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Oggetto: Halloween
Sta arrivando la notte delle streghe. Il suo simbolo è Jack-Lantern, la zucca illuminata che questi giorni sta addobbando vetrine e che culminerà in tante serate in maschera la notte del 31 ottobre. E' praticamente diventata una tradizione anche da noi questa notte di Halloween di origine anglosassone che corrisponde alla vigilia della festa cristiana di Ognissanti. La tradizione prevede l'usanza per i bambini di girare di casa in casa mascherati al grido "Dolcetto o scherzetto". In questa notte locali e discoteche organizzano serate in maschera in ambienti rigorosamente a tema. Buon divertimento, quindi, e W Hallowen!
Mario Pulimanti (Lido di Ostia Roma)
Oggetto: Letter from Washington- segnalazione su YOU TUBE
To see the trailer of Ignotus by Max Bartoli
Per vedere una selezione dello short movie "Ignotus" che ha vinto il Festival Internazionale del Salento
http://www.youtube.com/watch?v=OULZqRcnhus
To see the fashion show by Franca
Per vedere una parte della sfilata di moda di Franca
http://www.youtube.com/watch?v=MWltYxG1azU
Cordiali saluti.
Oscar Bartoli
Oggetto: ieri e oggi
Mi sveglio. E' Domenica. Non mi resta che saltare giù dal letto anche se, in realtà, l'impresa è superiore alle mie forze. Intanto ho la mente intrappolata da pensieri confusi e incoerenti. Rimango ancora a letto, tra veglia e sonno. In attesa di svegliarmi del tutto. Penso al mio ufficio. C'è una litografia di Kandinsky sulla parete. Tanti rettangoli verdi e neri, tutti di traverso. All'improvviso mi compare davanti nonno Angelino. E nonna Leonella. Con loro spesso a Collevecchio andavo a trovare un loro amico, Brighella. Aveva una fattoria ricoperta di edera, bella da morire. Un lato della casa era fiancheggiato da un frutteto con gli alberi punteggiati dal giallo dei frutti. Mi portavano anche da zia Loreda, una sorella di nonna. Le oche, trotterellando, si gettavano nell'acqua di un piccolo stagno paludoso. Altra visita. Altra zia. Navina. Altra sorella di nonna. Mi divertiva vederla dare da mangiare ai maiali. Nonno aveva un caro amico, Giovanni. Mi faceva sedere in alto, al posto di guida della trebbiatrice. Insieme andavamo a Cicignano, frazione collevecchiana, ad acquistare uova e verdura da contadini locali. In queste occasioni non dimenticavo di fare visita ai vitelli, che erano i miei animali preferiti, o di salire sulle balle di fieno ammucchiate dentro i granai. Ricordo i nonni ascoltare coloriti monologhi su gioie e dolori della vita bucolica. Ricordi, tesori infantili ormai persi. Guardo la sveglia. Ok, mi alzo. Non ho motivo per rimpiangere la mia decisione. Sono felice di essere sfuggito dall'atmosfera sempre più dolorosa dei ricordi. Chiamo Alessandro, il mio secondogenito. Sta studiando. Chiamo Gabriele, il grande. Non c'è. E' già uscito. Chiamo mia moglie. Sta telefonando. Esco. Ho intenzione di fare una passeggiata fino al Pontile. Arrivo. Mi aggrappo al silenzio del mare. Un silenzio che si può ascoltare. Nel frattempo Alessandro e Gabriele mi hanno raggiunto. Sorrido al pensiero che loro contano su di me. Almeno per ora. Al cellulare, mia moglie. E' dispiaciuta che non è potuta uscire. Ha messo il rombo al forno. Ci aspetta a casa. Si avvicinano nubi temporalesche. Torniamo. Mi limito a sorridere sapendo che tra pochi minuti arriverò al punto di rimpinzarmi di spaghetti cacio e pepe. Che strana giornata, oggi. Passato e presente. E' così bello. Messa così la faccenda non suona poi così tremenda. Così!
Mario Pulimanti (Lido di Ostia Roma)
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