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Le contraddizioni della politica
Mentre i commercianti criticano l’amministrazione comunale di Calco, ritenuta responsabile della prossima apertura di un nuovo supermercato Esselunga in località Scagnello, il sindaco Gilberto Fumagalli respinge le critiche, adducendo prevedibili, quanto poco convincenti giustificazioni, riferite a decisioni assunte in precedenza dal borgomastro Magni. L’allarme per l’insediamento dell’ennesimo centro commerciale è destinato a rientrare e presto sarà dimenticato da tutti; ognuno addurrà, a discolpa della scelta, motivazioni più o meno plausibili e convincenti tentando di scaricare le responsabilità su altri, e i problemi legati alla viabilità e all’inquinamento atmosferico aumenteranno tra l’indifferenza generale. La popolazione ha dimostrato di gradire questo nuovo sistema di distribuzione e di vendita; i politici di ieri e di oggi, nonostante la manfrina, erano e sono ancora soddisfatti perché introiteranno sostanziosi oneri di urbanizzazione recuperando nuove entrate per il bilancio comunale, da impiegare, come purtroppo accade, per costruire l’ennesima cattedrale nel deserto, e tutto procederà come secondo copione: le code aumenteranno, e con esse l’emissione degli scarichi delle auto, la vivibilità peggiorerà, ma dovremmo lo stesso essere soddisfatti perché disporremo di un’ennesima opportunità per fare la spesa. In questa trasformazione del sistema distributivo, i mercati cittadini perderanno, ancora di più, molta della loro importanza e i pochi negozi rimasti nei centri abitati diminuiranno fino a scomparire, salvo poche e sporadiche eccezioni. Se questo è il prezzo da pagare sull’altare del progresso, forse varrebbe la pena di fermarsi a riflettere, per comprendere la gravità della situazione e porre fine ad una consolidata tradizione di generale lassismo e di scarsa responsabilità generale. Lo scarico di responsabilità da un sindaco ad un altro, la ricerca di colpe, sempre da addebitare ad altri e a qualche ex amministratore, la mancanza di coraggio e di collaborazione tra i responsabili delle municipalità, l’inutilità di organismi come l’assemblea dei comuni, che servono a celebrare la politica e nulla più, devono fare riflettere sulla capacità di chi governa o ha governato in passato. Molti ricorderanno com’era il comune di Calco all’epoca del mandato del sindaco Luigi Brambilla, che sarà ricordato come un bieco conservatore, in quanto non consentiva lo sviluppo edilizio e le nuove urbanizzazioni, o perlomeno cercava di contenerle, rapportandole alle effettive esigenze dei suoi amministrati. Allora il “reazionario” era accusato di voler fermare il progresso, ma ora, alla luce degli eventi successivi, il ricordo delle sue scelte lo configurano come un precursore di un disastro annunciato ed ora giunto inesorabilmente. La località Scagnello era un’estesa area verde, con un piccolo stagno, circondato da alberi e da una piccola pineta, dove confluivano le acque di scolo provenienti dai terreni agricoli circostanti; si apriva intatta verso la collina di Montevecchia ospitando una sola struttura ricettiva: una modesta discoteca che induceva a lamentele per il rumore causato soprattutto d’estate e nulla di più, ma non violava un territorio ora martoriato da capannoni industriali e presto anche da un Motel oltre al nuovo supermercato. Quello che è accaduto a Calco si è verificato in molti altri comuni della provincia. L’attuale sindaco di Merate Battista Albani, forse per la saggezza conseguita con l’età, è diventato un fautore della tutela ambientale e della lotta all’inquinamento, anche se in passato, considerata la lunga carriera amministrativa (è stato assessore per decenni) ha contribuito al saccheggio del territorio, così come hanno fatto i responsabili della quasi maggioranza delle altre municipalità. La miopia di un tempo ora si paga a caro prezzo, e, se non serve certo guardare al passato per rimediare alla scelleratezza delle scelte precedenti, ora è necessario fermarsi per non commettere ulteriori errori: in gioco c’è qualcosa di troppo importante, e proprio per questo tutti dovrebbero ricordarselo e collaborare.
Dario Meschi
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