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Agenda 21
“L’Agenda 21” rappresenta un primo passo nel tentativo apprezzabile di unire i sindaci del territorio, in modo da affrontare le tematiche di interesse generale, e soprattutto i problemi inerenti lo sviluppo urbanistico, la viabilità, l’inquinamento e la co-gestione dei servizi, per ottimizzare gli interventi, diminuire le spese ed ottenere risultati proficui. I buoni propositi di questa virtuosa iniziativa si scontrano spesso con la realtà, con la difficoltà di pensare al plurale, mettendo da parte le questioni di campanile, ed affrontando con fermezza e determinazione un futuro che si presenta zeppo di insidie. Fatte queste premesse, è impossibile non rilevare le differenze di pensiero, e le contrapposizioni che continuano ad emergere tra i protagonisti della vita amministrativa. L’esempio più evidente è stato offerto dal sindaco di Merate Battista Albani, che diverso tempo fa criticò l’amministrazione di Cernusco per l’ipotizzata bretellina prevista per bypassare l’impianto semaforico che smista il traffico in direzione Lecco-Milano-Bergamo, per poi, recentemente, biasimare il primo cittadino di Calco in merito alla scelta di concedere l’apertura di un nuovo supermercato Esselunga, ed infine attaccare duramente i responsabili della realizzazione di una strada di arroccamento eseguita nel comune di Osnago, ovvero i sindaci Marco Molgora e Paolo Strina. Un’assemblea, un’associazione o qualsiasi altro insieme di soggetti vari che devono convivere per funzionare, necessita di dialogo ed anche di discussioni, di approfondimenti e, nel caso, di scontri, ma alla fine di condivisione ed unità d’intenti. Su alcune scelte di interesse generale è indispensabile giungere ad una soluzione condivisa dalla maggioranza, mentre gli affari interni di ogni comune, se non incidono nelle programmi generali, dovrebbero essere di competenza delle rispettive municipalità. Se non si parte da questi presupposti si è destinati soltanto a perdere tempo prezioso, a dare sfogo ad opinioni che non portano a nulla di concreto, e a differenziazioni che non consentono di raggiungere gli obiettivi prefissati. Il protagonismo, l’eccesso di sicurezza e la volontà di affermare ed imporre le proprie idee e soluzioni dovrebbe essere espresso nelle sedi opportune se si intende veramente progredire, non dando fiato alle trombe pur di beneficiare della passerella mediatica. La drammaticità della situazione ambientale nell’ambito del territorio compreso tra Lecco e MIlano, il problema inquinamento provocato da una serie numerosa di concause, non consentono ulteriori esitazioni, e, pertanto, diventa obbligatoria una riflessione per tutti gli amministratori pubblici , che, ora più che mai, sono chiamati a gravose responsabilità, dovendo dimostrare buon senso e capacità di interpretazione di quanto sarà indispensabile fare. I percorsi alternativi obbligatori che gli automobilisti hanno intrapreso negli ultimi giorni in seguito alla chiusura di Largo Pomeo a Calco, hanno consentito di verificare meglio lo scempio del territorio che si sta attuando con il proliferare di edifici che sorgono all’impazzata senza una precisa logica urbanistica. I comuni interessati sono molti oltre a Calco, e questo fenomeno mette in risalto l’incapacità di numerose amministrazioni e il prevalere di logiche affaristiche che stanno compromettendo il futuro, distruggendo l’ambiente, penalizzando il paesaggio e rendendo critica la vivibilità di questa affascinante porzione di territorio, che forse non riuscirà a sopravvivere alla miopia e alla scelleratezza dell’uomo.
Dario Meschi
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