Circus Week

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: domenica 24 settembre 2006 - Anno 6 - Nr. 35

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Il caso Beretta

Sezione#5_1Il faraonico progetto di recupero urbanistico presentato dall’Azienda Beretta al comune di Barzanò, che era stato sostenuto dalla Giunta uscente di centrosinistra sarà, con ogni probabilità ridimensionato per la volontà del nuovo sindaco Franca Colombo , espressione di una maggioranza di centrodestra e dell’assessore provinciale per il Territorio Emanuele Panzeri.
La richiesta di demolizione degli edifici esistenti e della ricostruzione di un nuovo quartiere era parsa esagerata per la sua entità volumetrica, fin dalla presentazione del progetto, in una situazione territoriale dove gli interventi edificatori sono soggetti a continui ridimensionamenti con l’applicazione di norme sempre più restrittive, e ciò in virtù della nuova ed imperante filosofia urbanistica, tesa ad elaborare piani regolatori caratterizzati da modeste possibilità di sviluppo, e dalla massima attenzione alle problematiche di tipo ambientale e di rispetto del territorio.
La nota azienda ha alzato troppo il tiro con una richiesta di nuove volumetrie addirittura superiori a quelle esistenti (76 mila metri cubi contro 40.000), creando un “caso” di rilevanza provinciale.
Generalmente nelle virtuose operazioni di recupero ambientale, che consentono il trasferimento delle aziende in luoghi più consoni e comodi per lo svolgimento delle attività per la presenza di strade e di infrastrutture, sono concesse sulle aree dismesse alcune possibilità edificatorie più contenute rispetto alle preesistenti, pur cercando di garantire alla proprietà proponente delle opportunità importanti, tali da rendere remunerativa l’operazione di trasferimento e di recupero o l’alienazione della proprietà a condizioni vantaggiose.
Nello specifico si è andati oltre alle attese e alle consuetudini, proponendo soluzioni troppo azzardate, magari anche gradevoli sotto l’aspetto progettuale, ma in netto contrasto con lo spirito guida tracciato dal Ptcp (Piano territoriale di coordinamento provinciale), ed anche dalla realtà urbana del comune di Barzanò.
Conciliare le esigenze di un’azienda, che per trasferire la propria attività deve affrontare costi molto impegnativi, e la necessità, come nel caso di Barzanò, di migliorare l’impianto urbano del centro storico comunale, non è facile, ma per questo non si può disattendere la visione generale di sviluppo del territorio provinciale e di ogni suo comune in una logica di rigorosa pianificazione.
Senza un progetto urbanistico in grado di governare l’intera Regione e le Province, si possono causare danni ben maggiori di quelli che ogni attento osservatore ed ogni comune cittadino possono constatare direttamente, compromettendo ancora di più la situazione, in una realtà generale dove le massime emergenze sono rappresentate dal traffico ormai ingovernabile e dall’inquinamento. Se la stessa attenzione urbanistica fosse stata esercitata trenta o quarant’anni fa, la Brianza, l’intera provincia di Lecco e buona parte della Regione Lombardia si troverebbero in condizioni di migliore vivibilità, disporrebbero di strade adeguate alle necessità e di infrastrutture efficienti. Purtroppo tutto ciò non è accaduto ed ora bisogna intervenire con vigore per esercitare un controllo capillare nel tentativo di recuperare il salvabile.
La situazione di Barzanò accomuna nello sforzo di giungere ad una soluzione equilibrata forze politiche contrapposte, dimostrando che non valgono le regole precostituite, spesso abusate, che assegnano la prerogativa del rispetto ambientale e del contenimento dell’edificazione alle amministrazioni di sinistra, e la volontà di cementificare a quelle di destra.
Le forze politiche, come potrebbe accadere con l’approvazione del progetto Beretta, dovrebbero collaborare non per contrastare con inutili preconcetti le iniziative degli avversari, ma operando insieme al fine di tutelare l’ambiente, un bene sempre più prezioso, anteponendo l’interesse comune a quello privato o di bottega.
L’augurio è che tutto ciò si possa avverare anche a Barzanò.

Dario Meschi

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