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Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: domenica 24 settembre 2006 - Anno 6 - Nr. 35

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Oggetto: cinema

Mi trovo a Collevecchio, in un bel ristorante aperto da poco che occupa i locali di recente costruzione situati vicino allo stadio comunale. In pochi mesi di attività ha fatto registrare un boom di clienti, anche perché si mangia molto bene. Osservando l¹interno ravvivato con un arredamento particolarmente eccentrico ad un certo punto ho cominciato a parlare di cinema.  Forse perché sto trascorrendo una serata davvero unica mangiando, in compagnia di mia moglie Simonetta e di alcuni nostri amici, degli ottimi tonnarelli al tartufo, accompagnati da un Chiaranda del Merlo, fermentato in rovere ed affinato in bottiglia. Forse perché sta per iniziare la prima edizione della Festa internazionale del Cinema di Roma, voluta fortemente dal sindaco Walter Veltroni, attesa manifestazione che avrà una madrina d¹eccezione: Nicole Kidman che presenterà in anteprima mondiale "Fur", nel gran galà di apertura della Festa che si terra' venerdi' 13 ottobre alle ore 20 presso la sala Santa Cecilia dell Auditorium Parco della Musica. Lei, australiana dalla pelle del colore della porcellana, con i lineamenti perfetti e delicati, oltre ad essere una donna di indubbia bellezza è anche la mia attrice preferita.... ChissàŠ Comunque, al di là della splendida Nicole, ammiro da sempre anche Woody Allen, e sarebbe bello se in futuro venissero prodotti dei film con lui regista e la Kidman interprete principale. Inizialmente il cinema di Woody Allen era giocato sul comico. Poi c'è stato il tempo della serietà che per altro pochi presero allora sul serio. Ed a me questo grande comico sconcertato dalla sua stessa comicità mi è sempre stato caro. Woody Allen è alla continua, quanto improduttiva, ricerca della felicità. Decisamente simpatiche sono le sue battutine irriverenti, con o senza doppi sensi e i dialoghi tra i suoi personaggi. Mi piace anche per questo il cinema di Allen, che non si vergogna a omaggiare i suoi maestri e a raccontare di sé attraverso i tanti film che ha visto negli anni giovanili. A volte per raccontarsi usa un linguaggio che è il balbettio di un adolescente alle prime armi con una dichiarazione d'amore, e il balbettio della parola si traduce in immagine, in un montaggio tutto pezzi, interruzioni, frammenti e ragguagli. I suoi film riescono a divertire senza cadere nelle volgarità, ed i dialoghi sono sempre ben costruiti con delle battute folgoranti e con lui, Woody Allen, che riesce sempre, con la sua aria da bambinone, a farci sorridere ed a farci dimenticare per un attimo eventuali problemi di lavoro o familiari. Lui, infatti, è sempre simpatico, leggero, rilassante, ed è per questo che ci fa sorridere con i suoi dialoghi geniali. Del resto le sue sono delle commedie sfiziose ed intriganti, che non mi stanco mai di rivedere. Abbiamo così poco di cui sorridere negli ultimi tempi. Fortunatamente ci sono loro: Nicole, Woody. Vedo i loro film godendo dell¹energia che le loro interpretazioni sembrano emanare.  Né mi importa se in questo momento, leggendomi, state esprimendo il vostro dissenso. Ho deciso, del resto. Dopo questa ottima cena al Reginus di Collevecchio, torno a casa a rivedermi Dogville e Manhattan . Questo e altro, per il re.

Mario Pulimanti (Lido di Ostia ­Roma)

 

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