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Merate: una triste città
Durante le festività natalizie la città di Merate si è distinta negativamente rispetto agli altri centri più importanti della provincia, mostrando un aspetto triste, rinunciatario, quasi decadente. Il centro cittadino, seppur ravvivato dall’illuminazione natalizia sponsorizzata dai commercianti, non ha offerto ai residenti ed ai visitatori nessun altro simbolo della tradizione: mancava un albero addobbato in una delle piazze del centro, non è stato preparato nemmeno un presepe, e non si hanno notizie di altre iniziative degne di menzione. A Lecco l’amministrazione di centrodestra, contribuendo in proprio, ha preparato un programma nutrito, con manifestazioni di carattere religioso e sociale: davvero suggestivo il maestoso presepe allestito all’inizio di Via Cavour, caratteristico il presente vivente con gli zampognari in giro per i rioni, allettante il concerto dei tuba che ha animato il pomeriggio del 23 dicembre in Piazza XX Settembre, e spettacolari i fuochi d’artificio della notte di S. Silvestro. A Mandello del Lario i commercianti hanno organizzato, con il sostegno dell’amministrazione comunale, una “tombolissima” con centinaia di ricchi premi, e nel mese di dicembre è scattata l’operazione “Acquisti sotto le stelle”, con la partecipazione intraprendente dei negozianti. Non solo, è stato inoltre organizzato un mercatino natalizio dal sapore tirolese, e non sono mancati gli spettacoli d’animazione. Ad Oggiono, altro centro dove sono state numerose le manifestazioni, sono stati ottenuti risultati lusinghieri: l’amministrazione comunale ha organizzato il “Dicembre oggionese”, proponendo iniziative già a partire dal 2 dicembre; oltre alla piva e alla presenza itinerante di Babbo Natale, è stato organizzato un lancio di palloncini ed è stato allestito un grande albero di Natale. Non è mancata una serata musicale nella sala consiliare del municipio e una gimkana per bambini e ragazzi in Piazza Manzoni. Al contrario, e in controtendenza, la laica amministrazione comunale meratese ha voluto archiviare il periodo più gioioso dell’anno senza un segno di attiva partecipazione, quasi non volesse scontentare nessuno, ne i laici che governano con gli ex democristiani ma ancor peggio dimenticando la popolazione e soprattutto i bambini. La giunta comunale, oltre a non aver organizzato iniziative di rilievo, non si è resa promotrice di altre attività collaterali e sinergiche, limitandosi il giorno della vigilia a presenziare Piazza Prinetti con due Babbo Natale e due piccoli calessi, rimasti spesso vuoti per la mancanza di persone interessate. In questa circostanza, come in altre precedenti, si è trattato di una questione di scelte e di priorità, evidentemente i nonni che siedono nella stanza dei bottoni non hanno pensato ne ai loro nipotini, ne tanto meno alle tradizioni e alle festività, e nemmeno ai commercianti che sono già penalizzati dalla presenza dei centri commerciali; non hanno inoltre considerato la necessità di rilanciare il ruolo di polo di attrazione della città nei confronti delle realtà comunali circostanti in funzione tra l’altro della prossima introduzione dell’isola pedonale permanente. Il disinteresse dimostrato dall’amministrazione preoccupa, e contrasta con l’azione virtuosa svolta da altre municipalità, fa risaltare l’incapacità di anticipare i tempi, ponendo attenzione, promuovendo o sponsorizzando tutte le iniziative più idonee per garantire lustro alla città. Se le giustificazioni per le negligenze saranno di tipo economico per la mancanza di fondi, bisognerà ricordare al sindaco e alla sua squadra di governo i sacrifici che i cittadini stanno affrontando per l’introduzione dell’aumento dell’Ici e della addizionale Irpef, e far riflettere sui consistenti avanzi di bilancio, e non erano certo poche migliaia di euro a modificare il quadro economico. Il periodo natalizio rappresenta il momento più bello dell’anno e proprio per questo non va svilito, ma al contrario valorizzato.
Dario Meschi
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