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Il declino della civiltà occidentale
La civiltà occidentale rischia di essere travolta dall’eccessivo allargamento delle Comunità Europea, dall’apertura delle frontiere, dall’immigrazione clandestina, e dallo sviluppo di una realtà sociale multietnica: questi ed altri fattori stanno decretando l’inarrestabile declino della civiltà occidentale. La vecchia Europa, aprendo le frontiere, non decretando misure protettive adeguate, mantenendo forti nazionalismi, mancando di unità politica, si sta avviando verso una decadenza dei propri costumi, e la fine delle antiche tradizioni, innescando un processo inarrestabile, destinato a modificare profondamente la composizione sociale con gravi implicazioni di carattere civile, politico, religioso e culturale. Il problema della complessa convivenza etnica aumenterà con il passare degli anni, con l’incremento dei matrimoni misti, con i numerosi bambini nati da genitori di diversa nazionalità, che vivranno nella confusione ideologica, nella contrapposizione devastante di valori e di fedi, e con idee e abitudini di vita in netta contraddizione tra loro, con un disagio destinato ad aumentare, e con la perdita progressiva delle proprie radici. Saremo invasi legittimamente dai nuovi “barbari”, rischiando di divenire una minoranza in casa nostra, di dover accettare abitudini lontane dalla tradizionale cultura e sensibilità, rinunciando ai principi e ai valori che hanno segnato l’evoluzione della nostra civiltà. La situazione, dipinta volutamente a tinte fosche, creerà una trasformazione silente che sarà assorbita pian piano, anno dopo anno: i bambini cresceranno uniti e vicini indipendentemente dal colore della loro pelle assimilando le diversità forse senza traumi, ma dando origine ad un nuovo e diverso popolo, dove non prevarrà un’etnia o un’unica cultura e religione, ma dove la società assumerà confusi e differenti connotati. Le diversità dovrebbero indurre ad un miglioramento degli individui e della loro apertura mentale, sempre che non prevalgano gli egoismi e le prevaricazioni; diversamente una parte cercherà di imporsi su un’altra e la barriera invisibile, ma reale, che esisterà tra le persone potrà innescare fenomeni di ampio ed estremo disagio sociale. La nostra non vuole essere una denuncia dal sapore razzista o una difesa di privilegi o di potere ma semplicemente l’espressione di una preoccupazione su quanto potrà accadere, quando la religione perderà ancor di più la sua incisività e il suo ruolo educativo, e gli antichi costumi, unitamente alle vecchie tradizioni, saranno relegate nella memoria degli anziani, sempre più isolati da una società che non potranno ne comprendere, ne tanto meno condividere. Si potrebbe realizzare, senza colpo ferire, la più importante rivoluzione della storia moderna, con l’inizio di una nuova era; forse il destino di un uomo libero è rappresentato proprio dalla mancanza di barriere, di divisioni, di confini e di contrapposizioni religiose e politiche, anche se l’ordine naturale di una società non potrà mai reggersi su un’utopia. La miopia degli europei ci riporta indietro nel tempo ad un altro periodo storico, in cui eventi, sotto numerosi aspetti simili a quelli che stiamo affrontando, decretarono la caduta dell’Impero romano. In quei tempi lontani un popolo che aveva costruito ponti, strade, acquedotti e città, costituendo un impero, dopo i turbolenti secoli dedicati alle conquiste repubblicane, visse un lungo periodo di pace e di prosperità, raggiungendo un generale benessere che produsse malcostume, perdita di valori e d’identità, al punto da innescare una spirale perversa che portò alla sua definitiva decadenza. Allora, come ora, una nuova religione, il cristianesimo, sostituì un altro credo, innescando un processo di profonda confusione e di trasformazione che contribuì ad accelerare una nefasta metamorfosi che durò poi per molti secoli. I fattori che trasformano la società sono numerosi, poco evidenti, ma innescano un processo silente che pochi percepiscono nella frenesia del vivere quotidiano, e solo la lungimiranza dei governi potrà tentare di porvi rimedio. Per poter essere incidente ed affrontare così questa metamorfosi la Comunità Europea dovrà in tempi brevi assumere un’autorità politica, non limitandosi a controllare le economie e i commerci tra gli Stati membri. I corsi e i ricorsi fanno parte della storia del mondo: gli eventi si ripetono, ma sono presto dimenticati dalla protervia e dell’incapacità dei politici, che con le loro decisioni poco lungimiranti hanno o stanno generando un mostro che ingoierà nelle sue fauci la storia di interi popoli.
Dario Meschi
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