Macchianera

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 4 novembre 2006 - Anno 6 - Nr. 41

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Davide e Golia

Sezione#2_1L’amministrazione comunale di Merate ha negato l’autorizzazione all’installazione di un’antenna, alta oltre trenta metri, in Via Fontane, destinata a migliorare la ricezione della rete telefonica mobile cellulare (il relativo comunicato stampa è pubblicato a fondo pagina), disattendo a quanto previsto nel Codice delle comunicazioni elettroniche del Decreto legislativo (Gasparri) n. 259 del 2006.
Il sindaco, per contrastare la richiesta della Wind, ha invocato la necessità di disporre del parere ambientale, essendo il comune soggetto a specifico vincolo, anche se la normativa legislativa, potrebbe far presupporre l’inutilità di tale autorizzazione. Ma, aldilà dell’interpretazione della norma, che sarà chiarita e interpretata dal Tar, il tentativo degli amministratori di fermare l’ennesimo scempio mette in risalto lo strapotere dello Stato che introduce la possibilità di interventi strutturali importanti ed imbarazzanti sotto il profilo ambientale, ritenuti tra l’altro da molti cittadini nocivi per la salute.
Dipanare la matassa non sarà facile, ma l’iniziativa di Albani sarà certamente condivisa da buona parte della popolazione che risiede nella frazione di Sartirana, che si sente minacciata dal nuovo flusso di onde e nel contempo presa in giro dalle autorità, in quanto per realizzare una recinzione o tagliare un albero un cittadino qualunque deve presentare una richiesta edilizia in piena regola, mentre per violare il cielo e il panorama ad una società operante nel settore della telefonia potrebbe bastare una semplice comunicazione di carattere informativo.
Il sogno di molte persone è di fermare il tempo, tornando al passato, non per mera nostalgia, ma per vivere in un ambiente povero ma pulito, dove l’aria era incontaminata, le falde acquifere non erano inquinate, e nel laghetto di Sartirana si poteva tranquillamente immergersi per evitare la calura estiva, non vi era la moria dei pesci e gli uccelli migravano senza essere incolpevoli portatori di malattie.
Il primo cittadino ha deciso di spendere una parte di denaro pubblico per una causa forse persa in partenza, e per questo motivo potrebbe essere criticato, ma, indipendentemente da ciò, è apprezzabile la volontà che ha dimostrato di giungere ad un definitivo chiarimento su una questione che, ciclicamente, si è presentata e si ripresenterà in molte parti del territorio lecchese e dell’intero Paese.
Albani potrebbe essere paragonato a Davide che si batte con Golia, o a Don Chiscotte che si scontra con i mulini al vento.
In questa circostanza il suo decisionismo, non sempre lungimirante, dovrebbe essere condiviso da tutti, perché contro l’inquinamento atmosferico acustico e tecnologico il “buon Battista” ha dimostrato di voler combattere seriamente: lo ricordiamo fautore della deviazione dell’ex Statale 36, e alla testa dei sindaci in marcia per contrastare il “serpentone” di auto in coda che ogni giorno mortifica i comuni attraversati dalle principali strade di scorrimento.
A volte è necessario combattere una battaglia anche se esistono poche possibilità di vincerla, soprattutto quando in gioco ci sono la vivibilità e la conservazione del territorio e della natura: importante è essere sempre coerenti, e questo, purtroppo, sovente non accade.

Dario Meschi

Comunicato stampa

La Siemens s.p.a. di Milano, incaricata da Wind s.p.a. per la realizzazione della rete telefonica mobile cellulare, che il 13 luglio 2004, e successivamente il 7 aprile 2006, ha richiesto l’autorizzazione all’installazione di un’antenna in Via Fontane – Sartirana, ha presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale – Lombardia per ottenere l’annullamento della diffida di inizio lavori per l’installazione di un’antenna telefonica in Via Fontane – Sartirana, intimazione formulata dall’Amministrazione comunale il 9 agosto 2006.

Questa Amministrazione comunale, a cui è stato notificato il ricorso il 20 ottobre 2006, ha deciso di resistere, costituendosi in giudizio.

Siemens s.p.a. ritiene di poter iniziare i lavori di installazione dell’antenna alta oltre 30 metri, poiché sono decorsi i 90 giorni dalla data di presentazione dell’istanza, ragione per la quale afferma che si sarebbe perfezionato il silenzio-assenso previsto dal decreto legislativo 259 del 2006 (Codice delle comunicazioni elettroniche – decreto Gasparri); per questo l’8 agosto 2006 ha presentato la comunicazione di inizio lavori.

L’Amministrazione comunale di Merate, che in data 9 agosto 2006 ha diffidato la società dall’iniziare i lavori, ritiene invece che Siemens non abbia alcun diritto perché ancora non è stata rilasciata la necessaria autorizzazione ambientale, indispensabile,  visto che il territorio comunale è sottoposto al vincolo ambientale di cui al d. lgs. 42 del 2004. Infatti l’art. 86, comma 4, del Codice delle comunicazioni, afferma chiaramente che “Restano ferme le disposizioni a tutela dei beni ambientali e culturali”. Pertanto, secondo l’interpretazione che questa Amministrazione conferisce al Codice, il procedimento per ottenere l’autorizzazione paesaggistica si configura come autonomo, e non come sub-procedimento del procedimento principale volto ad ottenere l’autorizzazione per l’installazione dell’impianto.

In ogni caso, a partire dalla presentazione della prima istanza, l’Amministrazione suggeriva soluzioni alternative e concordate, in grado di ridurre il forte impatto ambientale dell’antenna che, il 22 giugno scorso nel corso delle simulazioni con un pallone aerostatico sospeso per aria, si è manifestato in tutta la sua invasività sia dal centro della frazione di Sartirana che dalle zone circostanti (Cassina, Via Piave, Via Emilio Bianchi, Via Montegrappa)

Si segnala, purtroppo, che l’intero impianto del decreto legislativo 259 del 2003, che tra l’altro regolamenta l’installazione delle reti e degli impianti, è sviluppato in maniera tale da togliere ogni potere decisionale e di gestione del territorio ai comuni. Infatti, nel caso in cui l’Amministrazione comunale si opponga alla concessione dell’autorizzazione, occorre convocare una conferenza di servizi cui prendano parte le amministrazioni interessate. Se anche la conferenza di servizi manifesti parere negativo, la questione viene finalmente rimessa al Consiglio dei Ministri, che digiuno di ogni informazione circa la conformazione del territorio, la bellezza e la suggestione dei luoghi,  e quindi dell’impatto ambientale dei tralicci, si ritrova a decidere di problemi assai lontani che influiscono con ricaduta diretta, immediata ed impattante nella gestione del territorio, che spetta esclusivamente, sul piano esecutivo, alle amministrazioni locali.

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