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LA NUOVA CASERMA
Le notizie che riguardano la nuova caserma dei Vigili del Fuoco, realizzata e quasi completamente ultimata, con eccezione d’alcune
opere di completamento e della strada d’accesso, grazie all’apporto ed alla volontà dell’associazione “ Gli Amis de Pumpier “ non sono rassicuranti. Oltre ad un debito nei confronti d’istituti di credito,
contratto dall’associazione ed ancora da restituire, di circa 100 milioni, sono emerse pericolose e preoccupanti indiscrezioni circa la mancata sottoscrizione della convenzione, che rappresentava l’origine e la
legalizzazione d’ogni futura procedura operativa, e quindi anche della possibilità di realizzazione di tale infrastruttura.
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Per quanto concerne il debito, se non arriveranno altri fondi dalla Provincia o da altre associazioni, ci
auguriamo che possa partire al più presto una catena di solidarietà: ognuno potrebbe prevedere un regalo in più sotto l’albero del prossimo Natale, pensando proprio a quei vigili volontari che svolgono da
sempre un encomiabile servizio a favore del territorio. La stessa stampa, quella che conta per intenderci, con il Giornale di Merate, in prima linea, potrebbe trainare l’iniziativa.
In merito alla strada, o meglio all’accesso che collegherà Via Fratelli Cernuschi alla nuova caserma, che
è tracciata, senza che vi siano notizie certe riguardo alla sua realizzazione, prevista nella convenzione ad esclusivo carico della proprietà dell’area, facente capo alla società EuteKne, occorrerà fare chiarezza
al più presto. La convenzione, a quanto risulta, non è stata sottoscritta, e potrebbe anche non esserlo in futuro,
E’ mistero conoscere le motivazioni della mancata sottoscrizione, dopo anni dalla presentazione della documentazione e dei vari progetti, considerato che la proprietà è interessata da una notevolissima
possibilità edificatoria. Il Piano Regolatore prevede, infatti, come ED.59, la costruzione di ben 11.000 mq abitativi, in parte
convenzionati, con obbligo a carico della stessa società della cessione d’aree e manufatti, tra le quali presupponiamo anche quella interessante la caserma, con impegno alla realizzazione di tutte le opere
d’urbanizzazione, strada compresa.
Il nuovo intervento immobiliare, possibile sull’area, è stato al centro di grandi polemiche e scontri politici:
grandi gli spazi concessi all’argomento dalla stampa e notevoli le tensioni che hanno caratterizzato la vita amministrativa cittadina. La stessa società proprietaria potrebbe aver guadagnato tempo per
saggiare un mercato difficile, ed un rischio di impresa non indifferente, considerata la volumetria interessata di oltre 30000 mc, la posizione territoriale dell’area, in zona a rischio per la vicinanza a
strade di grande scorrimento, per la presenza di piloni dell’alta tensione e per lo stesso impatto ambientale.
Il fatto veramente emblematico è rappresentato dall’atteggiamento dell’amministrazione comunale, che
seppur disponendo di tutti i mezzi possibili per costringere la proprietà alla definitiva conclusione degli iter burocratici, potendo imporre tempistiche precise ed improrogabili, pena la decadenza della
convenzione stessa e la possibile modificazione dello stesso strumento urbanistico, magari espropriando l’area ora occupata dalla caserma, ed annullando ogni possibilità edificatoria prevista
nell’ambito dell’ED. 59, si è limitata nello specifico, a generiche e tiepide rassicurazioni, che nulla hanno portato, almeno sino ad ora.
Del resto la stessa amministrazione Perego, potrebbe avere interesse a chiudere definitivamente la
vicenda, assumendosene i meriti, o considerato il fatto non trascurabile, che le scelte urbanistiche in questione, ben più importanti di quelle legate alla vicina Via Pertini in quel del Brugarolo, oggi al centro
dell’attenzione pubblica, le sono state trasmesse in eredità proprio da quell’opposizione popolare, oggi così accanita, capeggiata all’ex sindaco Gallina, potrebbe sfruttarne l’impopolarità per altri evidenti o
reconditi fini.
E’ certo che l’attuale sede della caserma sulla piazzetta di San Bartolomeo, ha fatto, e da molto, il suo
tempo, e che i solerti Volontari non meritino siffatto trattamento.
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