Circus Week

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 18 novembre 2006 - Anno 6 - Nr. 43

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Gli italiani sono impazziti?

Sezione#5_1Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha dichiarato che gli italiani “sono impazziti”, in quanto non comprendono la necessità di una manovra economica severa, dove la maggiore tassazione e i sacrifici servono a porre le basi per un futuro economico più prospero e sereno. Il Premier ha sostenuto che i suoi amministrati non sono disposti ad affrontare sacrifici, e si abbandonano ad inutili, quanto egoistiche e velleitarie, manifestazioni di protesta.
Non conosciamo le abitudini del professore, come vive, se frequenta i negozi, se fa la spesa quotidiana, se paga le bollette, e quindi si rende conto del valore reale della moneta comunitaria, che ha voluto introdurre a tutti i costi e che si è dimostrata una sciagura per le persone povere e meno abbienti ( e non solo).
Chi opera con attività autonome, chi produce o offre servizi si è adeguato aumentando i prezzi e considerando il valore dell’euro alla pari con quello della vecchia e rimpianta liretta; gli altri, la maggioranza, si sono sentiti improvvisamente poveri, passando da una situazione decorosa alla precarietà, se non addirittura sprofondando al di sotto la soglia della miseria.
I buoni propositi vanno sempre considerati ed apprezzati, ma quando contrastano con altri principi e con la realtà giustificano contrasti e discussioni, e motivano appieno le legittime proteste di coloro che da un governo di centrosinistra sia aspettavano qualcosa di nuovo, e non un aumento metodico di tutto ciò che è indispensabile per vivere, arrivando addirittura all’instaurazione di un regime tributario soffocante e penalizzante, che potrebbe favorire una preoccupante crisi in molti settori dell’economia nazionale.
Affrontare sacrifici nell’interesse comune è condivisibile, dovrebbe infatti prevalere la ragion di Stato, in un Paese unito con un forte senso di unità nazionale e di appartenenza alla Patria, ma così non è, e la migliore dimostrazione giunge proprio dall’esecutivo che in tema di tasse una ne fa e l’altra la pensa, arrancando in modo vergognoso e prendendo per i fondelli tutti quanti: le contraddizioni, le modifiche, gli interventi tampone per accontentare i partiti della coalizione o i singoli senatori come la Montalcini, scontentano, disorientano, offendono l’intelligenza degli italiani, offrendo l’immagine di un esecutivo privo di nervo e soprattutto di unità e di condivisione sulle scelte da affrontare.
Un grande statista come De Gasperi dichiarò: “C’è follia nel Paese” e qualcuno ha pensato bene di accomunarlo con il Presidente del Consiglio, ma il paragone non regge, per la diversità del momento storico in cui sono state rese le dichiarazioni e per la diversa carature dei personaggi interessati.
Il nervosismo di Prodi, che traspare in ogni sua dichiarazione, e l’atteggiamento assunto nei suoi confronti da illustri colleghi della maggioranza esprimono uno stato di malessere, inducono a cattivi presagi. Qualcuno nell’ombra sta tramando, ed anche se non si arriverà a nuove elezioni, sembra possibile un cambio al vertice con il pensionamento anticipato del leader e la sua sostituzione, magari con un rappresentante di un governo tecnico.
I nomi dei possibili candidati alla guida del Paese stanno circolando, la tela si tesse e presto potremo commentare l’opportunità di essere governati da Lamberto Dini o da Giuliano Amato: il tempo è galantuomo e non resta che attendere.

Dario Meschi

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