Uno scatenato critico
Vittorio Sgarbi, neoeletto Assessore alla cultura di Milano, non ha perso tempo ed ha annunciato una serie di iniziative destinate a lasciare un segno importante nella gestione culturale della città. Senza peli sulla lingua, come sua consuetudine, e non risparmiando nessuno, ha riassunto le migliori idee per onorare e nel contempo scuotere la città, partendo dall’organizzazione di una Biennale del dissenso, come quella che si svolse a Venezia nel ’78, per dare voce e visibilità agli intellettuali e agli artisti costretti al silenzio dai regimi autoritari che governano nei loro Paesi d’origine, in particolare a Cuba e in Cina. L’imprevedibile e scatenato personaggio è destinato a lasciare un segno nella gestione della cultura milanese, sia per la preparazione e la competenza che gli sono riconosciute, sia perché non desidera occupare pigramente un’ambita e contesa poltrona soltanto per riscaldarla o per svolgere un lavoro di ordinaria routine.
Vittorio Sgarbi
Nel giorno stesso del suo insediamento Sgarbi ha aperto le ostilità contro le “brutture” della città, elencandole una ad una: l’ago e il filo di Oldenburg, la statua nera di Mirò, situata in Via Senato, il “pennacchio” dei carabinieri di Piazza Diaz, la “pigna” di Piazza San Babila, il “pisciatoio”, vale a dire il monumento dedicato a Sandro Pertini eseguito da Aldo Rossi, considerato un’opera da abbattere senza esitazioni. Il critico d’arte, in sostituzione del monumento pop di Piazza Cadorna, vorrebbe realizzare un obelisco in onore del martirio di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino. Inoltre, per onorare la memoria di un personaggio ancora di grande attualità, il commissario Luigi Calabresi, e compensare la decisione di concedere la grazia a Sofri, propone un monumento in ricordo della vittima e di un periodo buio della vita politica nazionale e milanese. La nomina dell’assessore è stata controversa e contestata anche all’interno della stessa maggioranza, ma, evidentemente, la possibilità di disporre del genio e della creatività di un uomo scomodo, ma nel contempo preparato e stimato, ha prevalso di fronte alle perplessità, offrendo un’occasione importante per realizzare un auspicato cambiamento. Silvio Berlusconi riferendosi al neoassessore, ha sostenuto la sua nomina pronunciando queste parole di benevolo viatico: “Credo sia stato inventato per lui lo slogan Rai di tutto di più, sapendo discernere, però, a volte fa proposte giuste”. Sgarbi intende aprire le porte dei musei e delle gallerie anche durante la serata, in concomitanza dell’apertura di cinema e teatri, per garantire la visione delle opere d’arte ad un numero sempre maggiore di visitatori, ed avendo già ottenuto dei buoni risultati in iniziative sperimentali. Non solo, intende anche trasformare i templi dell’arte e in particolare il Cenacolo, in luoghi accoglienti, con punti di ristoro per offrire un servizio e provvedere al sostentamento delle spese, eliminando il pagamento dei biglietti di ingresso, e rendendo così la cultura veramente popolare. Il cammino dell’illustre critico è appena iniziato, i risultati saranno valutati e sicuramente non mancheranno le sorprese.
Gregory Meschi
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