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Un fiore all'occhiello
La decisione assunta dall’Amministrazione comunale di Merate di costruire la nuova scuola elementare in Via De Gasperi è importante, in quanto affronta con responsabilità l’emergenza scolastica, ponendo la parola fine alle polemiche in merito all’ubicazione dell’area sulla quale realizzarla, impegnando il sindaco e la Giunta ad un investimento finanziario di circa 5 milioni di euro. Questa scelta condivisa e strategicamente importante, se portata a termine in tempi accettabili, darà lustro alla nuova maggioranza di centrosinistra che finalmente dimostrerà la propria lungimiranza politica e amministrativa dando una forte caratterizzazione al proprio mandato. La nuova scuola diverrà un “fiore all’occhiello” per la città, attenuando le critiche che sono state rivolte agli attuali amministratori per la presunta incapacità decisionale dimostrata finora, per il dilettantismo di alcuni suoi esponenti, e per l’immobilismo finora esercitato. Di fronte ad una così importante necessità, la Giunta ha finalmente trovato unità d’intenti e il coraggio per affrontare un importante progetto dal costo impegnativo. Spesso le scelte dei sindaci non prescindono dal desiderio o dalla volontà di intraprendere grandi cantieri per soddisfare le esigenze pubbliche, ma anche per appagare la propria ambizione ed ottenere consenso dalla pubblica opinione. Non sempre però questa filosofia funziona, e non mancano di certo gli esempi a confermarlo. Infatti, se a Dario Perego le “grandi opere” e le scelte urbanistiche hanno portato sfortuna per la loro presunta inutilità o per le disavventure dipese dalla sottoscrizione di contratti di appalti sfortunati, ora ad Albani una scelta così impegnativa, ma necessaria e incontestabile per la sua specifica utilità, potrebbe dimostrarsi vincente, riuscendo a far dimenticare il percorso di una consigliatura spesso criticata perché condotta senza slanci e con molte incertezze, limitandosi spesso al lavoro di routine e all’ordinaria amministrazione. Perego, tracciando il suo progetto di sviluppo urbanistico e di valorizzazione del centro e del Palazzo Tettamanti, dimostrò coraggio proponendo delle soluzioni coraggiose ed avveniristiche come quella del Centro poli-culturale di Piazza degli Eroi, che presto diverrà invece la nuova la sede del Municipio per volontà del suo successore: affrontò senza timore una variante al Piano Regolatore che scontentò sia i fautori dello sviluppo, sia i difensori dell’ambiente e della crescita zero, sbagliando però nel momento in cui inserì un terreno di proprietà in zona edificabile, anche se è corretto riconoscergli l’attenuante di aver agito alla luce del sole senza nascondersi o agendo sotto la copertura di qualche società di comodo. Il coraggio o l’incoscienza della sua scelta non sono stati compresi, perché nell’assegnarsi una possibilità così importante, seduto sulla poltrona di sindaco, offendeva gli altri cittadini che, con le stesse o maggiori necessità, rivendicavano lo stesso diritto senza ricevere alcuna soddisfazione. La cattiva sorte, le scelte contestate e l’avversione preconcetta di molti avversari l’hanno inesorabilmente punito, mentre il suo successore, pur mancando della stessa capacità progettuale, potrebbe sorprendere proprio per una politica compiuta con piccoli passi e con scelte meno azzardate.
Macchianera
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