L'editoriale

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 7 ottobre 2006 - Anno 6 - Nr. 37

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Il parco contestato

Sezione#1_1Nell’ultimo consiglio comunale tutto è proceduto secondo copione, senza sorprese in un clima abbastanza ovattato e tranquillo, dove l’assenza di Alberico Fumagalli ha cambiato i tempi, i toni e le attese del confronto e del dibattito. In sostituzione del dimissionario ragioniere, prima dell’inizio dei lavori, si è insediata con garbo e grazia la signora Luciana Vidili che ha salutato i rappresentanti delle minoranze alzandosi e raggiungendoli al loro posto per stringere loro la mano.
Erano assenti i consiglieri Massironi e Robbiani, nonostante avessero presentato un’interrogazione in merito ad un progetto edilizio di case convenzionate in Via De Gasperi, dove si prevede oltre alla costruzione di una trentina di appartamenti, anche l’individuazione di un’area a verde di circa 1.000 metri quadrati da destinare a parco con utilizzo pubblico. E, proprio durante l’esame del progetto, la discussione si è animata riscaldando gli animi e ravvivando la serata, dopo che il sindaco ha negato al consigliere Colombo, durante il suo intervento, di leggere il testo dell’interrogazione in quanto non erano presenti i due firmatari, assumendo un atteggiamento rigido e troppo formale, dando così modo a Colombo di replicare duramente, criticando l’atteggiamento ritenuto ingiusto.
La discussione del punto dell’ordine del giorno verteva sull’ubicazione del “piccolo parco”: tra le nuove costruzioni e i condomini presenti al confine di ovest, o sul fronte di Via De Gasperi.
Una questione di scarsa importanza, considerata l’entità dell’area, che con ogni probabilità sarà utilizzata soltanto dai nuovi e dagli attuali residenti, in cui gli aspetti positivi o negativi di una o dell’altra scelta si equivalevano. Sostenere, com’è stato fatto dall’esecutivo, che il “parchetto” possa essere utilizzato da molti cittadini è una mera utopia, considerata la sua posizione decentrata, la modesta entità della sua superficie ed anche la difficoltà di reperire un parcheggio nelle immediate vicinanze. Ma proprio per questo è sembrata stonata la decisione della Giunta di ribaltare il parere della Commissione urbanistica che all’unanimità, presenti il vice sindaco Passoni e l’assessore Toma, aveva optato per una soluzione diversa, supportata sia dal parere della Commissione edilizia, sia dell’approvazione degli esperti ambientali: ha stupito l’intervento di Toma che ha sostenuto di aver presenziato ai lavori della commissione urbanistica per ascoltare il parere altrui, e che, seppur contrario all’opinione generale, non è intervenuto in quanto le decisioni spettano alla Giunta e non ai commissari.
A questo punto Andrea Colombo, colto da folgorazione e forse dimentico di quando occupava la poltrona di assessore, si è indignato, minacciando di disertare in futuro le commissioni, ritenute inutili, quanto sterili.
Il consigliere di Merate al Centro con sorprendente ingenuità ha compreso solo ora e dopo decenni di vita politica com’è difficile il ruolo delle minoranze, e com’è arrogante il potere che finge di ricercare la collegialità per poi decidere, infischiandosene impunemente, delle opinioni altrui.
Il bilancio della serata è negativo sotto il profilo politico perché ha smascherato un modo di governare, anche su una questione marginale, con eccessiva arroganza; mette in cattiva luce la figura degli assessori interessati, Toma e Passoni, quest’ultimo almeno si è almeno adoperato per dimostrare la sua equidistanza, e quella del sindaco troppo dispotico, anche se una tirata d’orecchi va rivolta anche ai due firmatari dell’interrogazione, qualora la loro assenza non sia più che giustificata.

Dario Meschi

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