Circus Week

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 4 novembre 2006 - Anno 6 - Nr. 41

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Quelli che gridano

Sezione#5_1Se non fosse perché a destra, specie tra i giovani rimasti, un certo catastrofismo ha fatto breccia con notizie e informazioni che nulla hanno a che fare con la situazione reale, l’argomento non meriterebbe che qualche semplice riga di commento, da archiviare tra le carte dei falsi allarmismi dei movimenti ecologisti di “sinistra memoria”.

Ma un po’ costretto ad occuparmene per necessità e per lavoro, le semplici cose che dirò intendono mostrare che l’unico e vero scopo delle “saccenti” organizzazioni ambientaliste è raccogliere soldi, per le solite operazioni ideologiche, politiche e strumentali, che nulla hanno a che fare con la protezione dell’ambiente, tanto meno con la salvezza della Terra.

Certi signori alla “pecoraro scanio”, che trovano perfino difficoltà a scegliersi una “morale ecologica credibile”, amano vestirsi dei panni dei profeti di sventura.

Questi profeti del terzo millennio ci avevano assicurato (leggo tra le mie note, e solo pochi anni fa), che la popolazione della Terra sarebbe stata di otto miliardi, all’inizio del 2000. Osservo con sorpresa che supera appena i sei miliardi.

E ancora.

I soliti ecologisti ci avevano assicurato che l’acqua dei mari si sarebbe sollevata di qualche metro; l’Adriatico, ad esempio, sarebbe giunto oltre Mantova.
Ma osservo con sorpresa che il livello dei mari italiani sta scendendo in modo preoccupante.

E le foreste ? E il verde ? I soliti ambientalisti catastrofici, all’inizio degli anni ottanta, raccontavano che il verde stava scomparendo, che le foreste subivano continue distruzioni; osservo i recenti risultati delle rilevazioni satellitari: mostrano (senza sorpresa) che negli ultimi venti anni l’area delle foreste e dei boschi è aumentata del 6%.    

E allargando l’indagine , tra le mie carte e annotazioni varie scopro che i messaggi allarmanti lanciati dalle organizzazioni ambientaliste volevano convincerci della fine prossima della Terra.

E ancora operazioni demagogiche sull’esplosione demografica, l’esaurimento delle risorse (sempre più ricche e numerose), i buchi dell’ozono (…..tutti saremmo morti in poco tempo), la deforestazione, il super inquinamento atmosferico ( solo a Milano negli ultimi 40 anni la qualità dell’aria è aumentata di ben cento volte), il devastante effetto serra (la temperatura media della Terra è aumentata di 0,3 gradi negli ultimi 200 anni).

Così scopro, con poca sorpresa, che i catastrofici movimenti ambientalisti, con i movimenti antinatalisti, parlano la stessa lingua, esprimono gli stessi (falsi) concetti.

Da una parte individuo ad esempio una figura importante del movimento per il controllo delle nascite e presidente del “Population Institute” , certo Werner Fornos, che se la prende con la crescita incontrollata della popolazione come la causa della scomparsa delle foreste, l’erosione incontrollata del suolo, la desertificazione, la scomparsa delle specie, l’allargamento del buco dell’ozono.

Dall’altra (ri) trovo l’ambientalista Lester Brown, presidente del Worldwatch Institute, noto scocciatore, che ogni anno pubblica il famigerato rapporto “State of the World – stato del mondo”, in cui descrive una serie di calamità imminenti dovute alla crescita della popolazione.

Si può affermare che in questo momento le motivazioni delle difese della natura e dell’ambiente, che fanno tanta presa sui nostri giovani e sull’opinione pubblica più in generale, hanno preso il sopravvento. Così che l’annuncio di eventi catastrofici prossimi e venturi, sempre smentiti dalla storia, diventa la via per giustificare ogni decisione per limitare le attività produttive e la stessa presenza dell’uomo.
    
Dalla condanna dello sviluppo alla promozione di aborti ed eutanasie un unico filo rosso sembra legare le stesse principali politiche globali.
Il grosso successo di discutibili gruppi come Greenpeace e WWF si spiega solo in questa ottica e orizzonte.

Goffredo Bursi
Alleanza C. per Merate

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