Napoli: la capitale del presepe
Napoli è la città del presepe per antonomasia: sono famosi gli antichi presepi allestiti nelle chiese, così come la produzione dei personaggi che riempiono la scena. In città, in Via San Gregorio Armeno, si realizzano le statuine più preziose e le botteghe artigiane sono aperte tutto l’anno. Nel mese di dicembre è possibile visitare questi luoghi caratteristici – una sorta di finestra aperta ininterrottamente tutto l’anno sul Natale - nel frastuono e nella confusione, mentre nei rimanenti mesi dell’anno si possono scegliere con calma i “pezzi” migliori, assistendo al lavoro degli artisti-artigiani. A disposizione dei visitatori vi sono centinaia di statuine, quelle della tradizione, ma anche altre raffiguranti i personaggi d’attualità, gli artisti, i politici e le persone famose. Uno spazio preferenziale è riservato ai “napoletani”, tra questi Totò, i De Filippo, Massimo Troisi e non poteva di certo mancare, anche se recentemente scomparso, il celebrato re della canzone napoletana: Mario Merola. Quest’anno la città sta vivendo momenti difficili, gli atti violenti e gli omicidi si susseguono, evidenziando una situazione di forte disagio sociale, che contrasta con l’immagine di una città rinnovata e sicura proposta dai politici locali per magnificare il loro governo, e, in un clima di alta tensione, è stato compiuto anche un biasimevole atto sacrilego: il furto nella Chiesa di San Nicola alla Carità di trecento statuine del ‘700, opere uniche che nel mercato dell’antiquariato hanno un valore di quasi un milione di euro. I ladri hanno risparmiato solo il bambinello adagiato nella mangiatoia e Benino, il pastore addormentato che nel tradizionale presepe napoletano non può mancare. L’atto criminoso è stato compiuto da mani ignote nella notte, violando la porta della chiesa con la fiamma ossidrica, e prelevando le piccole opere d’arte senza che l’antifurto entrasse in azione. Il presepe allestito nell’ex ipogeo, un’opera complessa e maestosa, è uno dei più famosi e suggestivi della città: è stato ammirato da generazioni di napoletani, per i quali ha rappresentato una sorta di istituzione. Riproduce sei scene: quattro raccontano la vita di Cristo, le altre due, momenti della vita quotidiana della Napoli del ‘700. Due dei pastori trafugati sono semoventi e tutte le statuine, alcune alte quaranta centimetri, sono estremamente rare e preziose, così come le vesti che indossano, realizzate con velluto, seta, lino e damasco. Il suo allestimento ha richiamato nel tempo migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia. I ladri, con la loro irriverenza e l’ignobile atto di viltà, hanno rovinato il momento dell’anno dedicato ai sentimenti, alla bontà e soprattutto alla speranza, affermando cinismo, cattiveria e mancanza di rispetto nei confronti dell’intera città, che riunisce tante famiglie e numerosissime persone per bene. I delinquenti con il loro maldestro gesto hanno rubato oltre ai beni preziosi che appartenevano all’intera città e a tutti i napoletani, anche la gioia e la serenità dei bambini, e di quanti nella città partenopea di impegnano per superare il difficile momento affermando i valori civili, sociali, etici e morali.
GM
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