, inducendo gli esponenti politici che la compongono a soluzioni sofferte, e magari attivando un servizio di pronto intervento in grado di consentire a tutti i senatori a vita di partecipare in ogni caso, e in qualsiasi condizioni di salute, alle votazioni, anche la minoranza, incapace di interrompere un mandato ritenuto nefasto, dovrà soffrire anche perché non avrà la forza e la determinazione per giungere ad elezioni anticipate, in quanto gli "onorevoli" saranno poco propensi a sciogliere le Camere prima di aver raggiunto il termine fatidico di due anni e mezzo, necessario al raggiungimento della pensione. In questo regno di Bengodi gli imprenditori, i più ricchi e potenti, i poteri forti, e i privilegiati dal regime, esulteranno per l'accrescimento degli affari, dei guadagni e della loro ricchezza, mentre la maggioranza degli italiani, in particolare i percettori di salari e stipendi, affronteranno il futuro sempre con maggiore difficoltà, sia per l'aumento delle tasse e delle imposizioni locali, sia per la maggiore onerosità dei mutui, e per la precarietà che continuerà a preoccupare le giovani e sempre più insicure generazioni. Consoliamoci, il Carnevale proseguirà ancora, grazie al Festival e ai ritornelli delle sue canzoni che allieteranno le nostre giornate, anche se le parole di una vecchia canzone dei Beatles, "Michelle, ma belle….", ci ricorderà una "Michelle ma chère", la Hunziker, la brava soubrette che per poche serate, e in buona compagnia con altri e ben remunerati colleghi di proscenio, incasserà un assegno da un milione di euro per scendere le scale, ricordando la famosa e mitica Wanda Osiris. Retribuzioni così elevate fanno riflettere sulle contrapposte realtà economiche che dividono il Paese, sulle diversità e sui privilegi di pochi e sulla precarietà di molti, in una società caratterizzata da forti contrapposizioni, dove la differenza tra ricchi e poveri è sempre più marcata. Il pagamento di ingaggi così elevati turba le coscienze, mettendo in evidenza una situazione scandalosa e moralmente inaccettabile, che trova però pronta giustificazione dalla logica pagana del profitto, che, riferendosi alle logiche di mercato, ricorda come gli spot raccolti dalla manifestazione canora ammontino a ben 42 milioni, giustificando quindi le esose prebende pattuite, anche se rimaniamo convinti che molti artisti di successo avrebbero accettato compensi sensibilmente più bassi, potendosi proporre ad una così importante ribalta nazionale e internazionale, ed inoltre va dimenticato come il fenomeno interessi anche le retribuzioni dei dirigenti delle grandi aziende pubbliche e statali, dei giornalisti, e di quanti vivono nel mondo dello spettacolo e dello sport: la vera droga di questa ingiusta società è il denaro, e ciò nonostante, pur possedendone in quantità, non consenta di ottenere tutto quanto si possa desiderare.
Dario Meschi
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