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Ultimo aggiornamento: sabato 10 novembre 2001 - Anno 1, Nr. 26 - Settimanale

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ORDINE PUBBLICO

La cronaca del territorio propone con costanza ed abitudine notizie preoccupanti concernenti l’ordine pubblico. Ormai non fa notizia lo scippo ed anche il furto nelle abitazioni. Sfogliando i giornali locali, di una settimana, di un mese o di un anno fa, ritroviamo le stesse allarmanti notizie e la stessa cronaca, con le stesse conclusioni giudiziarie.
Le forze dell’ordine occasionalmente arrestano qualche responsabile di tali misfatti, che ospitati nelle patrie galere per una notte o poco più, indi processati per direttissima e denunciati, vengono poi regolarmente rilasciati.
Ormai l’intrusione notturna nelle abitazioni è fatto ricorrente, e grazie alla buona sorte ed al sonno profondo dei malcapitati, pochissimi sono stati i casi di reazioni violente e fatti di sangue conseguenti.

Ed è proprio dal ripetersi di tali eventi e dal loro moltiplicarsi, che ne potrebbero derivare tragiche e drammatiche conseguenze.
Intere famiglie sono costrette a vivere blindate ed insicure nelle abitazioni, arrivando a modificare radicalmente le proprie abitudini di vita.

Gli stessi personaggi, che vivono di improvvisazione e di malaffare, sentendosi forti ed impuniti, alzano il tiro delle azioni malavitose, sempre più cruente e rischiose, crescono di numero, andando ad alimentare la cerchia di quella che è definita piccola criminalità.
Un tipo di criminalità sempre più pericolosa che prolifera proprio grazie all’evidente impunità.

Serpeggia il malcontento tra le forze dell’ordine, svilite nella propria azione di prevenzione e di repressione. La giustizia, spesso, non ha i mezzi per intervenire, non disponendo delle risorse necessarie e dei mezzi legislativi adeguati, con tempistiche processuali lunghissime ed arretrati enormi da smaltire.
Il Governo, di centro destra, che dovrebbe essere molto sensibile ai problemi di ordine pubblico, e che della sicurezza ha fatto la propria bandiera in campagna elettorale, non ha ancora attuata quella svolta che molti si aspettavano.
Le stesse amministrazioni comunali non hanno poteri e nemmeno quattrini, e sono inermi contro questo fenomeno.

Il problema del mantenimento dell’ordine pubblico, è purtroppo utilizzato in maniera strumentale, per messaggi propagandistici ed elettorali, che spesso non trovano riscontro in azioni concrete, lasciando inalterata la drammaticità della situazione che richiederebbe una presa di posizione energica, immediata con interventi operativi e legislativi improrogabili..
Le preoccupazioni che aleggiano nelle famiglie italiane sono molte, la guerra in atto, la possibilità di recessione, la paura di attentati terroristici, ma anche e soprattutto la sicurezza nell’ambito della propria abitazione.

Per arginare il fenomeno e contrastarlo adeguatamente, oltre ai necessari provvedimenti legislativi, dei quali dovrebbero farsi carico i nostri rappresentanti al parlamento, Lupi, Giovanardi e Castelli, potrebbero mobilitarsi le municipalità, con azioni unitarie di pressione e sensibilizzazione rivolte alle autorità dello Stato, ed in particolar modo ai responsabili provinciali dell’ordine pubblico.

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