Macchianera

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 25 novembre 2006 - Anno 6 - Nr. 44

In questo numero

Articoli

Rubriche

Inoltre...

La congiura del silenzio

Per cinque anni abbiamo assistito ad una satira divertente e spesso feroce contro il personaggio politico più amato ed odiato dagli italiani: Silvio Berlusconi.
Per un lustro i comici e i satrapi italiani, in larghissima maggioranza con idee politiche di sinistra, hanno preso in giro il governo e il suo capo indiscusso, ma ecco giunta una sorprendente novità: ora finalmente gli esponenti della comicità italica cambieranno indirizzo e finalmente, tanto per cambiare, prenderanno per i fondelli….. l’opposizione.
Questo concetto è stato espresso con una brillante battuta dal comico più celebrato negli ultimi anni, Roberto Benigni, che ha fotografato la situazione dopo i primi mesi trascorsi con il nuovo governo di centrosinistra, prendendo atto della evidente partigianeria di molti comici.
Le battute satiriche, le barzellette, le frasi ironiche non sono mai state rivolte all’attuale presidente del Consiglio, che è ritratto con vena satirica solo nelle vignette pubblicate dai pochi giornali schierati a destra.
Per fortuna che in aiuto agli avversari è giunta la comicità delirante e spontanea di Romano Prodi, che riesce a farsi del male da solo, con frasi ed espressioni sorprendenti, evitando così di scomodare i comici di professione, e togliendoli così dall’imbarazzo, perché non se la sentono di infierire sul Premier tanto amato.
Le battute satiriche rivolte a Prodi, definito da Vittorio Feltri su Libero, “il mortadella” sono divertenti come quelle dedicate a Berlusconi, anche se meno graffianti, violente e infamanti, e soprattutto non sono mai citate durante le trasmissioni televisive, quasi vi fosse un ordine prestabilito per vietarlo, una specie di “congiura del silenzio”.
In questi mesi e nel prossimo futuro come faranno gli umoristi in camicia rossa a sbarcare il lunario, avendo perso buona parte degli argomenti a loro disposizione, e non potendo più riferirsi al passato e in particolare al Cavaliere Nero? Che fine li attende, e come riusciranno a sopperire alla mancanza del loro bersaglio preferito?
E pensare che tra ministri straparlanti, come il grillo di Pinocchio, indulti allargati, pacifismi bellicosi e controlli polizieschi non mancherebbe di certo il materiale per poter allietare gli italiani, che, di fronte a tanta e tale improvvisazione, avrebbero il sacrosanto diritto ad una buona e salutare risata, in grado di far dimenticare l’incombente torchio fiscale .
La risposta è scontata: non tocca agli umoristi di sinistra stroncare una maggioranza che hanno votato e apprezzato, e che da sola è capace di divertire per la comicità innata di alcuni suoi rappresentanti. Si potranno limitare ad un lavoro di fioretto, ma sempre nel rispetto delle regole, e soprattutto evitando eccessi nei confronti del premier, per affinità sia elettive, e sia politiche.
Purtroppo la satira demolitrice che Guzzanti proponeva dissacrando il centrodestra, dovrebbe ora giungere dalla scuola umoristica di matrice liberale, che però è in crisi per mancanza di iscrizioni. Dopo Longanesi e Guareschi (ricordate l’indimenticabile Candido?) è mancata la verve ironica di destra, lasciando vuoto uno spazio vitale, che qualsiasi comico di rango potrebbe ora colmare con successo, dando una mano ai reduci del Bagaglino.
I comici “sinistri” dovrebbero avere il coraggio di tacere, rinunciando ad ergersi, senza alcun merito riconosciuto se non da parte degli esponenti dall’area politica a loro gradita, a coscienza civile della Nazione.
In gioco c’è la loro credibilità, ma soprattutto quella di coloro che proteggono con il loro vile e ingiustificato silenzio.

Sezione#2_2

Dario Meschi

Torna alla homepage

Scriveteci: posta@macchianera.it

Line

Copyright © 2001-2006 Macchianera.it. Sito by Fly-On-Web
Contattare il Webmaster per problemi tecnici.
Tutti i  diritti sono riservati.  Il materiale presente in questo sito non può essere  riprodotto, neanche in parte, senza il consenso di macchianera.it. Il sito segue le regole della legge 675 sulla privacy, relativamente alle mail ricevute