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Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 10 marzo 2007 - Anno 7 - Nr. 10

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Oggetto: comunicato stampa

Gentile redazione
allego comunicato relativo alla convocazione del congresso dell'unità di base dei DS di Merate
cordiali saluti
Eugenio Alborghetti

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Allegato

Oggetto: convocazione assemblea spazio prevenzione onlus

Buongiorno,
trasmetto in allegato comunicato relativo alla convocazione dell'Assemblea di Spazio Prevenzione onlus, chiedendovi gentilmente la sua pubblicazione.

Grazie, un cordiale saluto

Chiara Galbussera
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Chiara Galbussera
Responsabile Fund Raising e Progetti

Spazio Prevenzione Onlus
Progetti e Percorsi di Prevenzione Oncologica
Piazza della Pace 1
23875 Osnago (LC)

Tel. 039/58099
Cell. 348/3199117
www.spazioprevenzione.it

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Allegato

Oggetto: PC

Recentemente ho subito un peggioramento della capacità visiva. Non so se dare la colpa al video catodico del pc. Ho deciso comunque di sostituirlo con un monitor lcd che, avendo immagini più stabili, fa sforzare in misura minore gli occhi, quando rimangono per varie ore sul computer. Intanto i miei occhiali stanno diventando spessi come fondi di bottiglia della coca-cola. Meglio una passeggiata familiare sul lungo mare. Arriviamo al Pontile. Gabriele mi dice: "Non vai pazzo per il tuo lavoro, vero?". Faccio una specie di sogghigno. Non vado pazzo per il mio lavoro, effettivamente. Soprattutto per il mio stipendio. "Papà, se potessi cambiarlo, cosa ti piacerebbe?". "Mi piacerebbe essere un musicista. La musica è la cosa che mi piace più di tutte. Mi piace ascoltarla e mi piacerebbe suonare il sax, se fossi capace. In realtà non sono capace, visto che non ho mai avuto il coraggio di provarci". Mi piacerebbe, ma mi rendo conto che è una prospettiva irrealistica. Simonetta, meccanicamente: "Mario, stasera ci sarà la riunione di condominio". Già. Finta espressione dispiaciuta, la sua. Grazie per la precisazione, replico. Vabbè, ammetto il mio falso interesse per la stenditura illegale di bucato, la detenzione abusiva di impianti stereofonici, l'ascensore rotto, i balconi da ristrutturare. Nel frattempo Alessandro, il piccolo, mi ricorda che domani andremo al teatro Manfredi. Ottimo. Quando ritorniamo a casa mi sento meglio di qualche minuto prima. E sono contento. Disgustosamente contento.
Mario Pulimanti

Oggetto: oppio

Bevo in silenzio un bicchiere di liquore di limone gelato, fatto da mia
suocera. Per cercare di mettere ordine nel caos della mia testa. Do
un'occhiata all'orologio: è tardi, ma decido lo stesso di andare a fare una
passeggiata sul lungomare deserto. Cammino e ricordo. Ricordo i cortili
della Garbatella quando noi bambini giocavamo a calcio, con i pantaloni
corti, le bretelle, il pallone supersantos comprato alla bottega facendo una
colletta. Ricordo il Parco dell'EUR. Mi sembra si sentire il profumo dei
suoi alberi di eucalipto. Ah, gli anni sessanta! Dopo pochi minuti arrivo al
Pontile dei pescatori, immerso nei miei pensieri. Mi infilo una mano nella
tasca del giubbotto e tiro fuori il giornale. Di fronte al mare, leggo. Che
notizia in prima pagina! Un brivido mi corre lungo il braccio. Oppio afgano?
Con aria scettica vengo così informato che alcuni parlamentari hanno
proposto  di comprare oppiacei dai talebani, per rivenderlo alle industrie
farmaceutiche, così da sottrarre l'agricoltura ai ricatti dei criminali e
ridurre fortemente gli incassi illegali. Rifletto: ma comprando l'oppio
afgano per farne morfina antidolore non si finanzia il terrorismo
 internazionale? Oltretutto leggo che la domanda mondiale di oppio legale
che serve agli ospedali per terapie antidolore è soddisfatta dai Paesi che
sono autorizzati: Australia, Francia Turchia e India. Difatti Pierferdinando
Casini ha detto che: "il mercato illecito dell'oppio è da seimila
tonnellate, quello lecito da quattrocento tonnellate: è evidente che la
saturazione sarebbe immediata e non sapremmo cosa fare di tonnellate di
oppio afgano immesse sul mercato". Quindi acquistare l'oppio afgano da usare
per sperimentare politiche di terapia del dolore sembrerbbe una iniziativa
azzardata, anche se in questo modo si potrebbe mettere in discussione "il
sistema delle multinazionali farmaceutiche e i profitti dei talebani, gli
unici ad arricchirsi durante la guerra proprio grazie alla vendita
dell'oppio" come dice il verde Paolo Cento. Mi accarezzo nervosamente il
mento. Ho lo stomaco che sta cominciando a contrarsi per paura di leggere
qualcosa di ancora più sgradevole. Con estrema cautela ripiego il
quotidiano. Lancio un'ultima occhiata al mare. Sconcertato, ritorno a casa.
Senza esitare. Dopo tutto, se non mi sbaglio, stasera c'è un film di Nicole
Kidman in tv. Bingo.
Mario Pulimanti

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