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Cartellino rosso
Abbiamo spesso dichiarato la nostra condivisione nei confronti della politica intrapresa dalla Provincia di Lecco in materia di viabilità; in particolare è stata apprezzata la scelta di eliminare gli impianti semaforici con rotonde alla francese sulle più importanti arterie stradali, con una programmazione pluriennale diluita nel tempo in modo da recuperare le necessarie risorse. Gli effetti benefici derivanti dalle opere già eseguite sono evidenti, anche se non risolutivi di fronte alla carenza strutturale in cui versano le principali strade provinciali. Le rotatorie sono state realizzate lavorando di giorno e di notte, e nonostante le difficoltà operative non hanno impedito la transitabilità, e gli utenti hanno patito disagi abbastanza contenuti: merito di chi ha organizzato i lavori, dei tecnici e dei responsabili politici, anche se purtroppo non sempre tutto ha funzionato a dovere. Ora, dopo gli elogi, si leva impietosa la critica, in questo caso doverosamente severa, soprattutto quando è vietata la circolazione in un nodo cruciale come quello di Calco, impedendo di proseguire per Lecco per chi proviene da Milano e viceversa, creando inoltre disagi per il traffico diretto e proveniente da Como, e tutto questo senza avvisare i viaggiatori in tempo e in maniera adeguata. Chi nella giornata di mercoledì 27 dicembre, e nei giorni successivi, si è trovato a compiere il tragitto nelle diverse direzioni di marcia si è trovato imbottigliato in prossimità di Largo Pompeo, non potendo ne andare avanti ne tanto meno tornare indietro, se non con manovre rischiose e azzardate: mezzi pesanti hanno dovuta affrontare pericolose inversioni di marcia e chi era in coda non poteva comprendere la motivazione della sosta forzata. A giustificazione di quanti hanno organizzato i lavori, il fatto che sono stati posizionati due cartelli di piccola dimensione, uno in prossimità della rotonda di Cicognola, l’altro in corrispondenza di quella di Brivio. Due segnalazioni evidentemente insufficienti che ben pochi utenti hanno letto nel marasma del traffico; quando accaduto è assurdo, infatti oltre a non aver sbarrato la strada, lasciando un piccolo passaggio per i soli residenti e per il traffico locale, non sono state indicate nemmeno le possibili deviazioni. In questi luoghi ad alta densità di traffico è difficile per gli stessi residenti individuare i percorsi alternativi per superare, senza avventurarsi su strade secondarie, il nodo di Calco, figurarsi per ci proviene da località lontane. Molti automobilisti non sapevano, e non sanno tuttora che strada percorrere e quale sia l’alternativa migliore per proseguire il loro cammino. Anche se alcuni giornali locali avevano a tempo debito annunciato la programmazione dei lavori con la relativa chiusura della strada, di fronte a tanta improvvisazione è giusto, anzi doveroso, manifestare lo sdegno, e proprio per questo motivo bisognerebbe alzare il cartellino rosso, come avviene su un campo di calcio, contro i responsabili di tale disservizio.
Dario Meschi
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