Sotto la lente

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 4 novembre 2006 - Anno 6 - Nr. 41

In questo numero

Articoli

Rubriche

Inoltre...

I guardoni

Sezione#3_1Gli italiani sono dei guardoni? Se il termine non si riferisce ai “compagni di merenda”, che spiavano le coppiette appartate con insana curiosità, dovremmo affermare di si, in quanto periodicamente emergono vicende inquietanti che coinvolgono personaggi pubblici, politici, manager e perfino calciatori e motociclisti e milioni di spettatori assistono incuriositi ai reality.
Il recente caso, riguardante il vezzo deplorevole di alcuni dipendenti pubblici, tra cui esponenti della Guardia di Finanza, di interessarsi degli affari altrui senza averne specifica autorizzazione, che ha coinvolto Romano Prodi e signora, il Presidente Napolitano, ma anche tanti altri personaggi noti della politica e della società civile, tra questi anche Silvio Berlusconi, i suoi figli, Emilio Fede e persino Alex Del Piero, si sta sciogliendo come neve al sole.
L’accesso a certi tipi d’informazione, che sono le stesse rese all’apparato statale per motivi fiscali dai contribuenti, possono essere spiate da molti curiosi che sanno come navigare nei meandri sconosciuti di internet, e dimostrano la vocazione italica di interessarsi degli affari altrui e non dei propri: dicono che la curiosità sia una prerogativa delle persone intelligenti e quindi non dovremmo meravigliarsi per il ripetersi di certi episodi.
Quando si pubblicavano sui giornali i redditi delle persone note e meno note residenti in comuni e città si scatenava la corsa all’acquisto del quotidiano alla ricerca del nominativo dell’amico, del conoscente, o dell’uomo pubblico per commentare e spesso malignare a piacimento, ora, che per motivi di sicurezza e privacy tutto ciò è negato, gli invidiosi, i frustrati o semplicemente gli afflitti da maligna curiosità trovano altri modi per soddisfare le loro esigenze.    
I rappresentanti delle istituzioni coinvolti, e gli uomini della maggioranza parlamentare, hanno cercato subito di sfruttare l’accaduto per mere finalità politiche, ma sono stati clamorosamente smentiti dalle risultanze delle indagini: nessun complotto ordito dal Cavaliere e da Tremonti, ma solo l’insano desiderio di conoscere lo stato patrimoniale di uomini noti e importanti che, come tali, nulla dovrebbero avere da nascondere.
La smania di trovare un responsabile a tutti i costi e una trama, è tipica dei regimi totalitari e dei Soviet, e di chi è abituato ad abusare del potere di cui dispone. Nella realtà proprio gli uomini di governo, e la sinistra più radicale e partigiana, hanno autorizzato lo spionaggio metodico di tutti i cittadini italiani, togliendo loro il bene prezioso della libertà.
Da questo momento in poi l’apparato statale saprà quante volte ogni cittadino andrà in vacanza e dove, se frequenterà una o più volte ogni mese la pizzeria o il ristorante alla moda, se comprerà abiti firmati o prodotti di bassa qualità e di largo consumo, se possiede beni mobili, immobili, e soprattutto risparmi. L’unico segreto potrebbe essere rappresentato dalla frequentazione delle prostitute di strada, anche se tale abitudine è ormai frequentemente video sorvegliata, che vergognosamente non pagano le tasse, e quindi non presentano la dichiarazione dei redditi, così come gli spacciatori e i malavitosi.
Chi ama la libertà, non potrà che battersi con tutti i mezzi democratici a disposizione per cacciare coloro che impunemente cercano di instaurare un vergognoso sistema di polizia tributaria, che offende gli italiani, tra questi i numerosi piccoli e medi imprenditori, i lavoratori autonomi, gli artigiani, i commercianti e i professionisti, che presto, nell’esaltazione e nella celebrazione del nuovo regime, saranno condannati, come avveniva un tempo, alla gogna, se non addirittura alla galera: si continueranno ad aprire ai delinquenti le porte delle carceri per rinchiudervi i cittadini che evadono spesso per necessità, o perché costretti dall’applicazione di imposte troppe elevate, di balzelli di ogni genere, e per il cattivo esempio fornito da chi governa, che da sempre si è dimostrato incapace di diminuire le spese, tagliando i numerosi ramo secchi, eliminando gli sprechi e i privilegi, e modernizzando finalmente la struttura dello Stato.
A questo punto non sarebbe stato meglio abolire l’Iva, per invogliare gli italiani a richiedere la ricevuta sia all’idraulico, che al falegname, o a qualsiasi altro interlocutore, consentendo inoltre la detrazione di qualsiasi spesa, anche superflua o di lusso?

Dario Meschi

Torna alla homepage

Scriveteci: posta@macchianera.it

Line

Copyright © 2001-2006 Macchianera.it. Sito by Fly-On-Web
Contattare il Webmaster per problemi tecnici.
Tutti i  diritti sono riservati.  Il materiale presente in questo sito non può essere  riprodotto, neanche in parte, senza il consenso di macchianera.it. Il sito segue le regole della legge 675 sulla privacy, relativamente alle mail ricevute