Macchianera

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: domenica 14 gennaio 2007 - Anno 7 - Nr. 2

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L'elemosina

Sezione#2_1Romano Prodi ha trionfalmente annunciato l’aumento delle pensioni per 9,5 milioni di pensionati. Una notizia importante, resa ancora più solenne e pomposa dalla stampa compiacente e di regime che ha dedicato al fatto un notevole risalto.
Da critici osservatori abbiamo appreso la notizia con entusiasmo, pensando a quanti “tirano la cinghia” incassando pensioni da fame e a coloro che, nel periodo delle festività natalizie e dell’esplosione consumistica più deleteria e assordante, non avevano nemmeno un soldo per acquistare un panettone, almeno per rispetto della tradizione, e, una volta tanto, abbiamo rivolto un apprezzamento al governo che, dopo aver tartassato i redditi medio-alti introducendo gabelle di ogni tipo, inutili adempimenti burocratici e controlli spionistici da Kgb, si è ricordato dei più bisognosi: la politica sociale finalmente ha prevalso, rendendo merito ai suoi principali fautori.
Un provvedimento così virtuoso è destinato ad essere apprezzato da tutte le persone di buon senso ed anche dalle opposizioni: nessuno dovrebbe avere nulla da ridire, e finalmente l’incomprensibile politichese e le false promesse si tradurranno in qualcosa di concreto.
Dopo un annuncio così clamoroso avrei dovuto ricredermi per le critiche che spesso ho avanzato nei confronti dell’esecutivo di centrosinistra, magari cospargendomi il capo di cenere, oppure avrei dovuto approfondire meglio il provvedimento per comprendere l’entità della manovra prima di esprimere un giudizio?
Avendo poca considerazione dei politici in genere, ho cercato di acquisire ulteriori informazioni per scoprire la corrispondenza esistente tra una presunta buona iniziativa e la realtà dei fatti e dei numeri, e, così facendo, ho appreso una triste realtà che umilia i poveri e serve soltanto per mera, quanto inutile e deleteria, propaganda.
Corrisponde al vero il numero dei beneficiati, però l’assegno di quiescenza sarà aumentato, secondo le più rosee previsioni, di un importo medio di soli 137 euro l’anno, corrispondenti a poco più di 11 euro il mese, ossia a 38 centesimi e rotti ogni sacrosanto giorno dell’anno.
L’elemosina concessa a tanti nonnini, che tirano a campare come possono, ha il sapore della beffa; certamente poco è meglio di niente, però dovrebbe esserci un limite alla decenza soprattutto quando si agisce sulla pelle di numerosi sventurati che vivono in una “dignitosa povertà”.
Questo ammonimento vale per tutti, per chi governa attualmente e per chi ha governato in passato, perché nessuno si è veramente impegnato alla riduzione degli sprechi e al contenimento della spesa pubblica, che rappresenta, insieme alla lotta all’evasione fiscale, l’unico modo per poter affrontare il futuro nel rispetto dei più deboli, evitando delle farse incapaci, tra l’altro, di produrre consensi.
Considerato che secondo un detto popolare non esiste limite al peggio, cos’altro è lecito ancora attenderci?
La risposta è arrivata dal conclave della maggioranza, una vera e propria verifica di governo, che ha impegnato ministri e premier ospitati per spirito francescano nel college della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, la foresteria del Palazzo Reale di Caserta - un tempo destinata alla servitù, ed ora elegante dependance con vista sulla reggia realizzata dallo stilista Coveri, - dove si è pranzato con il contributo della società di catering di Mattia D’Angelo. Non una società qualunque e un menù anonimo, ma qualcosa di adeguato per un’organizzazione che vanta nel suo curriculum la preparazione di raffinati menù durante le serate di gala svolte in diverse occasioni, tra queste il vertice del G7 e dell’Onu. Per prendere appunti durante i lavori sono state utilizzate penne di lusso Delta, il marchio casertano che vanta tra i suoi appassionati collezionisti, capi di Stato e primi Ministri, tra questi Margareth Thatcher, Bill Clinton e persino Silvio Berlusconi.
Cos’altro aggiungere?     

Dario Meschi

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