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Vuoti di memoria
Non si è ancora spenta l’eco delle polemiche in merito alla decisione dell’amministrazione comunale di Merate di inserire una vasta superficie del territorio comunale nel Parco Adda Nord, estendendone i suoi confini nelle frazioni di Cassina, Sartirana e Novate, che è necessario riprendere nuovamente l’argomento, in quanto alcuni dei partecipanti al consiglio comunale che ha deliberato la ”scellerata" scelta, mi hanno informato, in via riservata, dell’andamento dei lavori e dello scontro verbale intercorso tra Andrea Massironi, il consigliere di minoranza già assessore nella precedente amministrazione Perego, e il sindaco Giovanni Battista Albani. Preso atto che la stampa locale, il Giornale di Merate e Merateonline, hanno proposto una cronaca asettica dello svolgimento dei lavori, evitando, entrambi, di segnalare lo scontro verbale più acceso ed aspro della serata, in una sorta di congiura del silenzio, che ha indirettamente coinvolto sia il settimanale che dirigo, sia la mia persona, in quanto chiamati in causa dal sindaco, ho formulato una richiesta scritta al Comune, protocollata il 5 marzo, affinché mi siano consegnati i verbali dei rispettivi interventi in aula, per poterne valutare i contenuti e soppesare l’eventuale gravità delle affermazioni poco lusinghiere pronunciate nei miei confronti, pur non citando mai esplicitamente il mio nome o quello del giornale. Le finalità della richiesta non mirano di certo a rivendicazioni legali, ma soltanto alla conoscenza e valutazione politica dei fatti, in quanto non è ammissibile che chi sta governando con pieni poteri, continui a nascondersi dietro un dito, cercando di sminuire o addirittura dimenticare l’importante ruolo politico che ha svolto per oltre 25 anni, rimanendo costantemente nella stanza dei bottoni. L’erede dell’impero democristiano, ogni qual volta si critichino le scelte effettuate dalle precedenti amministrazioni, in merito alle politiche urbanistiche ed ambientali, o alla gestione dei lavori pubblici, che hanno condizionato il degrado o al contrario la valorizzazione della città (evidentemente ogni cittadino può avere un’opinione differente), dichiara probabilmente preoccupanti vuoti di memoria, laddove sostiene che nonostante il suo appoggio non condivideva le scelte e pertanto approvava solo per spirito di gruppo o per motivazioni politiche, votando “turandosi il naso”. Trattandosi però di un uomo schietto, spontaneo, a volte irruente e senza peli sulla lingua, persino troppo aggressivo e a volte poco cauto nell’esprimere giudizi, è incomprensibile come abbia potuto contribuire al varo delle maggiori scelte, non condividendole e continuando a sedere in Giunta in buona o cattiva compagnia; come abbia sostenuto lo strumento urbanistico redatto dall’architetto Gambirasio con la benedizione di Mario Gallina (l’esponente politico di maggior rilievo e spessore nella compagine democristiana) e di Aldo Castelli, o all’approvazione del progetto Casamonti sull’area Cazzaniga, e tutto ciò senza dimostrare apertamente in nessuna circostanza il proprio dissenso. Questo atteggiamento è incoerente e poco credibile, come sono ancor meno giustificabili e condivisibili le critiche sulle scelte urbanistiche che hanno segnato lo sviluppo della città negli ultimi anni. Di quale argomento può disporre il sindaco Albani quando si discute sull’opportunità della cementificazione di Vedù, o della costruzione di edifici come il serpentone, in via di realizzazione, sull’area del traliccio? E come, e con quali argomenti può criticare la realizzazione di un recupero urbanistico (Via Monsignor Colombo) che non ha interessato aree libere, ma al contrario un complesso industriale e artigianale che è stato demolito e sostituito con un fabbricato progettato secondo le precise indicazioni stabilite dal Piano Regolatore, ossia dimensione, forma planimetrica e numero dei piani? Credo sia giunto il momento per chi intraprende la difficile carriera politica, di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità, con coerenza, senza fraintendimenti o affermazioni diffamatorie per celare la propria incertezza o l’incapacità di governo. Mi spiace dover esprimere affermazioni così dure nei confronti di Battista Albani, un personaggio che sicuramente ama Merate, che si è molto prodigato nell’attività amministrativa, ma che non può pensare di scaricare le proprie negligenze su altri e soprattutto su chi ha il coraggio di esprimere opinioni, certamente senza interessi specifici. Sempre e comunque, ma ancor di più dopo essere arrivati ad una certa età, l’onore, la rispettabilità, i valori e il buon senso prevalgono sul resto e soprattutto sulle questioni di denaro. Per quanto mi riguarda, nello svolgimento delle mie attività ho sempre operato diligentemente, seguendo le indicazioni dettate dai politici, costruendo dove volevano gli amministratori, ed anzi sono stato promotore di numerosi interventi di recupero edilizio e urbanistico. Evidentemente, non potrò subire passivamente ulteriori gratuite e immotivate affermazioni denigratorie, che ledono la mia onorabilità: esigo rispetto come mi impongo di averne per gli altri. Al momento non posso allegare il verbale della seduta comunale perché non mi è stato ancora recapitato, e di questo mi scuso con i lettori, ma non mancherò, sempre che il sindaco me ne dia la possibilità.
Dario Meschi
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